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La scatola nera sulle navi

a cura di Roberta – Ammiraglia 88
www.mondovespucci.com
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A causa dei recenti tragici fatti, senza voler tornare però su quello specifico argomento, mi  è venuta la curiosità di conoscere un po’ questa scatola nera che si trova a bordo delle navi. Purtroppo non ho libri su cui documentarmi e in internet tutto è solo collegato ai fatti tragicamente accaduti. Nell’infinita ricerca sul web, dove sappiamo benissimo “non si può prendere tutto per oro colato”, va sempre valutata la fonte delle informazioni, e volutamente saltando le pure e semplici notizie (una marea) specifiche sulla Costa Concordia, ho trovato solo queste indicazioni che ci serviranno al solo scopo di conoscere meglio questo  “strumento” e il magnifico mondo marinaresco.

Arriva la scatola nera a bordo delle navi
Il Consiglio dei ministri ha approvato una correzione al decreto legislativo del 19 agosto 2005, n. 196 sull’istituzione di un sistema comunitario di monitoraggio e di informazione sul traffico navale che entrerà in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Oltre ad avere maggiori informazioni riguardo il traffico navale, le revisioni apportate al decreto puntano ad ottenere una migliore risposta delle autorità in caso di incidente o in presenza di situazioni potenzialmente pericolose in mare, comprese le operazioni di ricerca e soccorso, e di un ausilio per migliorare la prevenzione e l’individuazione dell’inquinamento causato da navi.
La nuova normativa prevede l’obbligo di installare il registratore dei dati di viaggio (una sorta di scatola nera) per le navi italiane e straniere che facciano scalo in un porto italiano.
Si estende, inoltre, al proprietario della nave di stazza pari o superiore alle 300 tonnellate l’obbligo di comunicazione all’autorità marittima di tutte le informazioni generali sulla nave e sul carico trasportato, prima del suo ingresso in porto. Sino ad oggi tali obblighi erano imposti solo all’armatore, all’agente e al comandante.
Tale onere è previsto, qualsiasi sia la stazza, se le navi trasportano merci pericolose e inquinanti.
”Si tratta di un provvedimento – ha dichiarato il ministro Altero Matteoli – che assicurerà maggiore sicurezza nel trasporto marittimo e che adegua la normativa italiana a quella europea”. ”
(fonte: sito web http://www.ipsema.gov.it)

La scatola nera
La scatola nera è un apparato installato a bordo di un aeromobile o di un’imbarcazione per registrare una serie di dati durante il movimento e preservarli in caso di incidente. Fu ideata dall’inventore australiano David Warren. L’ingegnere aeronautico Pier Luigi Torre brevettò negli anni ’50 un sistema di registrazione dei dati in volo, precursore della scatola nera.
Il suo utilizzo prevalente è per scopi di indagine a seguito di sciagure aeree. La scatola nera infatti è capace di resistere a pressioni e temperature molto elevate e in caso di incidente le informazioni contenute al suo interno vengono conservate integre.
L’area di maggiore utilizzo delle scatole nere, che è anche quella in cui è nata, è quella del trasporto aereo che obbliga, con specifiche normative, al loro uso su velivoli che abbiano caratteristiche di peso o numero di passeggeri trasportati superiore a limiti prestabiliti.
Il termine “scatola nera” deriva dall’inglese black box il cui etimo è incerto: le prime scatole nere erano di colore nero oppure il nero era il colore che assumevano in caso di incendio. Quello che si sa per certo è che la scatola nera è di colore arancione con bande catarifrangenti per poter essere facilmente identificata in caso di incidente.
La scatola nera aeronautica, in gergo tecnico viene chiamata “registratore di volo”. Generalmente a bordo degli aeromobili adibiti al trasporto dei passeggeri esistono due scatole nere distinte:

• il Flight Data Recorder (FDR), registra i parametri di volo di natura numerica relativi alle ultime 25 ore di funzionamento, sovrascrivendo quelli precedentemente registrati. Il numero di parametri registrati può variare tra i 50 e i 200. Quelli che seguono sono alcuni dei parametri generalmente registrati da una scatola nera: velocità, quota, prua, posizione dell’aereo, accelerazioni, posizione dei comandi, posizione delle superfici mobili, parametri motore. L’FDR è generalmente collocato nella parte posteriore della fusoliera dove risulta più protetto in caso di impatto dell’aeromobile col suolo.

