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Giacomo Corti e la storia di  Lero: l’isola degli Eroi

di Claudio53

Buonasera Claudio53 – S.O.S. RICHIESTA DI AIUTO – BANCA DELLA MEMORIA
La prego di leggere attentamente l’articolo fino in fondo e commentare dove riporto link e lo scambio di mail tra me ed Enrico Corti (figlio del Marinaio Giacomo Corti). Nell’augurio che qualcuno degli amici “Marinai di una volta e per sempre” possa esaudirne le sue richieste.
http://www.lavocedelmarinaio.com/2014/11/giacomo-corti-e-lero-lisola-degli-eroi/
Grazie e buon fine settimana.
P.s. a volte mi chiedo se sono/siamo sulla rotta giusta …quella che porta la nostra Barca ad attraccare al porto della solidarietà, quella Barca che mi fa sostenere: Marinai di una volta, marinai per sempre. Ezio
Data: 28/11/2014 ore 16.29

Egregio Sig. Ezio,
Le rispondo con estremo e fraterno piacere. In allegato troverà:
-un accenno alla condanna a morte degli Ammiragli Mascherpa e Campioni per completare l’articolo che a suo tempo fu scritto da Gianluca Buccilli
– una risposta al sig. Enrico Corti, figlio del marinaio Giacomo Corti, per un eventuale riconoscimento per il padre.
Spero di essere stato utile,
cari saluti
Claudio 53
Data: 30.11.2014 ore 19.01

La triste, ma eroica, storia di Rodi – come evidenziato dal sig. Ezio – è descritta molto bene in questo blog al seguente link: https://www.lavocedelmarinaio.com/2012/04/lero-lisola-degli-eroi/. Peraltro, l’Ammiraglio Spigai ex Capo di Stato Maggiore della Marina dal 1968 al 1970 (http://www.marina.difesa.it/storiacultura/csmm/Pagine/VirgilioSPIGAI.aspx), che era all’epoca dei fatti Capitano di Fregata e Comandante dell’artiglieria della Regia Marina di Lero – deportato in Germania e liberato nel 1945 -, scrisse sul tragico ed eroico evento un libro, difficile da trovare, dal titolo “Lero” (Società Editrice Tirrena – Livorno 1949).

L'isola di Lero - Principali obiettivi dell'aviazione tedesca tratta dal libro Lero dell'ammiraglio Virgilio Spigai - copia - www.lavocedelmarinaio.com

Ricordiamo che Mascherpa (Comandante di Lero che alla caduta di Rodi assunse d’iniziativa il Comando Militare Marittimo dell’Egeo) fu l’ultimo ad arrendersi dopo aver combattuto con i suoi uomini e con le truppe inglesi opponendo per quasi 69 giorni una eroica resistenza nei confronti dei reiterati attacchi germanici.

Fatto prigioniero fu rinchiuso inizialmente nel piccolo aeroporto di Zerocampo e successivamente, dopo una sosta ad Atene, fu deportato nel campo di concentramento di Schekken in Polonia dove era prigioniero anche l’Ammiraglio Campioni con cui dividerà sino alla fine la stessa sorte.

Isole Italiane nell'Egeo durante la 2^ Guerra Mondiale - copia - www.lavocedelmarinaio.com

Nel gennaio del 1944 i tedeschi portarono i due Ammiragli in Italia e li consegnarono al Governo della RSI.
Rinchiusi inizialmente nel carcere degli Scalzi a Verona, dove erano detenuti anche l’Ammiraglio Matteucci, il Contrammiraglio Zannoni, l’8 aprile 1944 furono tutti trasferiti nelle carceri di San Francesco a Parma per essere sottoposti a processo per tradimento.
I processi si svolsero, nella sede della Corte d’Appello di Parma, presso il “tribunale speciale per la difesa della Patria” presieduto dal generale Griffini.
L’Ammiraglio Pellegrino Matteucci (Comandante della Piazza Marittima di Tolone), l’Ammiraglio Franco Zannoni (Comandante del Dipartimento Marittimo dell’Alto Adriatico con sede a Venezia) furono prosciolti dal tribunale speciale il 12 maggio 1944.

