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Cerco notizie sull’equipaggio del Cacciatorpediniere Lampo: cosa fare?

di Claudio53

Egregio sig. Ezio,
Le mie notizie in merito allo zio della Signora Maria Elena sono le seguenti:
“Sottocapo Elettricista Raiteri Francesco nato a Mirabello Monferrato il 30/01/1924 disperso a seguito dell’affondamento del Cacciatorpediniere Lampo avvenuto il 16/04/1943 a 6 miglia per 080° da Ras Mustapha (Tunisia)”
In merito alla richiesta sulla possibilità di trovare l’elenco dei superstiti del Cacciatorpediniere Lampo affondato (per ben due volte) durante la Seconda Guerra Mondiale le rappresento che non è cosa semplice e generalmente tali elenchi non sono conservati negli Archivi degli Uffici Storici.
Il Lampo era un Cacciatorpediniere il cui equipaggio, in base ai dati di progetto della nave, doveva essere di 175 uomini. In tempo di guerra il numero del personale destinato a bordo di una nave era, comunque, leggermente superiore in modo tale che eventuali assenze (ad esempio per malattie) non facessero diminuire le capacità belliche dell’Unità. Infatti, sul Lampo durante il primo affondamento avvenuto il 16 aprile 1941 erano imbarcati n° 205 militari e nel secondo affondamento avvenuto il 30 aprile 1943 n° 213.

Regia nave Lampo 2^ Guerra Mondiale - www.lavocedelmarinaio.com
Premesso quanto sopra, in merito al numero del personale imbarcato, occorre ora evidenziare che l’equipaggio su una nave non era, e non è oggi, fisso ma è in continuo cambiamento in percentuali annui che si aggirano intorno al 20-30% del totale del personale imbarcato. Tale politica era mantenuta anche in guerra in percentuali non molto diverse, peraltro durante il conflitto oltre alle normali necessità di alternanza di militari si sommavano anche le esigenze di reintegrare le eventuali perdite di vite umane, come nel caso del Lampo che dopo il primo affondamento fu recuperato, riparato e tornato in attività operativa ed affondato una seconda volta.
Ritornando ora alla richiesta, se ci sono elenchi dei sopravvissuti, la risposta non può che essere un “forse” poiché l’unica certezza può avvenire solo attraverso la visione della documentazione conservata presso l’Ufficio Storico della Marina. Premesso che alla prima favorevole occasione in cui mi sarà possibile recarmi all’ufficio Storico della Marina controllerò nella pratica dell’Unità (non sono un “romano”), non credo che siano disponibili documenti amministrativi della forza giornaliera dell’epoca. In definitiva, è abbastanza difficile che si trovi un elenco di tutto l’equipaggio poiché cambiava con frequenza e non è un argomento che storicamente sia importante (di solito si conservano attività operativa, inchieste, relazioni, sinistri, deceduti, ecc…). All’epoca poi non esistevano sistemi informatici.

Caduti corvetta Lampo - www.lavocedelmarnaio.com
A livello Comandi ed Enti del Ministero Difesa si possono reperire solo documenti relativi al singolo militare e non agli equipaggi dell’epoca. Stiamo parlando di un equipaggio il cui personale più giovane avrebbe oggi circa 90 anni. Nella speranza che molti siano ancora in vita, le strade che suggerisco di percorrere affinché qualcuno risponda “presente” o che qualche familiare lo faccia in suo ricordo, potrebbero essere le seguenti:

  • rivolgersi alla Associazione Marinai d’Italia in modo da verificare la possibilità di diffondere la richiesta a tutte le delegazioni su territorio nazionale, o pubblicarla sul periodico che si invia ai soci;
  • partecipare a forum di siti specializzati come lavocedelmarinaio, cimeetricee, pietrigrandeguerra, betasom, ecc…, in modo da verificare se qualcuno ha già chiesto notizie su nave Lampo (per esempio un “frequentatore” della vocedelmarinaio ha già scritto per ricordare un caduto del Lampo);
  • verificare su facebook se esiste un gruppo “Lampo” (ho già controllato e non c’è);
  • controllare se qualcuno ha scritto un libro sulla nave attraverso il sito nazionale delle biblioteche http://www.sbn.it/opacsbn/opac/iccu/base.jsp . In caso affermativo cercare di procurarselo nella speranza che contenga notizie utili (se il libro esiste vedere se è disponibile presso librerie o se non più in commercio impiegare siti specializzati su Internet: ebay, Amazon, vialibri, Maremagun, Abebooks, ed altri);

