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Che cos’è la Marina Militare?

di Federica Marchese

Ciao Ezio,
ho 16 anni da poco compiuti, vado al nautico e questa passione è nata dentro il mio cuore su per giù 4 anni fa per un film che hanno fatto in tv. Mi sono appassionata di questo film e da qua è nata la passione per il mare. Quindi ho scelto di frequentare il nautico finita la scuola media. anche se i miei genitori (soprattutto mio padre) non volevano perché vedevano questa scuola come una scuola di soli maschi …ma alla fine ce l’ho fatta, sono riuscita a passare questo ostacolo e ora anche loro sono felici che faccio l’istituto nautico di Palermo.
Mi trovo abbastanza bene in questa scuola anche se mi viene un po’ pesante visto che vivo in un paesino di montagna (San Giuseppe Jato) e sono costretta ogni mattina ad alzarmi alle 5 – 5:30 per prendere il bus ed andare a scuola ma sono contenta lo stesso di fare questa vita perché la faccio per realizzare un sogno.
Sono al 3° anno di superiore e voglio iniziare già da ora, se è  possibile a lavorare… se è possibile per questo mi sono già scritta alla Gente di Mare con il titolo di ALLIEVO NAUTICO.
Ho quasi tutti i corsi IMO (P.S.S.R. sopravvivenza e salvataggio e primo soccorso, mi manca solo il corso dell’anti-incendio).
Lei sa se ci sono dei posti di lavoro che potrei fare io? O dei corsi che mi danno punteggio per il futuro?
Distinti saluti Fede

21 commenti

  • Carmela Picheca

    I sogni sono sempre senza data e non hanno fretta se si dovranno avverare.
    Sono sospesi tra il cielo e la terra e sono in balìa dei venti.
    Regalano sempre emozioni e portano nelle tue braccia la carezza dell’impossibile… “

  • Giuseppe Magazzù

    E ciò che preferisco leggere sulla bacheca del Gruppo al posto dei tanti “buon giorno, buon pomeriggio e buona notte” … cliccare su mi piace è il minimo dello sforzo: si può anche commentare.

  • Franco Pucci

    Complimenti vivissimi, FEDERICA, e un sincero in bocca al lupo! Buona domenica. Franco.

  • Ciro Farace

    Tra un po lascio la sede dove ho passato 10 anni della mia carriera da marinaio La Spezia grandissima esperienza.Nuova sede di lavoro Roma ma un marinaio in una citta dove il mare non la fa da padrone come stara’ bo il tempo lo dira’, se poi qualche marinaio gia passato per questa strada vuole darmi dei consigli sono ben contento di accettarli N.B. l’esperienza degli anziani a bordo porta sempre a grandi risultati spero che sia cosi anche a terra. Ciao e grazie.

  • EZIO VINCIGUERRA

    Federica preziosissima, se ti faccio i complimenti ti offendi? Se ti dico che hai più sale in zucca tu che un / una marinaia ti offendi? Se ti dico che ti voglio bene mi credi? Complimenti …e in bocca al lupo marinaia.

  • FEDERICA MARCHESE

    grazie a tutti per i complimenti … vado sempre avanti e non mi fermo mai…e nessuno potrà fermarmi!!!
    spero in un futuro a bordo =)
    un sogno che realizzero’ in qualsiasi modo
    grazie ankora!!

  • ezio

    Carissima Federica,
    siamo noi marinai di una volta che ringraziamo te per questa adrenalina e orrimismo che riesci a trasmetterci.
    Il tuo sogno si realizzerà ed allora ti ricorderai di noi, uomini e donne di mare e di guerra durante la preghiera del marinaio.
    E spero che ti ricorderai anche di un petulante emigrante di poppa che come te, come noi, ama la vita, scrivere, suonare e naturalmente il mare.
    Un abbraccio grande, profondo e trasparente come quel mare che abbiamo dentro e che nessuno mai potrà inquinarci.
    Ezio

  • Fernando Antonio Toma

    Ciao Federica. Grazie per la tua bellissima testimonianza.
    Sono certo che sarai una marinaia per sempre.