Il processo agli Ammiragli Campioni, Mascherpa ed in contumacia agli Ammiragli Leonardi e Pavesi iniziò alle 09.00 del 22 maggio 1944; i capi d’accusa erano i seguenti:

Inigo Campioni
Governatore del Dodecaneso, “avendo appreso dal giornale radio delle ore 20 la notizia dell’armistizio e successivamente alle 23 dello stesso giorno, avendo ricevuto l’ordine del comando supremo di – non ostacolare contatti o sbarchi anglo – americani e di opporsi alle violenze da qualunque parte fossero pervenute – , comunicò tale ordine ai comandi dipendenti dimostrando così di darvi la sua piena adesione e l’intenzione di volerlo eseguire, pur essendo palesemente criminoso e in contrasto alle leggi di marinaio e di uomo d’onore che gli imponevano, avendone i mezzi e la possibilità, di difendere i possedimenti affidati al suo comando ed evitare a qualunque costo che venissero distaccati dalla madre Patria come era nelle intenzioni del comando supremo”.

Luigi Mascherpa
Comandante dell’isola di Lero, “appresa la notizia dell’armistizio e ricevuto dall’ammiraglio Campioni l’ordine di immediata cessazione delle ostilità contro gli anglo – americani e la resistenza contro qualsiasi offesa da qualsiasi parte provenisse, supinamente lo accettava trasmettendolo ai reparti dipendenti, non opponendosi il 12 settembre allo sbarco degli inglesi, che occupavano l’isola, senza aver tentato una difesa qualsiasi e dimostrando in tale maniera la sua volontà piena e cosciente di essere solidale con i traditori del comando supremo”.

Priamo Riccardi
Comandante della Piazza Militare di Augusta, “per non essersi opposto nei giorni 9,10 e 12 luglio 1943, all’attacco anglo – americano come ne avrebbe avuto la possibilità e per essersi alla fine arreso senza aver fatto quanto imponevano il dovere e l’onore di marinaio e di soldato”.

Gino Pavesi
Comandante della Piazza Militare di Pantelleria, “quale comandante della base di Pantelleria, sottoposta agli attacchi aerei nemici all’inizio del giugno 1943, rappresentava, contrariamente al vero, che l’isola non era in condizioni di poter resistere, consigliando così la necessità di chiedere la resa, mentre la base ai suoi ordini era ancora efficiente e tale da poter opporre ben altra resistenza”.

Lero La base dilakki - copia

Il processo farsa si svolge in un clima di illegalità ed intimidazioni e si concluse la stessa sera, dopo un dibattito puramente formale, con quattro condanne a morte per “aver leso gli interessi dello Stato”. Cadde l’accusa di tradimento cosa che evitò agli Ammiragli la condanna con fucilazione alla schiena.
Alle 2,30 circa il cappellano delle carceri di Parma don Belletti fece comunicare agli Ammiragli, tramite don Paolo De Vicentiis, abate del monastero benedettino di San Giovanni, che la domanda di grazia era stata respinta. A Mascherpa venne anche negato di poter rivedere per l’ultima volta la moglie, che per tutto il processo era stata alloggiata in albergo poiché le donne non erano ammesse ad assistere, anche se parenti. Le scrisse la seguente lettera:

Frida mia,
sii forte e coraggiosa. Iddio ti proteggerà… Ti abbraccio con tutta l’anima e con te mia Madre, i miei fratelli, la nonna tutti. Prega per me nelle tue preghiere come io dall’alto, dove Dio vorrà mettermi, ti seguirò sempre. Ti lascio un nome intemerato che ha una sola colpa: avere amato la Patria! Addio, Frida mia, perdonami dei dolori – di tutti i dolori – che ti ho dato nella vita. Il Padre Abate De Vincentis mi ha assistito fino all’ultimo – ti dirà di me. Coraggio ancora, Frida mia: Iddio ti farà sopportare tutto… un ultimo bacio terreno dal tuo
Luigi

L’Ammiraglio Campioni, che non era sposato, scrisse la seguente lettera alla mamma e alle sorelle:

