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Riflessione sull’imbecillità

di Eleonora Giovannini

…dell’essere umano rispetto all’intelligenza di un fiore.

L’ho già detto e ridetto, scritto e riscritto: l’essere umano è tanto complesso da cadere inevitabilmente in contraddizione.  Essere molteplici non è un privilegio, sono infatti le cose semplici di solito a funzionare meglio. Pensiamo ad un cellulare. Quelli più elementari di un tempo erano indistruttibili, ma con il perfezionamento sempre in crescita, gli attuali android non possono permettersi il lusso di subire troppi urti. Eppure vantano di funzioni multimediali sorprendenti, hanno mille opzioni, ci permettono di viaggiare rimanendo sullo stesso punto.
L’essere umano è appunto così, possiede neuroni, ormoni, anima, spiritualità, rispetto ad un fiore è certamente più evoluto. Un marchingegno del Creato inimitabile e decisamente “ad immagine e somiglianza di Dio”. Eppure commette crimini, riesce ad assistere alla mutilazione di un bambino senza piangere, sa colpire, abbandonare, offendere, restare indifferente, approfittarsi dei più deboli, rubare, mortificare, ferire un amico, vendicarsi, e chi più ne ha più ne metta.
Da quando hanno inventato il web (senza nulla togliere agli aspetti positivi correlati a questa invenzione) tutto quello che di per sé già la vita presentava, ha trovato la sua manifestazione in modo ancora più violento proprio nel web. E questo, avvalendoci proprio della protezione/copertura di un contatto. Sì signori! Di quel riquadro virtuale presente sullo schermo che ci raffigura (?) e che mette in moto la costruzione più o meno vera del nostro io. Mi correggo: del modo in cui vogliamo venga visto e percepito il nostro io. Ed ecco che si riproducono come microbi personaggi bizzarri, di solito luminari che riescono a regalare all’ingenuità collettiva la riproduzione inesistente di gente che conta, che conduce una vita …. importante! Impegnata. Di solito questi mitomani travestiti da scrittori, cantanti, modelli, filosofi e pensatori, se ne escono con frasi tipo: “scusatemi se sono poco presente in questo periodo, cerco di rispondere quando posso alle vostre numerosissime lettere, ma abbiate pazienza, appena concludo il lavoro che ora mi attanaglia, tornerò per voi”.
Questa assurda dichiarazione è diffusissima tra i mitomani, ovvero tra “carpentieri -cantanti”, “casalinghe- manager”, “impiegati -artisti” e “disoccupati- professionisti”.
Il risultato è che invece stanno tutto il giorno su facebook a sbirciare gli altri, da casa. In pantofole. Senza fare un tubo. Oppure sul posto di lavoro. Ancora peggio.
A mio avviso si tratta di persone notevolmente frustrate che sono delle vere e proprie bombe ad orologeria. Pericolose per gli altri, proprio perché sono esseri umani, evoluti e complessi, “ad immagine e somiglianza non solo di Dio, ma anche del diavoletto con il forcone”. Così, ci ritroviamo a litigare, piangere, tradire il marito o la moglie, proprio virtualmente! Sul web! Non ce ne rendiamo conto, ma investiamo le nostre energie, tralasciando la nostra stessa vita (piatti da lavare, docce rimandate, rotoli di lana che danzano lungo i corridoi delle case, murati vivi senza uscire con amici e parenti) per una serie di “contatti” che forse non sapremo mai chi sono o che magari abbiamo conosciuto telefonicamente, appunto virtuali.

Tramite facebook si fa l’amore con una gran figa che in realtà potrebbe essere un cesso. E, ancora più assurdo, si viene denunciati, si finisce in tribunale! Perché tra contatti ci si fa del male senza vivere. Una volta ci si sedeva di fronte ad un personal computer per lavorare, in alternativa per divertirsi. Oggi lo si fa per stressarsi. Non solo, per rischiare la vita. Ci si ritrova plagiati, talvolta violentati ed uccisi. E, come se non bastasse, da incoscienti quali ci dimostriamo, abbiamo dato questa “pseudo vita” in uso anche ai bambini! Ai nostri figli, in virtù della modernizzazione.
Vorrei ora concentrarmi su un aspetto importante, che pone l’accento sul senso della mia riflessione, con l’intento di evitare commenti fuori luogo e fuorvianti. Non sto rinnegando l’importanza della tecnologia, né sto dicendo che l’ambito virtuale sia negativo. Sto semplicemente dichiarando che l’assorbimento che ne deriva è pericoloso, che si fa presto a precipitare in un altro io da noi, facilitati dall’immediatezza espressiva che il virtuale offre e dall’evanescenza insita nella sua stessa natura. Fare una passeggiata al mare o in un bosco fiorito non è la stessa cosa che proiettarsi cerebralmente in quelle stesse esperienze, attraverso un personal computer. Ma questo sta succedendo. E lo confermano i risultati. Ci infervoriamo per un contatto che ci ha “bannato”, ricavandone l’argomento principale all’ora di cena. Restiamo incazzati per giorni perché , in una nota, qualcuno ha scritto qualcosa che a noi non stava bene. Allo stesso modo riusciamo a riscoprire la gioia di fronte ad un amico che ogni mattina ci piazza la tazzina del caffè in bacheca. E qualcuno, per quella tazzina, ci manda anche al diavolo il marito, dopo anni di amore.
Rifletterei su tutto questo. Sarebbe bello recuperarci e vivere meglio. Dedicarci ai nostri figli affidati alla televisione, chiudere il computer per comunicare con chi sta nell’altra stanza. Sarebbe bello riconsiderare quei riquadri, spesso alterati dall’immaginazione o manipolati da coloro che li rappresentano, come cose su cui non investire troppo noi stessi.
Siamo più complessi di un cane, di un uccello, eppure siamo i meno capaci a godere davvero della nostra esistenza, con onesta libertà. Non soffriamo per chi muore di fame sul marciapiede che percorriamo ogni giorno, ma trascorriamo il tempo a pubblicare post sulla fame nel mondo. E cerchiamo l’amore negandoci agli altri.


