Allora come ora

Allora come ora
di Patrizio Rapalino (*)

…le buone idee non bastano se non esistono le risorse materiali per concretizzarle.

Con l’ultimo numero del 2011 vogliamo ricordare gli sforzi ciclopici dei padri fondatori della nostra Marina, uomini di genio che, però, si trovarono di fronte problemi così gravi da non riuscire a realizzare in modo completo i loro sogni. Se la Marina voluta da Benedetto Brin fosse riuscita a mettere in linea le due corazzate classe “Duilio” nel giro di due anni, la flotta, non la più numerosa, ma la più moderna ed efficace del mondo, avrebbe probabilmente potuto evitare l’occupazione francese della Tunisia. Ma le buone idee non bastano se non esistono le risorse materiali per concretizzarle. Non si trattava soltanto di penuria di fondi, ma di mancanza di materie prime e capacità industriali che dovevano essere importati dall’estero. Inoltre, la vera lotta che questi uomini dovettero sostenere non fu tanto contro gli avversari esterni, ma nell’opera di convinzione di uomini non consapevoli del valore del Potere Marittimo che guardavano con sospetto le nuove navi, mostri giganteschi considerati costosi e inutili, un lusso che una nazione povera e senza risorse come l’Italia non poteva permettersi. L’obiettivo prioritario era piuttosto quello di ottenere il risanamento delle casse dello Stato dopo le spese sostenute durante le guerre risorgimentali.
In una discussione alla Camera, avvenuta nel 1875, il ministro Saint Bon disse:

“In un Paese come il nostro, mi sembra che quattro siano i sistemi che il Parlamento potrebbe adottare relativamente alla Marina:
– puossi adottare il sistema di non averne nessuna;
– vi è un altro sistema, ed è quello d’impiegare quelle poche gocce di sangue che sono somministrate alla Marina a dare vita a cadaveri (si riferisce alle obsolete pirofregate);
– vi è un terzo sistema, ed è questo: imitare gli altri… è il sistema dei così detti uomini prudenti. Essi dicono: noi non possiamo fare esperimenti, siamo poveri, si corrono troppi rischi: dobbiamo aspettare che gli altri abbiano fatto; quando hanno fatto vedere la riuscita e poi metterci ad imitarli… Chi seguitasse questo sistema porrebbe dunque in cantiere un bastimento leggermente invecchiato al momento in cui gli altri lo terminano… Ora, siccome abbiamo pochi quattrini, impieghiamo un lungo tempo nella costruzione e quando questo bastimento viene a essere varato è già vecchissimo;
– vi è infine il quarto sistema, che è quello che io intendo seguire. Esso consiste nell’esaminare, quando si mette un bastimento in cantiere, dove ci conduce la curva del progresso … Facendo in quel modo, quando un bastimento viene varato, si ha la certezza che per un tempo abbastanza lungo rimarrà efficace, perché al momento in cui entrerà in mare si troverà al di sopra di quanto ve ne siano… avrà il tempo di fare i suoi 20 anni di vita senza decadere troppo”.

In sostanza  si trattava di spendere di più nel corto periodo per fare economia nel  lungo periodo.
Brin, il padre dei mostri tanto criticati, una volta succeduto a Saint Bon  tentò di difendere le sue creature, affermando che le dimensioni delle navi erano un fattore relativo.
E’ a supporsi che mai nessuno si sia mai divertito a fare grandi navi per il gusto di averle grandi, ma che piuttosto si abbia avuto il buon senso di aumentare le dimensioni a fine di potervi introdurre qualcosa di utile o di necessario in vista di ottenere maggior potenza militare”.
Lo sforzo di Brin di realizzare le acciaierie Terni per rendere l’Italia autonoma dalle forniture estere portò a eccellenti risultati nel lungo periodo, ma in ritardo rispetto alle altre principali potenze marittime. L’Italia non poteva contare soltanto sulle proprie forze e dovette quindi ricercare la sua sicurezza con la politica delle alleanze.