Sorelle mie sante! Sì veramente sante; ché altra parola non potrebbe meglio esprimere la bontà ed affettuosità infinita che sono racchiuse in voi; bontà ed affettuosità sorrette da una forza morale che è più che umana. Scosse, angosciate, quasi distrutte dal colpo crudele, tremendo ed inaspettato, avete trovato ancora in voi stesse l’energia e la forza fisica per correre su a Maderno nella speranza del tentativo estremo. Me lo ha detto stamani la consorte del compagno di sventura. Ma la pietra che ha cominciato a rotolare sulla china così ripida nulla potrà più fermarla. Nel dolore, nella sventura, assai più che nella tranquilla letizia si rivela l’essenza delle creature e voi, sorelle mie più adorate, siete sante, sante, sante.
La parola grazie è troppo infima cosa per dire quello che sento in me. Vi stringo sul cuore con una tenerezza ed un’adorazione che non hanno nome, e sempre con una serenità forte e sicura, che tutti quelli che ho dintorno potranno dirvi.
E a te, Mamma cara, che mentre scrivo non sai ancora e sempre mi attendi, a te, che nemmeno per un attimo mi esci mai dal cuore e dalla mente, chiudo gli occhi, immagino di prendere il tuo capo fra le mani mie e coprirlo di baci riboccanti di tenera devozione di immensa adorazione.
Perdonate tutto il male che vi ho dato e che ancora vi darò e grazie, grazie, grazie dell’unica cosa buona che al mondo esista, il bene che mi avete dato e voluto
.”
Inigo
Ore 4 del mattino. A te mamma, a te Vittorina ed Hilda l’ultimo bacio lunghissimo.
Inigo

Poco prima delle 5, accompagnati dal Cappellano, vennero portati al poligono di tiro. Sono in abiti borghesi poiché gli fu rifiutata la richiesta di poter indossare la divisa. Il “Processo verbale di esecuzione di condanna alla pena di morte” annota che, davanti al plotone d’esecuzione, Inigo Campioni ha dichiarato: “Auguriamoci che questa nostra Italia ritorni unita e bella come prima. Viva l’Italia!”; i due condannati “hanno chiesto di stare in piedi e di non essere bendati, il che è stato loro consentito; il loro contegno è stato calmo e dignitoso”.

Agli Ammiragli Campioni e Mascherpa fu stata concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria con le seguenti motivazioni:

Contrammiraglio Luigi Mascherpa - www.lavocedelmarinaio.com
Ammiraglio di Squadra Inigo Campioni - www.lavocedelmarinaio.com

Quanto sopra mostra chiaramente che il regime fascista considerava gli Ammiragli italiani quali i principali responsabili della resa dell’8 settembre del 1943 e della sconfitta militare.

Lero - Monumento ai caduti della Principessa Olga - copiaVeniamo ora alla richiesta del sig. Enrico Corti in merito ad un riconoscimento per il caro genitore.
Nella legge finanziaria del 2007 fu stabilito che qualora ad un civile/militare, fatto prigioniero di guerra e deportato in un campo di prigionia in Germania, fosse stato negato dai tedeschi lo status di prigioniero di guerra secondo la Convenzione di Ginevra del 27 luglio 1929, l’avente diritto oppure un parente poteva presentare istanza per il riconoscimento dello status di “prigioniero di guerra militare lavoratore coatto”, ai sensi dell’articolo 1, commi 1271 – 1276, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
Nel caso di riconoscimento del diritto lo Stato italiano concedeva ai cittadini deportati ed internati nei lager nazisti nell’ultimo conflitto mondiale la Medaglia d’Onore (benché solo a titolo onorifico/morale/simbolico).
Le istanze dovevano essere inviate al Comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per il coordinamento amministrativo – via della Mercede 9 – 00187 Roma.
Nell’istanza dovevano essere indicati il periodo ed il luogo dell’avvenuto internamento e allegare la fotocopia del documento d’identità del richiedente. Per la formulazione delle istanze di concessione delle medaglie d’onore da parte degli interessati l’apposita modulistica è ancora oggi scaricabile dal sito del Governo al seguente link:
http://www.governo.it/Presidenza/DICA/2_CONCERTAZIONE_AMMINISTRATIVA_MONITORAGGIO/comitato_imi.html.
Infine, come previsto dalla normativa di riferimento, potevano essere inoltrate al Comitato anche le copie delle istanze già presentate all’OIM, purché dalle medesime fossero chiaramente individuabili data e luogo dell’avvenuto internamento.
Per valutare se è ancora possibile avanzare domanda suggerisco di contattare l’ANRP «Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento e dalla Guerra di Liberazione», ente morale ai sensi del D.P.R. 30 Maggio 1949 (G.U. n.181/1949). Anche sul sito di predetta Associazione si possono scaricare i moduli per avanzare domanda al seguente link:
http://www.anrp.it/associazione/_finanziaria_2007.htm.
La consegna delle medaglie avviene il 27 gennaio di ogni anno, in occasione della commemorazione della “Giornata della Memoria”.
Un interessante servizio televisivo sull’argomento è consultabile su YouTube all’indirizzo:
https://www.youtube.com/watch?v=YriYa3dpo7g#t=12

Tra i molti video e libri sull’argomento segnalo quanto segue.
Il sito ufficiale dell’isola di Lero dedicato alla battaglia:
http://www.leros.org/lerostouristhttp/wwiileros_video_books.htm
Un video interessante per il contenuto di alcune fotografie storiche sul sito:
https://www.youtube.com/watch?v=QZSDtGVjxXw

Un libro scritto nel 1978 da Domenico Pischedda intitolato “Guerra in Egeo (1940-1945) – Un marinaio racconta…” edito dalla Casa editrice Antonio Lalli Editore (di difficile reperibilità).

