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Sommergibile Leonardo da Vinci – Pericolo a Bordo – Capitolo II – Il battesimo nell’immenso blu

di Sergio Avallone
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Questo episodio di vita vissuta a bordo del sommergibile Leonardo Da Vinci è dedicato Capo Sabatino.

– Capitolo II –  
Il battesimo nell’immenso blu

sergio avallone per www.lavocdelmarinaio.comUna mattina di dicembre, scrosci di pioggia, cadevano spinti da un vento gelido, che non prometteva niente di buono.
Uscimmo in mare verso le sei, per incontrarci con le corvette della Scuola Comando, per esercitazione, nella ricerca Antisom (le corvette, dovevano individuare il sommergibile e affondarlo (naturalmente un affondamento simulato).
Appena fuori dalle ostruzioni del porto di Augusta, il battello cominciò a rollare e beccheggiare, rendendo molto precario, il nostro equilibrio e il mio in particolare.
Dall’interfono la solita voce ci avvertì che avevamo un mare di prua, forza nove in aumento.
Poi l’interfono tacque, e ognuno riprese le proprie attività.
Ero di guardia ai motori, reggendomi alla ringhiera, osservavo il via vai di tutti quelli che passavano da prua a poppa e viceversa. Sembravano delle marionette, sballottati dai fili del burattinaio, per via del dondolio del battello.

510 sommergibile L. Da Vinci - www.lavocedelmarinaio.com
Capo Sabatino mi lasciò unico responsabile di guardia, e andò in mensa a fare colazione. Al suo ritorno mi disse:
– “Avallone vai anche tu a fare colazione, ma vedi di fare presto”.
Al rientro in sala macchina, il rombo dei due motori  sembrava più fragoroso delle altre volte.  Ma sapevo che era soltanto una mia impressione. Ritornai al mio posto, e anche se capo Sabatino era li, seduto sul suo solito sedile di guardia, diedi un’occhiata veloce agli strumenti e mi accorsi che la temperatura dell’acqua del motore 4 era un po’ alta. Senza dire niente, mi precipitai in sentina. Azionai la maniglia, che comandava il flusso d’acqua di raffreddamento e risalii.
Ritornai al mio posto per controllare se la temperatura si fosse ristabilita.
Capo Sabatino, dopo aver osservato tutti i miei movimenti, mi disse.
– “Bravo! I miei motoristi, devono essere così. Attenti e attivi”.
Non aggiunse altro. Io registrai l’accaduto sul brogliaccio e iniziai a controllare le pressioni ai cilindri., che doveva essere fatta ogni ora. Più tardi mi confidò che i motori 3 e 4 necessitavano di una revisione e che si doveva intervenire al più presto.
All’improvviso il suono stridente della sirena mi fece sobbalzare. Per tre volte fece sentire il suo gracchiare. Era l’allarme, dell’immersione rapida.
Anche Capo Sabatino scattò in piedi, fermò il primo motore e poi andò a chiudere il valvolone  di scarico del motore N° 3.  Altrettanto feci io al motore N°4. Quando il motore si fermò, mi precipitai a chiudere quel grosso valvolone di scarico. La ruota di bronzo, dal peso di almeno venti chili, aveva una maniglia apposita che  più facevo girare e più prendeva  velocità e,  per inerzia, continuava a girare, fino a quando si bloccò completamente.

modellino sommergibile Da Vinci (f.p.g.c. Sergio Avallone a www.lavocedelmarinaio.com
Il battello, cominciò a inabissarsi. La forza del mare diminuiva gradualmente ad ogni metro di profondità. La sala macchina era diventata un’oasi di silenzio e di pace.
Eravamo a settanta metri sotto e dall’ interfono venivano impartite le operazioni atte a completare la compensazione per l’assetto del battello.
La navigazione continuò così, fino a sera.
Alle 19.00 circa le esercitazioni Antisom si conclusero. Due colpi di sirena ci avvertirono che stavamo emergendo. Mi precipitai a mettere in moto il motore 3 mentre Capo Sabatino provvedeva all’apertura dei flapp. Percepii nuovamente il forte rullio del battello, quel dondolio mi fece capire che eravamo in superficie e fuori, mentre i motori ripresero a ruggire, facemmo  la rotta del rientro.
Le condizioni meteorologiche non promettevano per niente bene e comunque avevo completato il turno di guardia, e andai in cuccetta a riposare.
Fui svegliato dalla voce gracchiante che usciva dall’interfono:
–  POSTO DI MANOVRA; POSTO DI MANOVRA!
Saltai giù dalla brandina e corsi al mio ruolo di bordo.
Arrivammo per l’ormeggio una ventina di minuti più tardi.
Completate le operazioni del posto di manovra e di rassetto e pulizia, rientrammo in caserma che erano le 22,00 e, dopo una doccia che mi tolse quello sgradevole odore di unto e non potendo uscire in franchigia (la libera uscita di noi marinai), mi infilai sotto le gelide e umide coperte. Lontano da casa, lontano dai miei cari, lontano dai miei affetti, lontano dalla mia morosa, lontano dai miei amici ma vicino ai ricordi più belli, Morfeo mi prese subito fra le sue braccia.
Ero stanco e sfinito ma soddisfatto del mio battesimo nell’immenso profondo blu degli abissi.

