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Dagli Zar ai Soviet (Mario Veronesi) – Il terremoto di Messina.

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra



Ezio-Pancrazio-Vinciguerra-www.lavocedelmarinaio.com_10In quell’evento disastroso, che ebbe notevolissima eco in ambito internazionale, nel prestare i primi soccorsi ai terremotati messinesi, si distinsero gli Equipaggi di alcune Unità della Marina Russa che prontamente sbarcarono per fornire il proprio aiuto.
 Desidero ricordare i Marinai Russi, e ringraziarli ora per allora, per la preziosa opera umanitaria in quei tragici momenti. Prendo atto e sostengo che nelle grandi tragedie non ci sono frontiere e divisioni. Riporto e segnalo in tal senso il libro “Dagli Zar ai Soviet di Mario Veronesi” profondo conoscitore della storia del popolo di Russia.

Monumenta per i marinai russi che si adoperarono a Messina nel terremoto del 1908 - www.lavocedelmarinaio.com


Mario Veronesi per www.lavocedelmarinaio.comIl 28 dicembre 1908 alle ore 5,20/5,21 del mattino uno dei più potenti terremoti della storia italiana, del 7,1° grado della scala Richter pari al 12° della scala Mercalli, seguito da un maremoto, squassò le coste calabro-sicule con numerose scosse devastanti. Gravissimi i danni riportati da Reggio Calabria e da molteplici altri centri abitati del circondario. Sconvolte le vie di comunicazione, le ferrovie ed il telegrafo. La città di Messina fu rasa al suolo. Ai danni provocati dalle scosse sismiche ed a quello degli incendi si aggiunsero quelli cagionati dal maremoto, di impressionante violenza, che si riversò sulle zone costiere di tutto lo Stretto di Messina con tremende ondate stimate tra 6 e 12 metri che provocarono molte vittime fra i sopravvissuti che si erano ammassati sulla riva del mare alla ricerca di protezione dai crolli. Alcune navi alla fonda furono danneggiate, altre riuscirono a mantenere gli ormeggi entrando in collisione. Gravissimo il bilancio delle vittime: Messina una città che contava circa 140.000 abitanti ne perse 80.000 e Reggio Calabria ebbe 15.000 morti su 45.000 abitanti . I morti furono complessivamente 120.000 (dato non ufficiale).
Numerosissime scosse di assestamento si ripeterono nelle giornate successive e fin quasi alla fine del mese di marzo 1909. Ma già all’alba del 29, la rada di Messina cominciò ad affollarsi. Una squadra navale russa alla fonda ad Augusta si era diretta a tutta forza verso la città con le navi: Makaroff, Guilak, Korietz, Bogatir, Slava e Cesarevic. Subito dopo fecero la loro comparsa le navi da guerra inglesi Sutley, Minerva, Lancaster, Exmouth, Duncan, e Euryalus. Il comandante russo ammiraglio Ponomareff fece approntare i primi soccorsi prestando anche opera di ordine pubblico, salvando con i suoi marinai 1300 persone intrappolate sotto le macerie delle abitazioni crollate, e facendo fucilare gli sciacalli.

Nel 2006 in riconoscimento del grande impegno profuso dalla marina zarista a Messina è stata eretta una lapide e dedicata una via alla Marina di Russia. Nella foto l’incrociatore Bogaty in soccorso a Messina.
TRATTO DAL LIBRO “DAGLI ZAR AI SOVIET- La storia della Marina russa dal 1600 al 1939” di Mario Veronesi.  Per saperne di più digita:
https://www.lavocedelmarinaio.com/2014/11/dagli-zar-ai-soviet-la-marina-russa-dal-1600-al-1939-mario-veronesi/

copertina-libro-Dagli-Zar-ai-Soviet-di-Mario-Veronesi-copia-www.lavocedelmarinaio.com_

2 commenti

  • Iacono Francesco

    onore ai grandi marinai russi della flotta dello Zar di tutte le Russie! aiutarono come operai le persone, punirono come polizia gli sciacalli, si adoperano come medici per i feriti!

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