Qualora si cerchino notizie ed informazioni sui singoli militari ci si può rivolgere:

  • per lo stato di servizio (solo per gli Ufficiali):

Ministero della Difesa
Direzione Generale per il Personale Militare
V Reparto – 12^ Divisione
viale dell’Esercito, 186 – 00143 Roma;

  • per il foglio matricolare da cui trarre notizie relative alla vita militare del Caduto:

Centro Documentale (ex Distretti Militari) e/o all’Archivio di Stato competente per territorio, in base alla provincia di nascita del Caduto;

  • per la documentazione anagrafica (atto di nascita, atto di morte, ecc..):

al Comune di nascita del Caduto;

  • per le notizie/documenti relative alla definizione dello “status giuridico matricolare” di Caduto/Disperso in guerra e relativo inserimento nell’Albo d’Oro:

Ministero della Difesa
Direzione Generale della Previdenza Militare, della Leva e del Collocamento al Lavoro dei Volontari Congedati – III Reparto – 10^ Divisione Albo d’Oro – viale dell’Esercito, 186 – 00143 Roma;

  • per le vicende storiche del reparto/unità di appartenenza del Caduto:

agli Uffici Storici dell’Esercito, della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e dell’Arma dei Carabinieri, i cui recapiti potranno essere reperiti sui rispettivi siti internet;

  • per le onorificenze e le decorazioni relative al Caduto:

Ministero della Difesa
Direzione Generale per il Personale Militare
V Reparto – 10^ Divisione Ricompense ed Onorificenze
viale dell’Esercito, 186 – 00143 Roma.

Per notizie relative alle sepolture di militari deceduti, oltre quanto detto precedentemente, si può eseguire una ricerca sui database che sono disponibili su Internet all’indirizzo:
http://www.difesa.it/Il_Ministro/CadutiInGuerra/Pagine/default.aspx
oppure inviare una richiesta a mezzo posta ordinaria al seguente indirizzo:
Ministero della Difesa
Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra
Direzione Storico Statistica
Via XX Settembre, 123/a – 00187 ROMA

All’atto della compilazione della richiesta, verificare che la stessa contenga i dati anagrafici (data e luogo di nascita e paternità) del Caduto e i dati anagrafici ed i recapiti telefonici e la copia di un documento in corso di validità del richiedente, nonché precise indicazioni circa il grado di parentela con il Caduto ed i motivi posti a base della richiesta.

oppure inviare la richiesta via e-mail al seguente indirizzo:
info@albodorograndeguerra.it
oppure, telefonare ai seguenti numeri telefonici per informazioni:
0647355135 – 0647354990.

Danni subiti cacciatorpediniere Lampo il 16.4.1940

Le Unità che hanno portato il nome: Lampo.
di Claudio53

Lampo Marina Borbonica
Goletta dell’Armata di Mare delle Due Sicilie operò prima dell’unità d’Italia e partecipò alle azioni contro il bey di Tripoli (agosto 1928) e quello del Marocco (maggio 1834) per proteggere i commerci del Regno.

Lampo Marina Sarda
Trasporto a vela di 3a classe che ha operato nella Flottiglia del Lago di Garda. Costruito a Genova e trasportato a pezzi e poi riassemblato a Desenzano del Lago (oggi del Garda). Varato nel 1848 e radiato nel 1861 subito dopo l’Unità d’Italia.

1a Guerra Mondiale – Classe Lampo
Il piccolo Cacciatorpediniere “Lampo”, e le altre Unità della omonima Classe, furono costruiti nel Cantiere Navale Schichau di Elbing (Germania) su progetto tedesco.
La classe “Lampo” aveva notevole robustezza ed un buon apparato motore ma fu necessario non caricare le carboniere di prua per aumentare la spinta prodiera a causa della loro forma molto affinata e bassa sul mare. La robustezza della prora fu in guerra un ottimo mezzo di offesa contro i sommergibili.