Già, perché questo noi siamo: esseri poverissimi, superati perfino dalla semplicità silenziosa di un fiore.

21 commenti

  • Fancesca Noceto

    ciao Eleonora, adesso ti leggo da spettatrice e sono felice di non averti persa del tutto

  • Francesca Noceto

    i tuoi scritti sono sempre stati insegnamenti di vita
    forse in pv potrei ricevere qualcosa?

  • Gigi Fois

    Tardi, ma l’abbiamo capito. Anche perchè ci sono, coloro i quali fanno man bassa di tutto e non hanno assolutamente fame.

  • Francesco Bisogni

    Condivido in toto……..L’essere umano notoriamente utilizza solo una minima parte del proprio cervello,il web dovrebbe essere riservato a coloro che almeno usano per intero quella già esigua parte d’intelletto a disposizione………………..i fiori più fortunati sono i girasole,seguono sempre la luce lasciandosi il buio alle spalle….

  • Stella Barzaghi

    il calore del sole mi piace sentirlo sulla viso mentre respiro aria ,anche se inquinata ahimè vivendo in una grande metropoli come Milano … che posso dire di più che già te non hai detto…. tutto vero e concordo ….

  • Amelia Infante

    giusto o fiori, hanno qll intelligenza sottile, e’ per qst vengono sempre recisi..

  • SERGIO VALLE

    e ‎..bisogna assumere un cauto atteggiamento dal proposito di cambiare la nostra vita reale e il modo di concepire noi stessi e il mondo che ci circonda.Rappresenta un salto nel vuoto. Vivere gli amici con scherzi,dolci risa decisamente rallegra il cuore.

  • Bruno Belvedere

    Condivido la riflessione , perché il web potrebbe essere mezzo di cambiamento reale in meglio di una società , unendo le persone contro le ingiustizie che il mondo ogni giorno ci regala in tutti i campi , invece da imperfetti si erra , si giudica , amplificando ancor di più i mali del mondo “reale” , La riflessione e sempre d obbligo come l autocritica …. perché nessuno è perfetto , nessuno e immune da errori , nessuno e tutto , buona serata a tutti.

  • Rina Vassallo

    Una passeggiata al mare…Proprio stamani,ho chiuso in casa i miei problemi,gli impegni,il pc. ed ho fatto questo,da tempo ne sentivo il richiamo.Il virtuale mi aveva annoiata e lasciata assente negli ultimi tempi.Cercavo in esso, un qualcuno che mi ascoltasse,che discutesse di cose per me importanti,ma dall’altra parte mi giungevano cose lontane e fredde.Non era colpa del virtuale o degli altri,ero io che avevo un’aspettativa diversa.Il virtuale è una cosa meravigliosa,ma bisogna ritagliargli una sola fetta,l’altra deve venire dalle cose che si hanno,dai momenti di vita di sempre,dalla famiglia,dagli amici,dalla lettura,ma anche dalle difficoltà di sempre.Cara Eleonora,hai detto bene tu,con la chiarezza e la dolcezza che fa di te la persona che sei,una donna straordinaria…Quanto sono felice dopo aver guardato l’immensità di quel mare,in quella sabbia dorata,con la mia amica del cuore,gustando un cornetto,a respirare tutta la nostra gioia!♥

  • Roberta - ammiraglia88

    Hai pienamente ragione, purtroppo!
    Tanti di noi non sanno più vivere il reale, vivere NELLA realtà.

    Il virtuale è … virtuale, lo dice la parola stessa che in questo caso non si riferisce alla virtù, ma nel campo informatico vuol solo dire: simulato.
    E poi la gente dalla finzione si trova a tornare a vivere nel quotidiano e si scontra con la realtà che è cosa ben diversa.

    Internet, il pc, Facebook, ecc. possono essere molto utili, spesso lo sono, però è importante usare sempre la testa e non perdere il contatto con la realtà!

    Complimenti per l’articolo!
    Roberta

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