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Scolta alla ghia – La lunga notte

di Giuseppe Magazzù

I giovani marinai ed anche i “vecchi” non conoscono o non ricordano cosa fosse la ghia.

Era il luogo dove veniva stesa la biancheria ed alla Scuole C.E.M.M. esisteva un apposito servizio di guardia, detto “Scolta alla Ghia”, espletato a turno dalle varie “scuole” e consisteva nel fare la guardia alla biancheria stesa affinché qualche “collezionista” di capi d’abbigliamento non ne facesse sparire qualcuno.
Quella che segue e’ la testimonianza di Giuseppe Magazzu’ di scolta alla ghia.

La lunga notte
M’incamminai lungo il viale adiacente al campaccio. Erano quasi le quattro, mi recavo alla ghia per la prima volta a svolgere il servizio di scolta. Dovevo sorvegliare la biancheria stesa ad asciugare affinché non fosse sottratta. Ero sereno nell’affrontare la veglia di due ore. Giunsi lì ed ebbi le consegne dal mio compagno al quale augurai la buona notte.
Passeggiavo su e giù con occhio vigile e con lo sguardo attento, che si perdeva nel buio tutt’intorno, ogni volta che percepivo un rumore. Sentivo il peso della responsabilità. I miei passi risuonavano sul selciato nella notte senza luna, mentre il vento fischiava tra le fronde degli alberi poco lontani. Avevo la sensazione di sentire lo sciacquio del mare, il battere dell’onda sulla battigia. Forte era anche lo stimolo dello stomaco, come se volessi mettere qualcosa da mangiare sotto i denti per placare quel gorgoglio.
Quelle due ore però passavano lente.
Pian piano i raggi del sole si intrufolarono nella pineta. La luce radiosa illuminava la campagna dando al cielo, libero dalle nubi, una tenue colorazione celeste. Era l’alba e il sole si stagliava salendo maestosamente all’orizzonte. Annunciava un nuovo giorno pieno di speranze. Erano intanto passate così le ore e fui rilevato da un altro allievo che lasciai salutandolo con un “in bocca al lupo”. M’incamminai lungo il viale adiacente al campaccio. Ritornavo in camerata. Di lì a poco, il suono della tromba annunciò la sveglia generale.

P.s. L’anno dell’appunto è il 1964 senza giorno e mese. Probabilmente nel periodo ottobre/novembre.
GHIA – Nell’attrezzatura navale è un sistema funicolare per il sollevamento di pesi, costituita da una cima e può avere un solo bozzello fisso o due bozzelli, uno fisso e l’altro mobile.
SCOLTA – Nella Marina Militare è la sentinella non armata addetta a sorvegliare e rassettare i ponti inferiori o, come nel nostro caso, la biancheria.

23 commenti

  • Antonio Melis

    Un cordiale ed affettuoso Saluto a tutti i fratelli e sorelle di Mare di La voce del Marinaio buon Sabato a tutti ;;

  • Carmela Picheca

    Con le parole di Sant’Agostino che vi Auguro una SERENA SERATA….
    E vanno gli uomini ad ammirare le vette dei monti, ed i grandi flutti del mare, ed il lungo corso dei fiumi, e l’immensità dell’Oceano, ed il volgere degli astri… e si dimenticano di se medesimi. (Sant’Agostino)

  • Raffaele Gennaccari

    Ciao Ezio, è una testimonianza molto bella, di quelle che in questi periodi bui tracciano una via da seguire!!!!

  • Antonio Girardi

    Grandissima testimonianza di amore e di vita che ci potrà essere d’insegnamento per un futuro migliore in questa società molto spesso priva di quei valori che dovrebbero guidare il nostro cammino.

  • giuseppe

    Ho il dovere di segnalare che “Scolta alla ghia” è pubblicata da tempo sul sito http://www.marinai.it nella rubrica MESSAGGI&RACCONTI > I Racconti dei Marinai il cui Web master è Albino Lovera (cha saluto e ringrazio) Elt/m del corso 1964.

  • Rino Tommaso

    Il mio e cominciato nel 1992 e non e ancora fionito visto l’imminente 4 intervento alla testa ci sara una fine prima o poi spero prima che scatole. …

  • Antonio Melis

    Ma penso che siano pochi o zero dei vecchi Marinai che che sappiano ,on non abbiano fato la scolta alla Ghia , o alle camerate ,e in altri posti, forse qualche giovane d’oggi non lo saprà ,buona serata Ezio ;;

  • Roberto Tento

    Ciao EZIO PANCRAZIO V. avrei voluto senz’altro fare questa esperienza quando ero alle dipendenze della mamma marina ma forse e’ stato meglio cosi’ sapendo che alla ghia spariva ogni tanto del vestiarionon era di certo una bella esperienza per chi non trovava alcuni indumenti della divisa, ma il marinaio addetto alla guardia passava i guai suoi, pero’ ho fatto servizio in armeria perche’ ero armiere

  • FERRANTE TORRINI

    Eh si, e quante notti buie, fredde, ventose e solitarie ho passato facendo la “scolta” alla fatidica “GHIA” nell’ormai lontano 1968 / 69. Son ricordi che non mi abbandoneranno mai ed adesso vengo assalito da triste nostalgia.

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