Unità Imp. Var. Serv. Rad. Note
Lampo 1899 1899 1900 1920  
Freccia 1899 1899 1902 // Perduto per incaglio il 12 ottobre 1911
Dardo 1899 1900 1901 1920  
Strale 1899 1900 1901 1924  
Euro 1900 1900 1901 1924 Dal 09/09/1924 cambia nome in Strale (il gemello era stato radiato), essendo stata chiamata Euro un’altra Unità
Ostro 1900 1901 1901 1920  

Caratteristiche tecniche
Dislocamento Normale: 320 t. – Pieno carico: 354 t
Dimensioni Lunghezza: 60 m. – Larghezza: 6,5 m. – Immersione: 2,6 m
Apparato motore 4 caldaie – 2 motrici alternative – 2 eliche – Potenza: 5.998 Hp
Velocità 30 nodi
Eliche 2 a passo fisso
Combustibile 80 t. di carbone
Autonomia 2.000 miglia a 12 nodi
Armamento 1 cannone 76/40 mm. – 5 cannoni da 57/43 – 2 tubi lanciasiluri da 356 mm
Equipaggio 59 di cui 3 Ufficiali e 56 Sottufficiali e Comuni
Nota: Nel 1915 – 1918 vennero imbarcate anche sistemazioni per la posa di 12 mine, lanciabombe e per il rimorchio di torpedini antisommergibili.

Il Lampo e le unità gemelle parteciparono attivamente sia alla Guerra Italo-Turca che nella 1^ Guerra Mondiale dove furono inquadrate nella VI Squadriglia Cacciatorpediniere insieme alle gemelle Ostro, Euro, Dardo e Strale con base a Tripoli. Essendo unità datate ebbero, comunque, scarso impiego nella Grande Guerra.
Nel 1921 le unità rimaste in linea vennero riclassificate torpediniere. Nel 1924 dopo che lo Strale fu radiato, l’Euro prese il nome di Strale poiché il suo nome fu passato ad un’altra Unità.

1a Guerra Mondiale – Lampo II
Rimorchiatore civile italiano di 322 tonnellate. Costruito nei Cantieri Alblasserdam di Alblasserdam (Olanda). Requisito alla fine del 1916 ed iscritto nei quadri del Naviglio Ausiliario dello Stato con il nome di Lampo II. Successivamente acquistato dalla Regia Marina fu iscritto il 21.02.1918 nei quadri del Naviglio Militare con il nome Pelago. E’ stato radiato il 25.10.1922.

Regia nave Lampo 1^ guerra mondiale - www.lavocedelmarinaio.com

2a Guerra Mondiale – Cacciatorpediniere Lampo (Classe Dardo 2a serie)
Il Cacciatorpediniere Lampo faceva parte della Classe Dardo Seconda Serie, assieme alle gemelle Baleno, Folgore e Fulmine. Le Unità furono utilizzate per le scorte convogli ma anche come posamine. Tutti i Cacciatorpediniere della Classe andarono persi a seguito di combattimenti durante la II Guerra Mondiale.

Unità Imp. Var. Serv. Note
Folgore 1930 1931 1932 Affondato il 2/12/1942 nel Canale di Sicilia in 37°43’ N – 011°16’ E
Baleno 1930 1931 1932 Affondato il 17/04/1941 ad 1 miglio ad Ovest della boa n° 4 di Kerkenah (Golgo di Gabes)
Fulmine 1930 1931 1932 Affondato il 9/11/1941 al centro dello Ionio in 37°00’ N – 018°10’ E
Lampo 1930 1931 1932 Affondato il 16/04/1941 ad 3 miglia per 230° dalla boa n° 3 di Kerkenah (Golfo di Gabes). Recuperato e riparato affondò un seconda volta il 30/04/1943 a 6 miglia per 080° da Ras Mustapha (Tunisia)