  • Adalberto de' Bartolomeis

    Mi permetto di far giungere su questo blog alcune osservazioni riguardo la vicenda dei due marò, Masssimiliano LATORRE e Salvatore Girone, detenuti ingiustamente in India. Sono due sottufficiali in servizio permanente effettivo della marina militare, rappresentano l’ Italia, sono due autorità di uno Stato facente parte dell’ Alleanza Atlantica della NATO e dell’ ONU. Lo Stato indiano ha violato gravemente le norme di diritto internazionale, con l’inganno, intimando ad una nave straniera di entrare in un suo porto, per dei “normali accertamenti”. Non aveva alcuna autorità. Lo Schettino di turno è stato quel comandante della nave mercantile che non se l’è sentita di rifiutarsi di fronte questa stupida intimazione! Purtroppo rivangare gli errori commessi non porta da nessuna parte, c’è solo da adoperarsi affinchè qualcuno sottoponga all’autorità di governo che ne presiede il mandato il seguente semplice suggerimento: esiste un vuoto normativo in materia di tutela di persone in materia di diritto internazionale. L’ Italia non è come gli USA!!! Ricordando l’ incidente del trancio dei cavi della funivia del Cermis esiste un precedente in materia colposa, di morti per incidenti, in questo caso non volontari. Comunque sia, la rogatoria internazionale per una controversia di questo tipo dovrebbe essere definita solo e soltanto in sede ONU affinchè gli Stati che si trovino nelle condizioni di non potere giustificare morti accidentali, o volute, per conflitti a fuoco, o reazione ad offesa, debbano giudicare solo in Patria l’eventuale reato commesso. Pertanto non è lo Stato offeso che deve perseguire l’indiziato di reato, soprattutto se trattasi di rappresentanti pubblici di altra Nazione, ma quello Stato che, per una qualsiasi ragione di impiego all’ estero, deve avocare a sè l’incombenza di procedimento penale.

  • Adalberto de' bartolomeis

    “OPERAZIONE LEONESSA”

    Un tempo, lo imponevano le circostanze e sul sul brogliaccio di bordo venivano annotate le imprese militari della Regia Marina Militare per atti di valore compiuti da vari personaggi, che non sapevano che sarebbero entrati per sempre nella storia, come Luigi Rizzo, Luigi Durand de La Penne, Emilio Bianchi, Spartaco Schergat. Era necessario, c’era una guerra e sia nella prima che nella seconda le imprese di Marina furono tante, perchè esistevano anche uomini di grande coraggio. Oggi non saprei se il coraggio sia commisurato ai tempi in cui viviamo e quindi molto diverso, tenue, sopito, dal grande senso di libertà che le Istituzioni democratiche riescono a garantirci. Tuttavia, un dato certo è che la mentalità è totalmente differente di un tempo, non è nazionalista, non è patriotica, non ha quello spirito identitario che dovrebbe accomunare un popolo la cui storia, molto complessa, lo rende unito, male, solo da 150 anni. Non si cercano altri nomi per appuntare sul libro d’oro mirabili gesta, che non verrebbero, persino comprese, ma senza attenderci che qualcun altro, di una grande e potente Nazione, intervenga sulla vicenda dei marò, io proporrei il sopraggiungere di un bel nostro sottomarino della classe Sauro, allestire il barcarizzo alla fonda di Kochi, possibilmente, di notte, con mare piatto e calma di bonaccia che, naturalmente, a motore spento disimpegni un piccolo gommone, diretto alla darsena, dove in banchina attendono i due marò, doviziosamete informati. Loro, da oltre un mese sanno che un giorno si caleranno giu’ dalla muretta del molo e, velocemente si dilegueranno nel silenzio di una notte fonda, con mare piatto, verso la libertà. Ecco, questo m’immagino ogni giorno affinchè si premediti in caso di malaugurata sorte!

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