Ottaviano De Biase, un poeta marinaio

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

Il 20 marzo 2013, presso la Biblioteca Statale di Montevergine nella sala dell’Auditoriun alle ore 10.00, Ottaviano De Biase presenterà il suo ultimo libro intitolato  “Nel cratere d’inverno”. E’ un libro che consiglio e non solo perché conosco personalmente Ottaviano (che è stato colui che mi ha incoraggiato a scrivere il mio libro e ad attivare anche il blog lavocedelmarinaio.com) ma principalmente perché l’autore, come ogni marinaio, sa cogliere l’essenza di questa navigazione denominata “vita”.
Gli ho posto una semplicissima domanda:  “Ottaviano ma tu perché scrivi?”
Quella che segue è la sua risposta senza nessuna correzione:

Scrivo versi perché il significato che ho sempre dato alla poesia è stato quello di raccontare, attraverso appunto la trasposizione in versi, il proprio tempo, la propria esistenza, la speranza che ogni giorno alimenta con spirito umano.
Fare poesia vuole anche rispondere al bisogno di interpretare il silenzio, il linguaggio della natura e tutte le cose buone e meno buone che ci circondano.
Il silenzio, per esempio, è per il sottoscritto sinonimo di contemplazione. Elemento essenziale per arrivare alla ricerca della verità e della stessa ispirazione. Il saper ascoltare in silenzio significa cogliere a volo il significato di un messaggio millenario che tradotto significa riconoscere e riconoscersi. Il silenzio come caratterizzazione semantica, come sinonimo di solitudine, come fonte inesauribile del bisogno di credere in qualcosa, strumento di comparazione tra passato e presente.
Un passato che rievoca l’età felice della giovinezza ed un presente che stenta sempre più a farsi riconoscere. Noi irpini siamo legati alla nostra terra, pur essendo stata per secoli considerata terra di confine, terra di emigranti e di cafoni. Però, l’Irpinia è anche altro. L’irpinia, per esempio, è vicino a Dio più di quanto non si creda. Voi mi direte: ma che centra Dio con la poesia?
Proviamo per un momento a dare una risposta al significato di creatura.  Ecco che dal nulla all’improvviso spunta il volto nuovo del mondo e tutto torna a farsi creato. La poesia è appunto sinonimo di creazione, è la stessa vita che si riappropria del creato per offrire sempre nuove emozioni e lo sta facendo da migliaia e migliaia di secoli.
Ce lo insegnano i Salmi, ce lo insegnano i classici della Grecia antica, ce lo dice Dante consegnandoci una lingua tutta nostra. Con Leopardi, Pascoli, Montale e tanti altri poeti di recente generazione abbiamo una poesia più fluida, più accessibile alla nostra comprensione.
Altro punto su cui mi sono spesso soffermato  è il fanciullino del  Pascoli. Questo sentirsi giovani dentro, questo non avendo età fa pensare allo spirito immortale, alla fiamma che si è accesa nascendo, al miracolo indescrivibile che ci consente di tenere sollevato il capo e restare affascinati davanti allo scenario del mondo che tutti giorni ci illumina e ci dona la gioia di poterla condividere insieme”.

Per saperne di più su Ottaviano De Biase digita il suo nome sul motore di ricerca del blog.

 

 

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4 risposte a Ottaviano De Biase, un poeta marinaio

  1. rosario rizzuto dice:

    La lirica che emerge dalla tua poesia ……. ci gratifica e “ci illumina d’immenso” un abbraccio fraterno

  2. Antonio Fontana dice:

    Spesso nella vita ci troviamo rincorrere un’ Illusione, scambiandola per un aspirazione, desiderio o un pensiero da realizzare,… l’illusione è,…..però una creazione allegorica della nostra mente, ne vediamo le fattezze, la consistenza, perfino la raggiungibilità…facciamo diventare quella illusione una ossessione, che ci divora e ci rende ciechi…..per poi un giorno accorgerci con grande amarezza che abbiamo rincorso un semplice ologramma…. le illusioni di qualsiasi natura esse siano sono create per indebolire la nostra aura, esse creano grosse fenditure nel quale si infilano, delusione, malattia e frustrazione, elementi che ci fanno addormentare la nostra coscienza , ci portano ad un sonno letargico, che ci allontana dallo scopo reale della nostra vita. Distinguere un’illusione da un pensiero realizzabile, non è difficile, un illusione non ti insegue mai non ti cerca, siamo noi ad inseguirla e a cercarla bramarla, un pensiero , un desiderio reale, invece ti viene a cercare, si palesa davanti a te in tanti modi..ti lascia segni, messaggi, camuffati spesso in “coincidenze” in eventi sincronici, ti da la possibilità e le condizioni di concretizzare. Bisogna però, aprire gli occhi del cuore e chiudere quelli della mente, rimanere centrato sulle sensazioni e sulle emozioni,…. non è difficile è solo questione di allenamento…spesso la mente ci impigrisce il cervello del cuore !!! Antonio Fontana

  3. EZIO VINCIGUERRA dice:

    molto bello il concetto. Complimenti sinceri Antonio Fontana.
    Bisogna concentrarsi sulle emozioni …l’emozione non ha voce!

  4. Antonio Fontana dice:

    la mente …mente…il cuore no !! un abbraccio carissimo amico di mare !!!^_^

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