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Omaggio ai militari “foraggiatori”

di Marino Miccoli

Una figura di militare che ha sempre operato discretamente, in silenzio, fornendo il suo prezioso servizio a tutte le persone in divisa, è il Furiere.
Chiunque abbia indossato un’uniforme si è rivolto a lui per chiedere una licenza, un permesso, notizie su eventuali trasferimenti e da lui ha ricevuto buone o cattive comunicazioni.
Il furiere a bordo di una unità della Marina Militare svolge numerosi e svariati compiti di amministrazione come aggiornare, su ordine del capo reparto, i fascicoli dei fogli matricolari del personale dipendente dal suo reparto. In navigazione fa la guardia al “Brogliaccio” un libro che il furiere ha il compito di aggiornare con i dati della rotta, della velocità della nave (velocità dei motori) e dell’assetto dell’unità (“Gradi di Approntamento” “Assetti portelleria verticale e/o orizzontale” e altri dati). Inoltre ha il compito di effettuare l’appello del personale presente e riferisce degli eventuali assenti giustificati/ingiustificati.
Di questa categoria fanno parte i segretari, contabili, e gli addetti alla sussistenza.
Nel mio modernissimo dizionario illustrato (1964) alla voce furière leggo:

furière
: sm. Sergente maggiore della nostra Marina da guerra addetto all’amministrazione e agli approvvigionamenti  \\  sottufficiale di contabilità nell’Esercito || aiutante f. : il soldato o graduato addetto alla fureria.

Tornando a trattare dell’etimologia del termine, questo è di origine francese. Pochi sanno che il termine furiere ha a che fare con il foraggio. Si, perché deriva dal vocabolo fourrier che significa foraggiatore. Fourre in francese antico significava foraggio. Giova precisare che il predetto dizionario, tra i tanti significati del verbo foraggiare include anche: “cercare foraggi e vettovagliamenti per l’Esercito”.

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