13.2.1861, in ricordo ai caduti e vittime dell’assedio di Gaeta

di Carlo Di Nitto (Presidente gruppo A.N.M.I. Gaeta)

– BANCA DELLA MEMORIA PER NON DIMENTICARE MAI –

13.2.1861 ai caduti e vittime dell'assedio di Gaeta  (f.p.g.c. Carlo Di Nitto) www.lavocedelmarinaio.com

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18 risposte a 13.2.1861, in ricordo ai caduti e vittime dell’assedio di Gaeta

  1. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Ciao Carlo Di Nitto…ci sarebbe da discutere, tantissimo.
    La storia certo non si fa col senno del poi ma quelle parole del giorno dopo di Francesco peseranno come macigni su quella monarchia

  2. Carlo Di Nitto dice:

    13 FEBBRAIO 2015
    GAETA NON PUÒ DIMENTICARE LA SUA STORIA E LE SUE VITTIME

  3. Guido Gondeni dice:

    W O Re…

  4. Antonio Ciano dice:

    Attenti, attenti, siamo tanti e tutti briganti ….ihihihiih

  5. Francesco Perrella dice:

    la mente è un treno che viaggia nella direzione che gli indica il cuore.
    Si percorre questo viaggio tra la realtà vissuta tramite una lettura e un pizzico di immaginazione spontanea che ti proietta in quella dimensione che non hai vissuto ma l’avverti sulla pelle e ti fa sentire trucidato nell’animo.
    durante questo viaggio noti tutte le sofferenze i disagi gli affanni che il nostro popolo ha vissuto in quei giorni
    e quando sei al termine di questa dimensione mentre stai per scendere leggi che il nostro Re decise di arrendersi e ti chiedi con quell’animo trucidato del perche di quella resa chiudi un attimo gli occhi e riprendi quel viaggio e senti che il Re con una proclamazione d’addio dice più ò meno cosi: ci sono i ringraziamenti per aver avuto una resistenza contro i nemici e poi quella decisione di arrendersi era solo per evitare ulteriore spargimento di sangue
    cosi decido di terminare questo viaggio dimensionale dicendo
    Onore à S.A.R Francesco II di Borbone insieme alla consorte Sofia
    Onore all’esercito delle Due Sicilie
    Onore all’intera Popolazione che ha tenuto alto la fedeltà della propria Terra

    onore , onore , onore .

  6. Antonio Ciano dice:

    Franceso, mentre La regina Sofia e il suo consorte combattevano a Gaeta, migliaia di partigiani si immolavano per difendere la loro patria. Nel 1943, un re massone e razzista, fuggì dall’Italia come un codardo.La differenza sta tutta qui.

  7. Antonio Astante dice:

    onore a s.m. francesco ll viva o re

  8. Claudio Goria dice:

    caro antonio, qualche volta, se ti và metti la grande lettera di addio al suo amato popolo di francesco ( secondo a nessuno), e visto che ti trovi anche la lettera scritta da quel buffone di giuseppe garibaldi in risposta all’invito della contessa baldracca a ritornare a napoli (cordey). mi fai cosa grata in quanto le mie ,regalatomi da fu. franco nocella e dal prof. gabriele marzocco non riesco a tirarle fuori dal mio file di ricordi

  9. FRANCESCO DA POZZO dice:

    SOTTO L’OMBRA DEL NOBILE LAURO, VI SIA PACE PER LE VITTIME DI GAETA PRIMA CITTA’ MARTIRE DELLA UNITA’ ITALIANA.

  10. Gaetano Tripudio dice:

    Proclama di Francesco II a Gaeta. Il 14 febbraio 1861 Francesco II diè questa proclamazione d’addio: “Generali, uffiziali e soldati di Gaeta. La sorte della guerra ne separa. Combattuto insieme cinque mesi per la indipendenza della patria, sfidando e sofferendo gli stessi pericoli e disagi, debbo in questo momento metter fine a’vostri ero ici sacrifizii. La resistenza divenuta era impossibile. Se il desio di soldato spingevami a difendere con voi l’ultimo baluardo della monarchia, sino a caderne sotto le mura crollanti, il dovere di re e l’amore di padre oggi mi comandano di risparmiare tanto generoso sangue, la cui effusione or non sarebbe che l’ultima manifestazione d’inutile eroismo. Per voi, miei fidi compagni, pel vostro avvenire, per premiare la vostra lealtà e costanza e bravura, per voi rinunzio al bellico vanto di respingere gli ultimi assalti d’un nemico che questa piazza difesa da voi non avrebbe presa senza seminare di cadaveri il cammino. Voi da dieci mesi combattete con impareggiabile coraggio. Il tradimento interno, l’assalto di rivoluzionarii stranieri, l’aggressione d’uno Stato che dicevasi amico, niente v’ha domato, nè stancato. Tra sofferenze d’ogni sorta, passando per campi di battaglia, affrontando tradigioni più terribili del ferro e del piombo, siete venuti a Capua e a Gaeta, segnando d’eroismo le rive del Volturno e le sponde del Garigliano, sfidando per tre mesi in questé mura gli sforzi d’un nemico padrone di tutta la potenza d’Italia. Per voi è salvo l’onore dell’esercito delle Due Sicilie; per voi il vostro sovrano può tenere alto il capo, e nella terra dell’esiglio dove aspetterà la giustizia di Dio, il ricordo della vostra eroica lealtà gli sarà dolcissima consolazione nelle sventure. Sarà distribuita una medaglia speciale che ricordi lo assedio ; e quando i miei cari soldati torneranno in seno delle loro famiglie, gli uomini d’onore s’inchineranno al loro passaggio, e le madri mostreranno a’figliuoli come esempio i prodi difensori di Gaeta. Generali, uffiziali, soldati, io vi ringrazio ; a tutti stringo le mani con affetto e riconoscenza ; non vi dico addio ma a rivederci. Serba temi intatta la lealtà, come eternamente vi serberà gratitudine e amore il vostro re Francesco”.

  11. Guglielmo Evangelista dice:

    E in particolare a ricordo dei marinai cannonieri della fregata Partenope, del capitanno di vascello Pasca e del capitano di fregata Criscuolo, gli unici due ufficiali della Marina borbonica che non tradirono

  12. Sergio Pagni dice:

    Partenope – Fregata di 1° rango a vela –

  13. Ciao Carlo, e grazie per mantenere sempre vivo il ricordo della Storia e delle Vittime di Gaeta e non solo. Grazie Ezio per questo meraviglioso gruppo che ci permette di far conoscere tanta cose sconosciute a tanta gente e ci accomuna come fratelli e sorelle.

  14. Guido Guinderi dice:

    W O Re…

  15. Luigi Marcelli dice:

    Il Regno delle Due Sicilie e’ stato buono soltanto per essere spogliato delle sue ricchezze dai signorotti del nord dopo la Guerra del 1861

  16. Joseph Gorgone dice:

    Ciao Carlo, un momento storico fa non dimenticare.

  17. Gino Giocoso dice:

    Tanto onore diventa gigantesco se paragonato alla meschina fuga di “Vittorio Emanuele III°” l’8 settembre del 43: c’è chi ha la dignità di un capo di stato, e chi fugge come un ladro… perchè ladro è!!!

  18. Luigi Marcelli dice:

    Mi hai tolto Il pensiero falla mente e falla mano

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