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I corvi italiani

Manuel Jobs Muttarini

…libero sfogo.

Siamo nella penisola più inutile della faccia della terra. Siamo abili corvi delle disgrazie altrui. Terremotati, pezzi d’arte andati distrutti per sempre, crociere che affondano e rimangono vittime di sciacallaggio per quasi un anno e non solo. Dobbiamo pure perdonare una ragazza che ha dato 90 coltellate alla madre uccidendola. Accendete la tele, si quella cazzo di scatola che spinge la psiche di ognuno di noi, e preparativi a fare gli scongiuri. Uccisioni, violenze irrisolte, ingiustizie. Ma tanto a noi che ci frega, basta che non veniamo “toccati”. Sembra sempre che da “noi ” non possa accadere. È così basta premere un’altro canale. È assistiamo al gioco “guardia e ladri”. In Italia i politici rubano e rimangono intatti, se uno di voi gira con uno stop bruciato vi levano la patente. Siamo circondati da corvi amici miei, il progresso viene schiacciato. I giovani non hanno voglia di far nulla. Meglio stare a casa con mamma e papà che mettere su famiglia. Le responsabilità pesano. Perché dovrebbero? Che sogni hanno? Basta accendere la tv e vedere Veline, per capire il concetto. Velina=calciatore= €. Penso che questa crisi dovrebbe farci capire molto di più. Perché nessuno dice:
– “ma in Abruzzo quelle persone come stanno?”. Gli ammalati? I terminali che con la poca luce negli occhi guardano un ultimo tramonto con la speranza che qualcuno li salvi…cazzo ragazzi abbiamo un Cuore?”.
Mi tocca sentire delle mamme che mandano i figli a scuola a settembre dicendo:
– “meno male non ce la facevo più!“. Così via a scuola, al rientro sport e poi letto.
Signori i sogni muoiono, i cuori sono di pietra, e le amicizie false scottano come una sigaretta spenta sul collo. Io sono emigrante e senza sogni non vivo. Non vivo nell’indifferenza! Voglio essere diverso. Voglio una famiglia, serena. Voglio ridere, voglio giocare con i miei futuri figli e voglio aiutare il prossimo. Non voglio essere un cieco vedente. Voglio far capire che dobbiamo usare il cuore e togliere la maschera.

11 commenti

  • rossana tirincanti

    Sono perfettamente d’accordo viviamo in un mondo che non ci appartiene …tra l’indifferenza generale e l’egoismo che fà da padrone. Accadono solo tragedie ,fatti che fanno rabbrividire …che incudono paura ,ma il tutto ( malgrado i raccapriccianti racconti ,di cui nessun particolare è omesso ) fà solo audience…sembra non toccarci ,ha ragione il Sign. Manuel nel dire come se a noi non potesse capitare ! Appartengo ad una vecchia generazione ,quando il mondo era migliore …quando la famiglia era degna di chiamarsi tale . Quando i figli non vedevano l’ora di sistemarsi per non pesare sui genitori …quando il rispetto e l’educazione facevano parte del propio essere …quando la politica era vera ed i stessi personaggi non erano burattini senza fili …quando ci si contentava di poco …quando gli affetti erano veri e soprattutto duraturi . Quando il Natale si passava accanto al tepore delle stufe e della propia famiglia e l’alberello era vero …piccolo, con appese noci incartate con la carta argentata …mandarini e caramelle e le candeline di cera con la fiamma e non le luci da discoteca !!! Esisteva la sensibilità ed ogni gesto ,ogni azione…era per il benessere di tutti .Eravamo pronti a collaborare e si cercava sempre di migliorare e di dare un senso ad ogni iniziativa !Ma il mondo non è più quello …e mi addolora pensare che i miei figli e i miei nipoti non lo abbiano conosciuto ;ma in loro è riposta la grande speranza che riescano a farlo tornare vivibile e che si riaffermino tutti i valori di una volta !!
    Grazie infinite della Sua bella lettera ,che apprezzo tantissimo e ringrazio come sempre Ezio per la sua cortese ospitalità .

  • Marino Miccoli

    Condivido anch’io la rabbia di Manuel Muttarini e aggiungo anche un’altro elemento negativo che avvelena la vita di oggi: la fretta, la frenesia dell’andare sempre di corsa.
    Così gli sguardi delle persone sono sfuggenti, nessuno più si ferma ad ascoltare gli altri preso dal proprio egoismo.
    E’ una società che proprio come è successo nel 1912 al Titanic, presto colerà a picco a seguito della collisione contro due iceberg chiamati uno INDIFFERENZA e l’altro EGOISMO.