Caratteristiche tecniche
Dislocamento Normale: 1830 t. – Pieno carico: 2123 t
Dimensioni Lunghezza: 96 m. – Larghezza: 9,2 m. – Immersione: 3 m
Apparato motore 2 Gruppi di turbine Belluzzo a vapore su 2 assi; tre caldaie Express potenza Hp 44.000
Velocità 38.8 nodi
Eliche 2 a passo fisso
Combustibile 80 t. di carbone
Autonomia 3693 miglia
Armamento 2 impianti binati da 120/50 mm – 2 impianti binati da 40/39 mm – 4 mitragliere da 13.2mm – 6 siluri da 533 in 2 impianti trinati – mine e cariche di profondità
Equipaggio 175
Nota: Rispetto alla classe Dardo prima serie le unità di questa classe ebbero forme più affinate e diverso apparato motore. Anche per queste unità l’armamento antiaereo venne poi sostituito con 8 mitragliere da 20/65 e dopo il 1940 vennero sbarcati i tubi lanciasiluri poppieri per installare 4 mitragliere da 37 mm. e due lanciabombe antisom


Lampo

Il Lampo fu costruito nei Cantieri Partenopei di Napoli. Fu impiegato principalmente per scorte convogli. Alle ore 21.30 del giorno 13 aprile 1941 il Lampo con i Cacciatorpediniere Tarigo e Baleno iniziarono la scorta, da Napoli a Tripoli, di un convoglio che trasportava uomini, munizioni e materiali a sostegno delle attività belliche del Deutsches Afrikakorps (D.A.K) e delle truppe italiane. Il convoglio era composto da cinque piroscafi di cui quattro tedeschi (Andana 4205 t., Aegina 2447 t., Arta 2452 t., Iserohn 3704 t.) ed uno italiano (Sabaudia 1590 t.), che trasportava le munizioni.
La rotta pianificata prevedeva la navigazione lungo le congiungenti Napoli, Merettimo, Capo Bon, Canale di Sicilia, isole Kerkennah e Tripoli. Partenza e rotte furono calcolate per far attraversare il canale di Sicilia di giorno in modo da impiegare la protezione aerea nel tratto di mare più pericoloso, quello più vicino al raggio d’azione di eventuali aerosiluranti con base a Malta. Quanto programmato non fu possibile mantenerlo a causa del cattivo tempo che rallentò il convoglio di 3 ore e 40 minuti.
Ciò costrinse le unità a transitare nella zona di maggior pericolo di giorno, senza protezione aerea a causa di avverse condimeteo. Nonostante il cattivo tempo volava, comunque, un ricognitore Maryland inglese che riportò l’avvistamento a Malta da dove alle ore 18.00 partirono i Cacciatorpediniere della 14a Squadriglia Inglese composta della unità Jervis, Nubian, Mohawk e Janus.
Alle ore 01.58 del 16 agosto il convoglio fu avvistato, ombreggiato ed attaccato alle 02.20. Il violento scontro si concluse con l’affondamento nelle acque di Kerkenah (Tunisia) dell’intero convoglio italo/tedesco e di tutta la scorta. Prima di affondare il Tarigo riusci a lanciare un siluro ed affondare il Mohawk.
Il Lampo, ingaggiato per primo, fu gravemente danneggiato, prese fuoco e si arenò verso le 05.00 sulle secche di Kerkennah.
Il Comando Marittimo Italiano in Libia (MARILIBIA) inviò subito sul posto i soccorsi e l’imponente operazione consentì di recuperare 1271 naufraghi dei circa 3000 uomini imbarcati su tutte le Unità del convoglio. Sul Lampo ci furono 60 deceduti e si salvarono in 205.
Il successivo 4 luglio fu inviata in zona la Nave Soccorso Epomeo per recuperare i numerosi cadaveri ancora rimasti a bordo. Furono recuperati numerosi corpi e resti umani ed ultimato il recupero, dopo aver effettuato dove possibile l’identificazione, questi vennero chiusi in sacchi appesantiti e dopo un breve cerimonia religiosa vennero sepolti in alto mare con gli onori militari.
L’11 agosto, dopo tre giorni di lavoro per chiudere le falle e riportarlo in galleggiamento, il Lampo fu disincagliato e rimorchiato a Palermo dalla nave Artiglio II. Successivamente trasferito a Napoli fu sottoposto a lavori di riparazione dal 21 settembre 1941 al 18 maggio 1942. Gli fu installato anche un nuovo impianto binato di mitragliere da 20 mm.
Rientrato in linea fu reimpiegato nelle scorte ai convogli. Il 30 aprile 1943 partì da Trapani con un carico di munizioni per le nostra truppe in Tunisia. Subì due attacchi aerei che provocarono un incendio con conseguente scoppio delle munizioni ed affondamento dell’Unità a 6 miglia per 080° da Ras Mustapha (Tunisia). Scomparvero in mare 60 uomini su 213 dell’equipaggio.

