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19.7.1940, affondamento del regio incrociatore Bartolomeo Colleoni

di Antonio Cimmino

Banca della memoria - www.lavocedelmarinaio.com

In Memoria di Nicola Manzo e Pietro Turi e di coloro che non fecero rientro alla base.

Il regio incrociatore Bartolomeo Colleoni fu affondato dal cacciatorpediniere inglese Ilex e Havock nella battaglia di Capo Spada (Creta) del 19 luglio 1940.
Nella battaglia morirono 129 marinai mentre i 525 naufraghi furono raccolti dalla squadra navale inglese ed avviati alla prigionia.

regio incrociatore Bartolomeo Colleoni - www.lavocedelmarinaio.com
Nicola Manzo era nato a San Giuseppe Vesuviano (Napoli), era imbarcato sul Regio Incrociatore Colleoni dove fu ferito durante il combattimento e con un braccio asportato dalle esplosione.

19.7.1940 Marinaio Nicola Manzo della regia nave Colleoni - www.lavocedelmarinaio.com
Pietro Turi era nato a Castellammare di Stabia (Napoli), naufrago e successivamente prigioniero in India e Inghilterra.

19.7.1940 Marinaio Pietro Turi della regia nave Colleoni - www.lavocedelmrinaio.com

26 commenti

  • Giuseppe

    Questa mattina, contrariamente alle altre, mi sono svegliato di buon’ora con una sensazione di malessere. Appena alzatomi il mio pensiero è andato alla Nave su cui era imbarcato lo zio Andrea, fratello di mia madre, cui oggi ricorre l’affondamento (76°). Probabilmente il mio subconscio ha sollecitato la sveglia, in coincidenza con l’orario dello scontro di Capo Spada in cui l’Incrociatore “Colleoni” soccombette al fuoco nemico. Lì è rimasto lo zio Andrea e tanti altri marinai dell’equipaggio. Onore a Loro. A noi il perpetuarne la memoria …

  • Giuseppe

    Questa mattina, contrariamente alle altre, mi sono svegliato di buon’ora con una sensazione di malessere. Appena alzatomi il mio pensiero è andato alla Nave su cui era imbarcato lo zio Andrea, fratello di mia madre, cui oggi ricorre l’affondamento (76°). Probabilmente il mio subconscio ha sollecitato la sveglia, in coincidenza con l’orario dello scontro di Capo Spada nel quale l’Incrociatore “Colleoni” soccombette al fuoco nemico. Lì è rimasto lo zio Andrea e tanti altri marinai dell’equipaggio. Onore a Loro. A noi il perpetuarne la memoria …

  • Pino Amara

    Mio padre Cav. Angelo Amara, ci aveva fatto il suo primo imbarco nel 1933/34. Nel 1934 a Venezia il Colleoni ricevette la Bandiera di combattimento.

  • Marco

    Lo zio di mia mamma, Mario acquazzone,era su quella nave. Dato per disperso non fece mai ritorno a casa.
    Grazie per tener vivo il ricordo di tanti giovani morti per niente.

  • Pier Luigi Bellani

    Mio padre, C.O. Bellani Luigi, era imbarcato durante l’affondamento e fatto prigioniero dagli Inglesi, venne successivamente internato nei campi di concentramento in India, da dove fece ritorno nell’estate del 1946.
    Qualcuno lo ricorda…?

  • Erika

    Anche mio nonno, Alvaro Orlandini, lavorava in sala macchine, era fuochista e fu uno dei sopravvissuti

  • Foiadelli Valter

    Anche mio papà fu uno dei sopravvissuti,lavorava in sala macchine,poi prigioniero Inghilterra e India,si chiamava(morto 1982) foiadelli mario benvenuto classe 1919 Colico (Lecco)

  • Patrizia

    Mio padre si chiamava Zanarini Fernando.Ci ha raccontato sempre molto della sua esperienza in India e conservo tutte le numerose lettere inviate durante la prigionia…Mai una parola di odio o recriminazione, solo affetto e amore per la sua famiglia e il suo paese.Questi uomini erano grandi,coraggiosi,dotati di grande umanità e si sono aiutati e sostenuti in un momento particolarmente difficile della loro vita…come dimenticarli?

  • Fabio Launaro

    Mio padre era il Guardiamarina Gilberto Launaro. Si salvò e dopo cinque anni di prigionia torno in Italia alla fine del 1945. Per molti anni i superstiti del Colleoni si sono riuniti in vari luoghi; di alcuni di questi raduni conservo le foto che erano di mio padre. Partecipai ad un raduno, nel 1987 o nel 1988, a Riccione. Caso volle che in quei giorni era in vacanza a Riccione un marinaio che era imbarcato sul Sidney il giorno del combattimento. Fu invitato e partecipò alla messa ed al pranzo.

