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Il pescatore di Prà

di Roberta Petraglia

...si chiama Girolamo, ma tutti lo chiamano Mimmo. Aveva, al tempo, una baracca in una comunità di pescatori a Prà (Genova). Ora la cementificazione del porto fa si che, tutto ciò che era, dorma sotto le strade, i containers, le gru… Genova non è sul mare, ma sul porto.

Sembri scivolato via dalla tua pelle…cosa rimane di te sotto al cuoio scucito delle tue braccia?
Ero bambina e tu mi sembravi un gigante, una montagna di bronzo che oltre la diga si liberava in mare. C’erano tanti giorni davanti ed il sole seguiva la luna nelle sue fasi, facendo dire alla gente che era l’ora di potare in giardino o di tagliare i capelli, che partorisse la vacca o la moglie del cugino. Un mondo ancora rurale seppur l’industria strideva come un mostro moderno d’acciaio e fuoco; adagiata sul fianco di Genova, una colica sulla spiaggia.
Tu eri sotto alla veranda a rammendare reti, oppure a sistemare palamiti. C’era il tempo delle acciughe sotto sale e dei prelibati biachetti da fare nelle frittelle. In ogni padella della sequenza di baracche di voi pescatori, si ripetevano i riti delle stagioni e il pescato subiva la sorte della tavola imbandita e della conserva per l’inverno. Ricordo un orto, poco distante, andavi ad annaffiare ed io a raccogliere con la nonna, china a separare foglie, a legare piantine di pomodori. Sembra ieri nella mia mente… invece, di te, oggi, c’è solo quella pelle attaccata alle ossa come una capanna primitiva dopo una tempesta. Dove sei fuggito per non vivere più questa storia che ti appartiene o che prendesti in prestito ad un’esistenza occasionale… come una gita sulla barca di qualcun’ altro, che non conosci e manovri a stento?
Forse non sai di questi mari terrestri, dei quadranti di cielo che indicano rotte e cifrano viaggi, anni come passi, come sguardi ai punti celesti, tappe di tutta una vita. D’appresso l’ultima stella, prima della fine del mare. Colonne d’Ercole, queste sbarre nel letto, in cui le tue mani si aggrappano cercando una fuga alla sofferenza e s’affacciano gli occhi, mostrando tutta la paura che hai nel ventre. E’ strano come le viscere di un uomo poi emergano nitide nelle pupille, come un misterioso essere, vissuto all’oscuro di un presagio, il tuo male s’affaccia e si prende il merito di guardare il mondo, al posto tuo…

20 commenti

  • Salvatore Spoto

    Bravo Ezio! Bisogna propagandare ciò che fa bene alla cultura del mare. Salvaguardarne le memorie per perpetuarne la storia.

  • EZIO VINCIGUERRA

    Ciao Maestro Salvatore Spoto, in buona sostanza è quello che è successo nelle grandi e medie città che hanno il mare. Roberta Petraglia, che oltre ad avere il cuore sensibile di poetessa è anche nata sul mare proprio come suo zio Mimmo pescatore ma non sappiamo più di che cosa.

  • EZIO VINCIGUERRA

    Vi consiglio di leggere e commentare questo pregevole racconto di Roberta Petraglia. Qualcuno cantava “Genova per noi” …ci stanno uccidendo il mare. Grazie Roberta, grazie di cuore!

  • LUIGI AGNETO

    IL PROBLEMA POTREBBE ESSERE RIALZARSI O LA POSIZIONE E’ QUELLA PER ESSERE COLPITI DA MONTI ?

  • LUIGI AGNETO

    CIAO EZIO. CREDO CHE IL PEGGIO DEBBA ANCORA VENIRE MA SPERO ARDENTEMENTE DI SBAGLIARMI.

  • EZIO VINCIGUERRA

    🙁 Luigi abbiamo questo sentore in tanti, troppi.
    Mal comune mezzo gaudio diceva il detto ma qui non c’è più niente di cui gioire e, purtroppo, non ti sbagli.

  • LUIGI AGNETO

    FINORA NON HO SENTITO NESSUN POLITICO DIRE: ADESSO ORGANIZZIAMO QUALCOSA PER FAR RISALIRE PRATICAMENTE, ECONOMICAMENTE ED ANCHE MORALMENTE IL PAESE.SOLO TAGLI, TAGLI E TAGLI. COSI’ NON SI VA DA NESSUNA PARTE SE NON CI SI DA’ UN PO’ TUTTI UNA SMOSSA PESANTE.

  • EZIO VINCIGUERRA

    Luigi questi sembra che s’ azzuffano ma poi vanno a braccetto poi sono sempre gli stessi e a volte ritornano anche.
    Non so più a chi credere…di vergine non c’è rimasto neanche il segno zodiacale.

  • Marinaio Telegrafista

    Il signore benedica te e tutti i marinai e pescatori, come a noi. Grazie per il pensiero carino sempre.

  • Antonio Tummolo

    grazie Ezio il mio sogno era lavorare in mare ma lo faccio ogni giorno con la mente

  • Franco Vetturini

    Ezio quando si parla di Genova si parla di Mare, e per noi Marinai Genova con tutta la sua bellezza e sempre un punto di riferimento.Lo conosciuto bene sia da Marinaio,che da persona civile.Ciao Ezio Pancrazio Vinciguerra

  • EZIO VINCIGUERRA

    Carissimo, pregiatissimo e preziosissimo Franco Vetturini lo sai che mi sono chiesto tante volte perchè Genova ha questo fascino su di noi marinai? E’ come una calamita che ti attrae a se ma non riesco a piegarmi come sia possibile. Un abbraccio grande, profondi, sincero e trasparente come il mare di Zio Mimmo il pescatore che ha descritto benissimo Roberta Petraglia.

  • Antonella Stella

    Dedicato…
    a chi piange la notte..
    Perché gli altri dormono e non lo possono sentire.
    Dedicato a chi soffre ma che fuori ride con gli altri,
    facendo finta di niente.
    Dedicato a chi nella vita sbaglia..
    E trova ancora la forza di riprovarci.
    Dedicato a chi asciuga le lacrime degli amici..
    E non chiede mai nulla in cambio.
    Dedicato ai tuoi occhi che adesso stanno leggendo..
    Ma che tra un’ora avranno già dimenticato..
    Ma fa niente: la vita è fatta così!!

  • Valeria Torcasio

    L’eccessivo valore che diamo ai minuti, la fretta, che sta alla base del nostro vivere, è senza dubbio il peggior nemico del piacere.(Hermann Hesse)

  • Roberta Petraglia

    grazie a te.. sono sorpresa, non credo di meritare tanta attenzione, ma grazie di cuore Ezio.. buona giornata

  • EZIO VINCIGUERRA

    Sono io a ringraziare te poetessa del mare e se quest’anno riesco a liberarmi da tutti gli impegni cercherò di essere presente al salone nautico e finalmente potere abbracciare te e tutti gli amici e i sapori che il grande Faber ha descritto magnificamente in Creuza de ma

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