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Il regio sambuco armato Capriolo

di Carlo Di Nitto (Presidente gruppo A.N.M.I. di Gaeta)

Carlo Di Nitto per www.lavocedelmarinaio.comIl “sambuco” è una tradizionale imbarcazione a vela araba con una o più vele triangolari, tipica delle coste della penisola Arabica e dell’Africa orientale.
Il regio sambuco armato “Capriolo” dislocava 35 tonnellate.
Non si sono mai conosciuti anno e cantiere di costruzione.
Fu catturato durante l’azione navale di Medy (Yemen), condotta il 28 ottobre 1902 dall’incrociatore corazzato “Piemonte” contro i pirati del Mar Rosso.
Incorporato nella regia Marina Italiana ed armato con due pezzi da 75 mm., entrò in servizio il 01.10.1903.
Venne adibito alla sorveglianza contro la tratta degli schiavi e anti contrabbando lungo le coste eritree.
Fu radiato il 31 luglio 1911.

regio sambuco armato Capriolo f.p.g.c. Carlo Di Nitto a www.lavocedelmarinaio.com

12 commenti

  • Carlo Di Nitto

    Caro Ezio, oggi invece (e lo dico con rammarico) i nostri Marinai che svolgono servizi contro la pirateria, vengono considerati alla stregua di delinquenti e trattenuti ….. in India ! 🙁

  • Carlo Di Nitto

    Ciao Carlo Di Nitto nel complimentarmi ancora con te per la ricerca storica – fotografica penso di concordare e sottoscrivere la rabbia e l’amarezza che alberga nei marinai di una volta come noi.
    Un abbraccio grande come il mare Presidente e ancora grazie.

  • Claudio53

    In Somalia ed Eritrea vengono chiamati sambuchi mentre nel Mar Rosso, Gofo Persico ed India vengono chiamati con il nome di dhow. Il cantiere di costruzione del Camoscio dovrebbe essere quello di Aden e l’anno di costruzione intorno al 1900. I nomi di tutti i sambuchi della Reggia Marina erano: Antilope, Camoscio 1, Camoscio2, Capriolo, Cervo 1, Cervo 2, Daino, Gazzella 1, Gazzella 2, Gazzella 3, Zebra.
    Erano tutti a vela triangolare (più precisamente latina), salvo il Gazzella 1 che aveva la vela trapezioidale (ovvero vela aurica). Operavano normalmente a gruppi di tre comandati da un Tenente di Vascello.L’armamento prevedeva 1 o 2 pezzi da 75mm e quelli più grandi anche un pezzo da 37mm.
    …omissis…..”Vari sono i tipi di sambuchi e diverse le loro origini, ma tutti sono ispirati a queste caratteristiche comuni: vela latina, una o due a seconda del tonnellaggio; alberi inclinati verso prora di circa 30 gradi; forma poppiera quadrata e massiccia in modo da sfruttare al massimo la spinta dell’onda lunga in poppa.”….omissis….
    (Sambuchi di Renato Terreni – Rivista Marittima”, n. 8-9 agosto settembre 1951, pp. 252-256).
    Il tonnellaggio variava da 15 t. per il più piccolo sino a 90 t. per il più grande e l’equipaggio di conseguenza da 10 uomini sino a 28.
    Nella Guerra contro la Turchia i sambuchi ottomani hanno dato parecchi problemi perché con lo scarso pescaggio sfuggivano spesso alla cattura.
    Gli ultimi sono stati radiati nel 1914.

  • Francesco Carriglio

    Anche nella nostra Sicilia veniva usata questo tipo di velatura. Nella foto una barca per il trasporto del sale da Augusta a Malta.

  • Carlo Latorre

    bell’imbarcazione di altri tempi , quando l’uomo costruiva a mano grazie ai maestri d’ascia, grazie Carlo Di Nitto per la bella immagine di vita di mare.

  • Graziano Fronzuto

    quante persone sono a bordo!!! forse si trattava di schiavi liberati dopo un’azione del “sambuco”…

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