Nave Epomeo
Dopoguerra – Motocannoniera Lampo
Motocannoniera che insieme al Baleno costituiva l’omonima classe, Fu impostata il 4 maggio del 1958 con la sigla MC 491 nell’Arsenale M.M. di Taranto è stata varata il 22.11.1960 ed entrata in servizio il 27 aprile del 1963 (1965 il Baleno). Assunse il nome di Lampo il 1° settembre 1965 con distintivo ottico P 491 e radiata il 15.4.1985.
La classe Lampo deriva, nelle caratteristiche generali, dalla Motocannoniera Folgore ma furono studiate ed implementate soluzioni d’avanguardia sia nella motorizzazione che nell’armamento.
Come motorizzazione il Lampo fu il primo ad essere dotato di apparato motore misto, diesel e turbina a gas, con eliche a passo variabile (CODAG). Le caratteristiche erano le seguenti:

  • 2 Motori Diesel Fiat 560.000, uno per ogni linea d’assi laterale, con potenza di 3.300 HP
  • 1 Turbina a Gas tipo Metrovik della potenza di 4.500 HP
  • 3 Eliche. Quelle laterali a pale orientabili con manovra centralizzata. Elica centrale a pale fisse.

L’armamento era “convertibile”, ovvero poteva assumere con poche ore di preavviso una delle seguenti 4 configurazioni:

  • 3 mitragliere da 40/70 mm;
  • 2 mitragliere da 40/70 mm – 1 lanciarazzi da 105 mm;
  • 1 mitragliera da 40/70 mm – 4 tubi lanciasiluri da 533 mm;
  • 1 mitragliera da 40/70 mm – ferroguide per 8 mine di profondità.

Le altre caratteristiche tecniche erano:

  • Dislocamento 190 ton.;
  • Lunghezza 41,4 m.;
  • Larghezza 6,3 m.;
  • Velocità 28 a motori superiore ai 39 nodi a turbina;
  • Autonomia 860 miglia.


Motocannoniera lampo
Fotografie sono dell’Archivio Storico della Marina Militare disponibili su Internet

23 commenti

  • Ezio VINCIGUERRA

    Encomiabile ricerca di Claudio53 … Signore e Marinaio di buona volontà, figlio di Marinaio di una volta di buona volontà.
    RINGRAZIO LUI E VOI PER LA LETTURA (FINO IN FONDO) E PER I COMMENTI E I SUGGERIMENTI SU COME ALLEVIARE LE SOFFERENZE DEI FIGLI DEI FIGLI DEI MARINAI DI UNA VOLTA.

  • elena pertusati

    Grazie di cuore per la ricerca e la disponibilità. Ogni ulteriore informazione riguardo ai sopravvissuti sarà la benvenuta, lo so che ormai si tratta di persone ultranovantenni , ma…le vie del Signore sono infinite e chissà che non si riesca a trovarne qualcuno.

  • Elena Pertusati

    Egr Sig Vinciguerra,
    La ringrazio di cuore per l’interessamento, così come ringrazio Claudio53 per l’esaustiva ricerca sul Lampo.
    Mi farebbe piacere vedere la foto di mio zio su “lavocedelmarinaio” e quindi Gliela allego, insieme con una breve scheda informativa che ho scritto in occasione di una mostra che abbiamo fatto sui nostri Caduti della II GM e che sono riuscita a recuperare dal foglio matricolare, molto scarno, purtroppo. Per questo cercavo dei sopravvissuti o i loro famigliari. Chissà che Claudui53 non riesca a trovare altro…..

    Ancora grazie.