  • Enrico TRIVATO

    Anche mio padre Salvatore TROVATO, capo motorista navale era in sala macchine del Colleoni.
    Contribuì insieme al resto del personale di macchina (in luogo che pensare a salvarsi), a tenere a galla la nave nonostante le caldaie fossero state seriamente danneggiate.
    In tal modo fu consentito a tanti di poter raggiungere il ponte e potersi gettare in acqua.
    Per tale motivo fu insignito di croce al valore militare. Di seguito la prigionia in India, dove ricevette l’incarico di cuoco.
    Era classe 1913 e la sua carriera militare si concludeva ormai in tempo di pace , dopo essere stato mutilato a causa di un incidente a bordo. Si spegneva all’età di 68 anni nel 1982, quando avevo solo 20 anni. Non prima di avermi raccontato di tutto di più.
    Se qualcuno disponesse di foto del periodo, in cui potrebbe essere stato ritratto, sarei grato poterle ricevere, avendone di sue davvero poche.
    Grazie
    Enrico

  • ALFREDO MORETTI

    Segnalo l’esistenza di un libro scritto dalla vedova del Cap. GN Alberto Cristofanetti che era ufficiale di macchina sul Colleoni il fatidicio 19 luglio 1943. Nel libro sono descritte in modo molto diretto le varie fasi dell’affondamento e del salvataggio dei naufraghi, comprese notizie circa la prigionia in India.
    Il libro si chiama “Gli eroi vinti” ed è edito da Nuova Editrice Spada – l’autrice è Maria Giuditta Cristofanetti Boldrini.

  • Ilda Selis

    Mio padre, nocchiere di bordo Clemente Selis era sul Colleoni e rimase per parecchie ore in acqua ferito finché non lo salvarono gli inglesi be lo fecero prigioniero e lo portarono in un campo di prigionia in India.
    Dopo l’otto settembre entrò a fare parte dell’ esercito inglese.
    Alla fine della guerra tornò in Italia.

  • Ghidoni willy

    Figlia del silurista GHIDONI MARIO imbarcato sul Colleoni.dopo l’affondamento fatto.prigioniero dagli inglesi e portato.prima in India a Bangalore quindi in Inghilterra a Oxford.Il mio.papà. è morto nell’agosto del 1982 a soli 64 anni.ricordo alcuni dei suoi commilitoni ;l’allora guardia marina poi ammiraglio Gilberto LAUNARO ,,Elzo SANGIORGI ,edoardo TESTA, guido ZAPPELLA. ..Tutti dispersi e non nelle mie preghiete

  • Gabriella Mangano

    19/7/1940 – 19/7/2020
    80* anniversario affondamento incrociatore Bartolomeo Colleoni.
    Un affettuoso ricordo di tutti coloro che non fecero più ritorno, e dei superstiti che dopo ore di naufragio affrontarono con onore e dignità lunghi anni di prigionia.
    Mio padre, Mangano Girolamo motorista sul B. Colleoni, al momento del siluramento si trovava di guardia in sala macchina anche lui tra i superstiti fu fatto prigioniero dagli Inglesi, e nei suoi racconti era sempre vivo il ricordo di quei tragici momenti è di tutti coloro che persero la vita.
    Gabriella Mangano

  • Ghidoni willy

    19-07’2020. L’equpaggo è ormai al completo.si sono ritrovati tutti nel Porto Celeste tranquillo e sicuro.A noi il dovere della testimonianza così che i loro sacrifici non siano stati inutili.
    Ciao papà

  • aldo paparo

    mio padre Pasquale Paparo classe 1912 era sull’incrociatore Colleoni in qualità di capo cannoniere. Dopo l’affondamento è stato recuperato dagli inglesi e fatto prigioniero, quindi portato in campo di concentramento prima in Egitto poi in India ed infine in Inghilterra.

  • Michele

    Mio Nonno Michele Iacovelli era imbarcato sull’incrociatore Bartolomeo Colleoni, Non so che mansione ricoprisse, non ho avuto modo di conoscerlo essendo morto prima che nascessi.
    Dopo l’affondamento vago per mare su una scialuppa di salvataggio per 1 settimana prima di essere recuperato dagli inglesi.
    Onore e pace ai caduti, onore e pace ad una storia dimenticata.

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