Il libro “La storia di Leros, l’isola dimenticata” di Andrea Villa Casa editrice EURILINK link:https://www.limoney.it/projects/7-la-storia-di-leros-l-isola-dimenticata-andrea-villa

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Estratto della Legge pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 2006, n. 299, S.O. (Legge Finanziaria 2007)
…..omissis……..
Articolo 1
…..omissis……..

  1. 1271. La Repubblica italiana riconosce a titolo di risarcimento soprattutto morale il sacrificio dei propri cittadini deportati ed internati nei lager nazisti nell’ultimo conflitto mondiale.
  2. 1272. È autorizzata la concessione di una medaglia d’onore ai cittadini italiani militari e civili deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra, ai quali, se militari, è stato negato lo status di prigionieri di guerra, secondo la Convenzione relativa al trattamento dei prigionieri di guerra fatta a Ginevra il 27 luglio 1929 dall’allora governo nazista, e ai familiari dei deceduti, che abbiano titolo per presentare l’istanza di riconoscimento dello status di lavoratore coatto.
  3. 1273. Le domande di riconoscimento dello status di lavoratore coatto, eventualmente già presentate dagli interessati alla Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), sono riconosciute valide a tutti gli effetti della presente legge. A tal fine l’OIM, tramite la sua missione di Roma, trasmette al comitato di cui al comma 1274 le istanze di riconoscimento sinora pervenute in uno alla documentazione eventualmente allegata.
  4. 1274. È istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un comitato, presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri o da un suo delegato, costituito da un rappresentante dei Ministeri della difesa, degli affari esteri, dell’interno e dell’economia e delle finanze, nominati dai rispettivi Ministri, nonché da un rappresentante dell’Associazione nazionale reduci dalla prigionia, dall’internamento e dalla guerra di liberazione (ANRP) e da un rappresentante dell’Associazione nazionale ex internati (ANEI), nonché da un rappresentante dell’OIM.
  5. 1275. Il comitato provvede alla individuazione degli aventi diritto.
  6. 1276. All’onere complessivo di 250.000 euro derivante dall’attuazione del presente articolo, ivi comprese le spese per il funzionamento del comitato di cui al comma 1274, stabilite in euro 50.000 per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, si provvede mediante l’utilizzazione di quota parte degli importi del fondo di cui al comma 343 dell’articolo 1 e della legge 23 dicembre 2005, n. 266.

…..omissis……..

 

Giacomo Corti (ultimo a destra) - Isola di lero f.p.g.c. Enrico Corti a www.lavocedelmarinaio.com

19 commenti

  • EZIO VINCIGUERRA

    a volte mi chiedo se sono/siamo sulla rotta giusta …quella che porta la nostra Barca ad attraccare al porto della solidarietà, quella Barca che mi fa sostenere: Marinai di una volta, marinai per sempre. Ezio

  • Carlo Di Nitto

    Caro Ezio, ti invio una foto scattata a Lero nel 1943. Riprende i fratelli Guido e Renato Cervone da Gaeta. In particolare, va evidenziato, che Renato, dopo l’occupazione dell’isola, riuscì a sfuggire alla cattura da parte dei tedeschi raggiungendo avventurosamente la costa turca con una barca a remi e vela.

  • Roberto Tento

    Fatti prigionieri dai tedeschi i marinai Italiani, incollonnati tre per tre, ultimi i cani, dico i cani che gli hanno fatto compagnia per 4 anni….Leros

  • EZIO VINCIGUERRA

    LERO, L’ISOLA DEGLI EROI …E DOCUMENTAZIONE UTILE.
    INVITO ALL’ATTENTA LETTURA PER COLORO CHE HANNO PERSO I PROPRI CARI NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.
    PER I MARINAI DI UNA VOLTA AGGIUNGO: VOCAZIONE=AMORE

  • EZIO VINCIGUERRA

    Grazie a Claudio53 per l’enorme contributo a questa pagina e più in generale al blog.
    Grazie anche a voi che continuate a mandarmi testimonianze all’argomento .