    Cordiali saluti,

    Maria Elena Pertusati

  • Ezio VINCIGUERRA

    Buongiorno signora Elena,
    grazie per l’affetto, la foto e la scheda che pubblicherò
    a breve sulla banca della memoria del sito, la compagnia
    e l’umana solidarietà che ci fa perseverare in questa ricerca
    affinché i nostri cari defunti abbiano la meritata ricompensa
    nelle nostre preghiere per quello che hanno significato
    nel loro passaggio terreno.
    Elena carissima, grazie a Lei anche a nome di quei tanti figli e parenti
    che frequentano il blog e possono pregare anche su una tomba i loro cari …per tomba
    intendo anche i nostri articoli della banca della memoria per non dimenticare mai.
    Un abbraccio grande, profondo, sincero e trasparente come il mare, quello che
    abbiamo dentro e che nessuno mai, per nessun motivo, potrà inquinarci: è il mare
    dell’Amore Eterno proprio come Lui ci ha donato nei suoi primi Due Comandamenti.

  • Ezio VINCIGUERRA

    Buongiorno Claudio53,
    avete fatto buon rientro?
    Che simpatica persona Suo papà.
    Spero che legga questo commento e soprattutto
    il commento della signora Maria Elena Pertuselli.
    Grazie Claudio53, come dicevo alla signora Elena,
    grazie a nome di quei tanti figli e parenti
    che possono pregare anche su una tomba i loro cari …per tomba
    intendo anche i nostri articoli della banca della memoria per non dimenticare mai.
    Un abbraccio grande come il mare… a un signore dei mari e gentiluomo d’altri tempi.

  • Ezio VINCIGUERRA

    Ciao Capo Pietro Rossi abbiamo provato a trovare la solidarietà dei marinai di una volta. Un abbraccio

  • Guglielmo Evangelista

    Una bella ricerca, complimenti e auguri di successo. Se non ci sono i protagonisti, ci sono i figli…custodi spesso gelosi. Basta vedere i figli di quelli dell’equipaggio della Roma e di chi li soccorse (Me compreso)

  • Ezio VINCIGUERRA

    Buonasera Marilena Ticca, parole sante. Proprio così per non ricadere sugli stessi sbagli. Un abbraccio a tutti voi e scusate se mi ripeto: state facendo un lavoro di comunicazione encomiabile per la vostra (ma anche un po’ mia) navigazione

  • Egidio Alberti

    Come al solito Ezio hai fatto un eccellente lavoro che fa piacere a tutti leggere.

  • Gennaro Ciccaglione

    Anche questa Storia (tratta dal mio NAVE CAMPOBASSO – MARINAI MOLISANI IN GUERRA) rientra in quella gloriosa, triste e sconosciuta del Regio CT LAMPO:
    “era il 29 aprile 1954. I resti che rimpatriavano appartenevano ad un marinaio, il sottocapo cannoniere Mario Fanelli, caduto a Corinto, in Grecia il 1 febbraio 1942. Mario era nato a Riccia il 14 settembre 1919 e non ancora ventenne era entrato nella Regia Marina. Sul Regio Cacciatorpediniere LAMPO aveva partecipato alla battaglia per la difesa del convoglio Tarigo, a cui abbiamo accennato nel secondo capitolo parlando della battaglia del convoglio Duisburg. Il 16 aprile 1941, poco dopo le due del mattino una formazione inglese, tra cui ancora una volta il NUBIAN, dopo averlo individuato attraverso il radar, aveva attaccato il convoglio. Il LAMPO, che al comando del
    capitano di Corvetta E.Marano procedeva in coda al convoglio, aveva reagito lanciando i suoi siluri, tutti evitati, ed era riuscito a sparare appena tre salve prima di essere colpito ripetutamente: le granate inglesi avevano distrutto il complesso poppiero, centrato le caldaie ed aperto più squarci nello scafo. Si era sviluppato un violento incendio a bordo tanto che era stato necessario allagare le santabarbara per evitarne lo scoppio. Comunque l’unità era riuscita a portarsi sulle
    secche di Kerkennah, poste proprio sul luogo dello scontro, evitando l’affondamento. La massiccia operazione di soccorso consentì il recupero, tra i circa tremila militari imbarcati, di 1271 naufraghi, molti dei quali feriti, come Mario. Solo il 4 luglio era tornata sulla secca la nave soccorso EPOMEO: erano stati così sepolti in mare i caduti. Nella citata opera di Gianni Rocca “Fucilate gli ammiragli” è inserito un tratto del rapporto fornito dal comandante dell’EPOMEO, in merito al soccorso, che vale la pena riportare integralmente anche qui:
    “…due mesi e mezzo erano trascorsi dal tragico scontro e il Lampo era rimasto con tutti i suoi morti a bordo. Il vento del deserto lo aveva cosparso di sabbia, i piovaschi l’avevano battuto lavando la patina rossigna, il mare aveva imbevuto di salmastro quei corpi di marinai aggrappati ai cannoni e alle mitragliere, il sole li aveva prosciugati: l’acre salsedine della Piccola Sirte, il sentore delle alghe, l’alito del mare, avevano preservato quelle membra come in un sonno letargico e quei marinai sembravano ancora vivi… Sull’alto della plancia un biondo ricciuto, dal viso intatto, stringeva la canna della sua mitragliera. Un sergente e tre siluristi erano attaccati ai tubi di lancio. Sparsi ovunque i resti di corpi straziati e mutilati…”
    Dopo la convalescenza, quanto mai breve, pur non completamente ristabilito,Mario era stato trasferito a Corinto: lì avrebbe dovuto riprendersi del tutto per tornare a combattere sulmare,ma
    lì muore per “fuoco amico”. Un colpo di fucile partito accidentalmente, sembra durante la pulizia delle armi, lo aveva stroncato:”