• il Cockpit Voice Recorder (CVR), registra i suoni presenti in cabina di pilotaggio relativi alle ultime 0,5 o 2 ore di funzionamento, sovrascrivendo quelli precedentemente registrati. Ad esempio comunicazioni tra i piloti, con i controllori del traffico, con altro personale presente in cabina di pilotaggio e rumori ambientali generici. Per motivi di privacy è possibile, al termine di ogni volo, cancellare il contenuto del CVR. Il CVR è generalmente collocato nella parte anteriore della fusoliera.

Ultimamente è stato introdotto un nuovo tipo di scatola nera che registra le immagini riprese nel cockpit; la sua diffusione è attualmente piuttosto limitata.
La scatola nera è composta da tre parti fondamentali: il bulbo, l’elettronica, l’ULB.
Il bulbo è l’involucro metallico spesso alcune decine di millimetri, resistente a elevate pressioni e temperature che contiene al suo interno il registratore vero e proprio. Un tempo il registratore era a nastro metallico e il bulbo era vincolato con giunti elastici per ridurre le vibrazioni. Nelle moderne scatole nere il registratore utilizza invece delle memorie allo stato solido.
L’elettronica sovrintende le funzioni di interfacciamento con il resto dell’avionica, gestisce la scrittura e verifica dei dati in memoria, l’alimentazione del motore che trascina il nastro (dove presente) e gestisce anche l’interfaccia con cui è possibile leggere i dati contenuti all’interno della scatola nera. L’ULB (acronimo per Underwater Locator Beacon) è un dispositivo che in caso di contatto con l’acqua inizia ad emettere un segnale che facilita la localizzazione della scatola nera. Per funzionare si avvale dell’energia fornita da una pila collocata al suo interno. Con i dati contenuti all’interno della scatola nera i tecnici riescono a ricostruire la dinamica del volo.”
(fonte: Wikipedia)

Ho cercato poi qualche notizia relativa alle dimensioni, ma non ne ho trovate. Riporto un modello che però non è una vera e propria scatola nera, ma magari le informazioni trovate sono di interesse perché riguardano la navigazione.

Scatola nera MTS300
Lo strumento è una vera e propria scatola nera capace di rilevare e registrare per tempi lunghi tutti i datai di navigazione e allarmi. Può essere applicata a Barche a Vela o Barche a Motore o Catamarani (due Motori). Un programma permette di scaricare i dati registrati e visualizzarli in forma grafica e cartografica sul vostro PC.
Funzioni:

• controllo Collisioni (Sensore interno Brevettato che non richiede collegamenti);
• controllo Motore: Giri Temperatura e Pressione per due motori;
• controllo Carica Batteria;
• controllo Limiti di navigazione;
• controllo Allarme in  Banchina (nel caso di furto della barca);
• registrazione di tutti  dati di navigazione per un massimo di sei mesi;
• allarme antintrusione (opzionale)
• sistema di trasmissione allarmi e ricezione in remoto SMS (di può interrogare e ricevere messaggi dello stato della barca in ogni momento;
• software su PC per scaricare i dati e visualizzare in modo grafico le rotte percorse e il data base della barca.”
(fonte: una vecchia mostra nautica).

2 commenti

  • Marino Miccoli

    Interessante in tutta la sua viva attualità questo aticolo della pregiatissinma Roberta “Ammiraglia88”.
    Mi auguro che la sofisticata tecnologia al servizio dell’umanità possa aiutarci a comprendere gli errori umani che eventualmente sono stati commessi per poi evitare di ripeterli.

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