  • Giovanni Brandano

    La via maestra e’ la speranza di riuscire a respirare sempre aria di mare! Grande Ezio

  • Marinaio di Lago

    Proprio in grazia di quel che appare grande, tutti compiono il loro dovere per dimostrare cio’ che piu’ è bello.-

  • Lucio Campana

    Mentre i marinai cadevano e si immolavano per la Patria, i nostri Capi di Stato Maggiore, al Ministero della guerra a Roma sedevano su comodissime poltrone. Se potete leggete i seguenti libri a riguardo: Navi e poltrone, Settembre nero e Sopra di noi l’oceano.

  • Erasmo Coccoluto

    Ero a LERO -Capo R.T. coordinatore di nove radiovedette che facevano capo alla mia Stazione Ricevente all’interno del Comando D.I.C.A.T. su M.te Patella, agli ordini del Cap. di Freg. Virgilio Spigai .

  • Loredana

    Sono la figlia di Arturo Tomaso che Nel 41 era sbarcato a Rodi come soldato autiere 50 Autoreparto manovia Rodi catturato a Lero dai tedeschi portato al campo 5 di Lero, poi lo portarono ad Atene poi deportato nei campi di internamento destinati agli IMI. Cerco compagni ho parenti che lo abbiano conosciuto ho che abbiamo foto di mio padre nel periodo vissuto in Grecia durante la guerra tra il 41al 43.e ra con il Battaglione Regina. Chi ha notizie da darmi scrivere su messenger.o su Fb o per posta. Ringrazio i miei cordiali saluti Loredana Chinatti

  • Loredana

    Ho scritto il nome sbagliato, si chiamava Arturo Tomasi era di Trento nato nel 1912 era militare della fanteria 231
    autiere.

  • Loredana Chinatti

    Ho scritto il nome sbagliato, si chiamava Arturo Tomasi era di Trento nato nel 1912 era militare della fanteria 231
    autiere.

  • Alberto De rizzo

    Salve, Io cerco qualche notizia su mio zio Francesco De Rizzo morto il 1/10/43 durante attacco aereo tedesco ai danni della nave Euro dove mio zio era imbarcato. Con lui durante la battaglia c ‘ era un tale sergente Giovanni Ralla che è sopravvissuto e con il quale c ‘ era profonda amicizia ; mi piacerebbe avere notizie anche di Lui.
    Grazie, Alberto

  • Guido Carta

    Mio padre , classe 1922 ha prestato servizio a Lero , Batteria Lago 4 cannoni da 120/45 – Dopo la resa venne deportato , salvandosi anche dalla traversata in mare e ripassando , questa volta da prigioniero,al Pireo . Quanti sono morti affogati in queste deportazioni ??
    Ricordo , fin da piccolo , fine anni 50 , che quando era allegro cantava una canzone , parlava di Lero , e che spesso si intristiva,e poi raccontava di quegli anni di umiliazioni di fame, di compagni di baracca morti di stenti nella notte.
    Scrivo i versi che mi ricordo , sperando che ci sia qualcuno che la ricordi completa.
    “Nell’isola di Lero c’è vento e … è fatta per caproni e non per Marinai …
    Ho Lero tu isola disgraziata non fa per far il soldato ma per sciupare la gioventù … quando sarò dieci miglia lontano… ”
    La musica è la stessa della canzone mussoliniana -Italia va con la maggior grandezza – ma ovviamente con altro testo .
    Vi ringrazio per l’attenzione.

  • Guido Carta

    Mio padre , ricordava che alla batteria era disponibile un solo fucile 91 per il servizio di sentinella e una volta gli scappò un colpo accidentale , mettendo in allarme la batteria , e conseguente cicchetto – i nemici erano ancora gli inglesi.
    Tutti i cannoni erano allo scoperto senza alcuna protezione . -Lo spiego per chi non lo sa .- Ogni cannone avrebbe dovuto essere racchiuso in una semi cupola in cemento armato con feritoia per la canna del cannone e telemetria . Questa era la norma , ma non venne fatto nei vent’anni precedenti . L’uso dei mortai e degli aerei era già conosciuto .
    Solo le riservette di munizioni (Santabarbara) erano protette e era l’unico luogo fresco della batteria , ricordava di averci dormito .
    Dei paracadutisti tedeschi , molti si sfracellavano nelle rocce e altri venivano colpiti dalle mitragliere mentre scendevano .
    Grazie

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