  • del zingaro

    puoi vedere se moi padre era con maio nel marina erano partito insieme da riccia nella marina e fattoo prigionieri del inglese si chiam Del zingaro nunzio classa 1920 grazie

  • Andrea Stassano

    Gentili signori, cercavo notizie su un marinaio imbarcato sul CT Baleno, tale Adriano Tunisi, scampato al disastro del 17 aprile 1941, ma quasi certamente scomparso poi sulla motonave Andrea Gritti, silurata da Swordfish inglesi il 3 settembre 1941. Ho ritrovato un suo scritto, e volevo capire qualcosa in più della sua storia. Non ho, purtroppo, i dati anagrafici. In passato sono stato autore del libro “Quel piccolo paracadute. Guido Sturla, un pilota dell’Asso di Bastoni”, la storia di un mio parente pilota da caccia, edito da Giorgio Apostolo di Milano.
    Grazie di tutto e cordiali saluti.
    Andrea Stassano

  • Gianluca

    Buonasera ,vorrei sapere qualcosa del fratello di mia nonna Busetto Angelo,disperso nell’affondamento della nave Lampo.Non sono riuscito in nessuna maniera ad avere notizie quando ,la sorella era in vita ed ora ho questo desiderio.Grazie

  • EZIO VINCIGUERRA

    Buonasera signor Gianluca Vianello, in esito a quanto richiesto troverà su questo articolo tutte le risposte se legge fino in fondo.
    Busetto Angelo fu uno dei caduti del Lampo nelle acque di Kerkenah (Tunisia). Il suo corpo non fu trovato dalla nave Soccorso Epomeo mandata in zona il successivo 4 luglio per recuperare i numerosi cadaveri ancora rimasti a bordo.
    Cordialità
    Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

  • Giuseppe

    Buonasera a tutti,
    Possiamo raccontarvi la storia di mio Nonno
    Giuseppe Fontana
    Nato il 02/01/1917
    Mancato il 25/11/2011
    Mio Nonno era in quella nave nel momento in cui è stata affondata ed è rimasto in acqua per 3 giorni prestando soccorso anche ad un commilitone che non sapeva nuotare.
    La nave priva di Radar nulla ha potuto contro l’attacco arrivato dal cielo dall’aviazione inglese.
    Furono soccorsi dalle nostre forze e portati a Messina.
    Ha ricevuto dopo moltissimi anni una croce al valore supponiamo di un comune metallo (Ferro).
    Questo è ciò che sappiamo, raccontato con grande dignità da un uomo buono
    Come mio nonno.

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