Sergio Avallone per www.lavocedelmarinaio.com (f.p.g.c. autore)

47 commenti

  • salvatore di tucci

    Complimenti sig Avallone ,una gran bella storia molto appassionata e commovente.Una storia che ricorderà e porterà sempre con sè a ricordare quegli anni della nostra giovinezza

  • EZIO VINCIGUERRA

    Un abbraccio a Sergio Avallone e agli amici di Gaeta e complimenti per questo 2° capitolo

  • Sergio Rocchi

    Carissimo Ezio ti ringrazio sentitamente per il pensiero, ti abbraccio affettuosamente

  • Arpaia Teresa

    Buona giornata ciascuno di voi..grz..un abbraccio grnde come il mare..come dice il nostro carissimo Ezio Pancrazio Vinciguerra…

  • Sergio Avallone

    Ezio ho letto i consensi e mi fa tanto piacere che li abbia ricevuti anche tu personalmente per il lavoroche svolgi e per le soddisfazioni che procuri a noi vecchi Marinai. La tua la voglio definire (LA MARCIA SULLA CRESTA DELL’ONDA.) alcuni compagni mi stanno chiamando per sapere a quando il prossimo episodio. Grazie a te Ho riscosso anche io un pizzico di successo e quasi mi commuovevo a leggere.

  • Sergio Avallone

    Giustamente mi dirai (NON ALLARGARTI TROPPO.) nO SONO SOLO CONTENTO CHE DOPO DUE LUNGHI ANNI SEMPRE CON ILTUO AIUTO, SONO RIUSCITO A PORTARE IL SOMMERGIBILE A GALLEGGIARE DI NUOVO. cIAO

  • EZIO VINCIGUERRA

    Ciao Sergio,
    sono appena rientrato da un pellegrinaggio di 2 giorni lontano da tv ecc. ecc.
    Adesso sono diciamo di nuovo in linea per continuare la mia e nostra missione di continuare a dare “voce” ai marinai di buona volontà come noi.
    Grazie per i complimenti (che ricambio) ma che sono niente nei confronti della tua esperienza di vita vissuta, grazie per la foto che inserirò sul secondo capitolo ma grazie, soprattutto, per la gioia di aver voluto condividere con me e con gli altri fratelli parte di questa tua “navigazione terrena”.
    Un abbraccio grande come il mare e anche come il tuo cuore di marinaio per sempre!
    Ezio

  • Sergio Avallone

    Ezio carissimo, il grande non sono io, ma TU, che hai saputo dare quel tocco di magia al mio racconto.ma ora cé una cosa che non so come interpretare. non ho più avuto contatti con Marco POZZI, non vorrei che si fosse offeso. Cerdimi se così fosse precipiterei in quel profondo BLù di cui parli sempre, speriamo di no Ciao EZIO. Ottime correzioni. come dice Carlo di nitto, ARIA ALLA RAPIDA.A dimenticavo Alla fine dell’ultimo capitolo, vorre inserire la foto , con la dedica del Com. DARIO POZZI, però si dovrebbe riprendere un pò perché ormai sono Cinquant’anni che ho esposta quella foto e che ho mandato anche a MARCO POZZI. ne riparleremo, se sei daccordo. cCao.

  • EZIO VINCIGUERRA

    Ciao Presidente Carlo Di Nitto, con preghiera di condividerlo con gli associati A.N.M.I. Gaeta. Un abbraccio a voi grande e immenso come il nostro mare

  • Sergio Turrin

    Che anno era? Anche mio fratello Sabino era imbarcato sul somm. Da Vinci proveniva dalle scuole cemm. Era del 40 e faceva base ad Augusta.

  • Salvatore Antenomaso

    Mi piacerebbe che fosse il 1959 quando ero ad Augusta, sulla corvetta Pomona, e partecipai ad alcune esercitazioni antisom. Mi sembra di ricordare che anche il Da Vinci fosse ad Augusta in quel periodo.

  • Salvatore Antenomaso

    Sergio Turrin, ho conosciuto tuo fratello Sabino giocando con lui in Villa delle Sirene dove abitavate nel dopoguerra.
    Più tardi, nel 1960, ci incontrammo a Taranto in un campo di calcio militare; parlammo un poco e poi non ci siamo più rivisti.
    Sarei felice di sapere qualcosa di lui.