  • Jessica Liuzzo

    Anche se è una pubblicità dice cose molte belle…
    Questa è la tua vita, fai quello che ami e fallo spesso.
    Se non ti piace qualcosa, cambiala. Se non ti piace il tuo lavoro, rinuncia.
    Se non hai abbastanza tempo, spegni la tv.
    Se stai cercando l’amore della tua vita, fermati: sarà li ad aspettarti quando cominci a fare ciò che ami.
    Basta analizzare tutto, tutte le emozioni sono bellissime.
    La vita è semplice.
    Quando mangi sii grato per ogni singolo boccone.
    Apri la mente, le braccia e il cuore alle cose nuove e alle persone, siamo uniti nelle nostre differenze.
    Chiedi alla prossima persona che incontri quali sono le sue passioni, e condividi con lei i tuoi sogni.
    Viaggia spesso; Perderti ti aiuterà a trovare te stesso.
    Alcune opportunità arrivano solo una volta, afferrale.
    La vita è fatta di persone che incontri, e di ciò che crei con loro.
    Quindi esci e inizia a creare.
    La vita è breve. Vivi il tuoi sogni e condividi le tue passioni

  • Carmela Picheca

    Se la vita ultimamente riesce solo a togliere almeno c’è ancora qualcosa che mi resta: la tua presenza.

  • Carlo Luigi CREA

    Non è Buon giorno Ezio Pancrazio Vinciguerra se la morale ce la fanno i giovani. Non pensi?
    Bravo Manuel

  • EZIO VINCIGUERRA

    Buongiorno Carlo Luigi Crea questo è uno scritto ma sarebbe meglio definirlo sfogo di un giovane italiano a cui forse noi più maturi dovremmo dare le pertinenti risposte. Un abbraccio grande come il mare

  • Rossana Tirincanti

    Buongiorno Ezio , non ho potuto fare a meno di rispondere a questa bellissima lettera …che sinceramente mi ha commosso. E’ molto cruda ma risponde esattamente al mondo in cui viviamo Ringrazio te caro Ezio per quanto hai pubblicato ed il Signor Manuel per il suo scritto! Un caro saluto.

  • EZIO VINCIGUERRA

    Carissima principessa Rossana Tirincanti ho letto attentamente il tuo messaggio all’argomento. Inviterò anche Manuel a leggerlo (ma anche i frequentatori di questo gruppo).
    E’ appena il caso di sottolineare la differenza di età che intercorre tra te e lui, tra me e lui.
    Ebbene mi ha mandato una mail su quest’argomento che poi è diventato un suo (nostro) sfogo
    (dovrei chiedere a Manuel se mi fa pubblicare la corrispondenza tra noi ed anche il contenuto delle nostre telefonate).
    Manuel è un giovane talentuoso come tanti che incontro sulla mia strada. E’ anche titolato, ma in questo momento i professori come lui faticano a diventare bidelli mentre i bidelli sono diventati tutti professori. La cosa che mi / ci ha fatto più male (ci sono anche altri commenti sul blog e sono certo che altri ne arriveranno) è che la morale ci viene fatta da un giovane e ci fa stare male perché la tua e anche la mia generazione sono cresciuti con dei dogmi che, purtroppo, sono stati spazzati via da un becero consumismo materialistico, misto a relativismo, che tu hai sottolineato bene nella tua lunghissima disamina sul blog.
    Noi camminiamo a testa alta per la nostra strada principessa perché, quando incontriamo i talentuosi come Manuel, sappiamo che non è una questione di età ma di “tradizione”. La tradizione è alla base della cultura e noi popolo si santi, poeti e navigatori, non meritiamo certo questa cultura che ci vogliono propinare in televisione con le televendite.

  • Manuel Muttarini

    Ringrazio tutti gli utenti del blog. Sempre calorosi e gentili. Splendido il testo della pubblicitá. Concordo pienamente con il discorso della fretta! Si corre ma per cosa? Di certo non per stare in famiglia. Io credo nel grande sogno…spero anzi sará così… Ezio sempre gentile, puoi pubblicare ogni cosa 🙂

  • Manuel Muttarini

    Grazie mille a tutti per le belle parole. Io ho solo 28 anni, ma certe cose fanno crescere. La domanda ésemplice perchè non cambiare? Ezio pubblica tutto quello che vuoi! Grazie ancora a tutti

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