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Frederick Fleet la vedetta del Titanic

di Manuel Jobs Muttarini
http://www.titaniclegend.it/
www.ilmondodeisemplici.com

Fu colui che avvistò ad occhio nudo l’iceberg. Fleet e altri cinque marinai, erano stati assunti dalla White Star Line come vedette. Il ruolo di questi marinai, era quello di rimanere sulla vedetta a turni, per l’intero arco delle ventiquattro ore. La notte del disastro Fleet ed il suo compagno Lee stavano per finire il turno, quando d’improvviso Fleet urlò:
–  “Iceberg dritto a prua!“.
Ormai era troppo tardi, il Titanic nonostante il tentativo di manovra, non gli impedirà di urtare l’enorme “montagna di ghiaccio“.
In molti si chiesero nel corso della storia, il motivo per cui, non avessero il binocolo. A dire il vero sulla nave erano presente. Purtroppo erano stati chiusi a chiave e queste le aveva David Blair un ufficiale che nell’ultimo porto, prima della traversata, era sceso a terra. E’ pur vero che Fleet e i suoi compagni, avrebbero potuto rompere il lucchetto. Fleet e tutti i marinai di vedetta furono salvati tramite la scialuppa numero 6, con a bordo Margaret Brown. Dopo il soccorso del Carpathia, furono interrogati appena arrivati al porto di New York e poi rimandati in Inghilterra con un’altra nave della compagnia, il Celtic.
Dopo l’episodio del Titanic, Fleet continuò a lavorare in marina. Anche durante la prima e seconda guerra mondiale. Si tolse la vita nel 1965. Alcuni sostengono che furono i terribili ricordi della notte del disastro, altri per la perdita della moglie avvenuta l’anno prima. Questo non si saprà mai con certezza visto che erano anni che soffriva di una forte depressione.

8 commenti

  • Marino Miccoli

    Ringrazio Manuel Muttarini per queste interessanti notizie sulla storia del Titanic, sulle 6 vedette di servizio nella parte più alta della nave che, se non erro, è definita COFFA.
    Questo termine lo ricordo bene perchè mio padre era un maresciallo stereotelemetrista della Regia Marina ed il suo posto, quando era imbarcato sul regio incrociatore FIUME era appunto in coffa, assieme alle vedette.Conservo ancora e gelosamente il suo binocolo.
    Bravo Manuel, i tuoi contributi giungono sempre graditi.

  • EZIO VINCIGUERRA

    Ciao Manuel Jobs Muttarini e grazie per questa “chicca!”.
    Un abbraccio grande come il nostro mare a te e anche a Marino che utillizza un termine prettamente marinaro “coffa” che non sentivo più da tempo.

  • Marino Miccoli

    Per te, Ezio e per gli altri gentili lettori dei commenti a questo interessante scritto di Manuel Muttarini, qualche notizia sull’etimologia del termine:
    COFFA: piattaforma di legno, dapprima circolare e poi semicircolare, collocata quasi alla sommità degli alberi maggiori, al di sopra delle barre costiere e traversiere che insieme alla coffa stessa concorrono a conferire maggiore resistenza all’alberatura, dando il necessario quartiere (inclinazione) alle sartie degli alberetti superiori. Costituiva la postazione delle vedette e da essa si procedeva alla manovra delle vele alte. Durante i combattimenti veniva utilizzata da arcieri o da marinai armati di armi leggere.

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