  • Sergio Turrin

    X Salv.. Sabino nel Gennaio del 65 fu trasferito al centro sportivo della Marina militare. / purtroppo nel’ Agosto dello stesso anno ebbe un incidente con la sua auto proprio a Sabaudia . Nell’auto erano in tre o quattro / Lui però ebbe la peggio. ” Il Signore ” lo ha preso troppo presto / aveva 25 anni. Ciao Salvatore…

  • Salvatore Antenomaso

    Caro Sergio, la triste notizia che mi hai appena dato mi ha profondamente addolorato. Partecipo, dopo tanti anni, al vostro dolore che certamente ê ancora intenso e profondo. Continuerò a ricordare Sabino che giocava con me in villa Sirene, vicino al Quartuccio e quel breve incontro di Taranto che tanta emozione ha suscitato nell’animo mio. Da lassù ci starà guardando e sarà felice per il grande affetto che ancora nutro per lui.
    Ciao.

  • Sergio Turrin

    ” Grazie ” della stima e dei bei ricordi che porti nei confronti di mio fratello / ciao …

  • Rich Settembre

    molto meravigliosa storia di marinai che hanno servito il loro paese con onore . mio figlio era in Marina degli Stati Uniti di recente. Ho anche navigato sotto il mare in un sottomarino nucleare. è pericoloso ed è importante servizio e onorevole .

  • Miceli Francesco

    grazie anche se a malinquore sapendo che l’età e il tempo passano inesorabilmente facendoci avvicinare sempre di piu alla vecchiaia assoluta,grazie tantissime,scusami ma per quanto riguarda la marina mi dispiace ma non sono daccordo ,ho un amarissimo ricordo dei tempi passati nell’organizzazione che mi ha nutrito per 37 lunghi anni,ho incontrato persone cattivissime solo l’ultimo periodo a bordo di nave termoli al seguito dei comandanti Rebeggiani e Siragusa ho passato i periodo piu bello di tutta questa passata avventura,grazie un abbraccio,P.S. a proposito volevo ricordarti un passatempo avevamo nell’organizzazione che ci permetteva di pescare alla nuova base navale,chiapparo,arsenale e ce lo hanno tolto,sono delle bestie,non siamo noi i terroristi ma ben’altri,imbecilli.-

  • Ciro Laccetto

    Anche io andai a raggiungere il Tazzoli ad Augusta dopo il corso alla Farinata.

  • Massimo Mancini

    Grazie pancrazio troppi buono e generoso come sempre!!!! Sempre vento in poppa!!!

  • Giorgio Musazzi

    Grazie mille Ezio! Un saluto a tutto il gruppo Amici di Nave Ardito!! Siete e resterete sempre nel mio cuore!

  • Roberto Casareale

    grazie di vero cuore ezio mi commuovi.. sono molto contento!! un abbraccio grande grande a te caro amico.. tvb

  • Sebastiano Lavecchia

    Commosso dalle belle e sentite parole.Ringrazio di vero cuore, Ezio Pancrazio Vinciguerra.

  • Marco Pozzi

    Mi farebbe immenso piacere mettermi in contatto con il signor Avallone Sergio di Gaeta, che ha inviato alla rivista “Aria alla rapida” il ricordo di quella giornata drammatica vissuta a bordo del sommergibile Da Vinci, comandato da mio padre, nel 1964 …

  • Carlo Di Nitto

    L’amico Sergio Avallone è un socio del nostro Gruppo ANMi. Fra qualche minuto, con messaggio privato, invierò il suo recapito telefonico!

  • Antonio Matera

    Marco Pozzi ho conosciuto tuo padre nel 1980 all’epoca Capitano di Vascello era CSM dei sommergibili ,io ero di leva lo incontravo tutti i giorni prestavo servizio nell’ ufficio vicino al suo.Ciao un saluto

  • Bruno Iurlaro

    Carissimi che mi leggete.
    Oggi mi sono imbattuto per caso in questo sito e nel leggere i racconti,mi sono venute le lacrime dalla commozione,si perchè anche io ho fatto parte di quell’equipaggio del periodo.
    Sono ex sottocapo elettricista Iurlaro Bruno.
    Ho conosciuto il Comandante Pozzi.Il comandante Tito Berti degli Arnoaldi.Il comandante Ruggeri divenuto poi CSM.I motoristi tutti,con i quali,ci condividevamo la propulsione,i siluristi ,radaristi,il cuoco,l’infermiere e tutti quanti gli altri con cui si era formata una grande famiglia.
    condivido tutto quanto è stato detto e un grande saluto a tutti.

  • BRUNO iURLARO

    Salve mi rivolgo al signor Marco pozzi.
    Ho conosciuto suo padre quando ero elettricista di bordo poi promosso
    a sottocapo del sommergibile Leonardo da Vinci ex Dace.
    Io ero volontario uscito dalle scuole C.E.M.M. di Taranto corso 1959.
    Ho condiviso tutto ciò che capo Avallone ha raccontato.Dopo suo padre c’è stato
    Il capitano di corvetta Tito Berti come secondo ufficiale e come primo il Capitano di
    vascello Filippo Ruggiero divenuto poi capo di stato maggiore della Marina Militare.
    Cordiali saluti con un “in culo alla balena”

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