(*) Capitano di Vascello Direttore responsabile della “Rivista Marittima” – Editoriale del Dicembre 2011
Ulteriori informazioni per abbonarsi alla Rivista Marittima:
https://www.lavocedelmarinaio.com/2011/02/la-rivista-marittima/

Questo articolo è stato pubblicato in Attualità, C'era una volta un arsenale che costruiva navi, Marinai, Recensioni, Storia. Permalink.

27 risposte a Allora come ora

  1. Angela De Vivo dice:

    Io sono libera di pensieri e di larghe vedute, questo e’ il posto giusto per me

  2. Claudio Martini dice:

    Se segui le regole della storia, sì.

  3. Mario Carassai dice:

    IL TUO APPROFONDIMENTO MI PIACE … GRAZIE … BUONA GIORNATA ♥

  4. Mario Carassai dice:

    🙂

    IL TUO APPROFONDIMENTO MI PIACE … GRAZIE … BUONA GIORNATA ♥

  5. ezio vinciguerra dice:

    Ciao Mario, non è mio l’approfondimento ma di Patrizio Rapalino…io condivido “allora come ora”.

  6. Antonio Piccolo dice:

    buon giorno fra!!!! è sempre un enorme piacere accendere il pc e vedere i tuoi onorati post ti ringrazio e ti auguro una buona giornata

  7. Antonio Aquino dice:

    Grazie Ezio sei un amico e marinaio.

  8. Giovanni Leogrande dice:

    Ciao Frà grazie del pensiero

  9. Parrocchia Santa Maria Maggiore dice:

    Grazie tante, Ezio!!!
    Radicati nel passato, protesi verso il futuro, camminiamo coi i piedi ben piantati nel presente pieni di gioia!!
    Buon guarigione!!

  10. Salvatore Spoto dice:

    Ciao Ezio, sono in India per servizi giornalistici e resterò fino al 17 p.v. Spero, almeno ci provo se è possibile (siamo un gruppo di giornalisti) di andare a trovare i due marò. Farò di tutto, so che sarà difficile perchè non credo che gli indiani permettano l’accesso al carcere di giornalisti italiani, anche se io sono soprattutto un Marinaio, ma ci proverò….memento audere semper-
    Un abbraccio
    Salvatore Spoto

  11. ezio vinciguerra dice:

    In culo alla balena Maestro / Commissario ai ragione tentar non nuoce io da parte mia la penso così

  12. Oberdan Sgaramella dice:

    Ciao Pancrazio,

    come va? Spero che te la passi bene.

    Un saluto.

    Oberdan

    “Quello che conta veramente, non si può contare”.

  13. ezio vinciguerra dice:

    Ciao Oberdan,
    che bella graditissima sorpresa.
    C’è tanto calore nella tua mail che contrasta col gelo di questi periodi…
    Un abbraccio grande, profondo e cristallino come il nostro mare e il nostro
    amore per la Marina a te e alla redazione
    Ezio

  14. Andrea Galluzzo dice:

    grazie ezio
    non ci vuole proprio niente …

  15. Domenico Del Palo dice:

    la pazzia della gente è quella di voler cambiare gli altri senza vedere gli spigoli che ognuno di noi ha….la dignità è grande prova di temperamento e saggezza…. chi è causa del proprio mal (ed anche di quello altrui),pianga se stesso….

  16. Giovanni Rossi dice:

    Ottimo lavoro come al solito! Bella anche la foto!

  17. Nicola Cosso dice:

    Grazie Ezio apprezzo molto i tuoi stupendi pensieri-trasformati in navi e pensieri magnifici e ….buona serata

  18. Antonella Stella dice:

    Anche Lui guarda il mare!!!

  19. ezio vinciguerra dice:

    ‎:-) e noi?

  20. Giuseppe Magazzù dice:

    Mare mare mare ma che voglia di” abbaiare …

  21. ezio vinciguerra dice:

    ‎:-) Buon pomeriggio a tutti, nessuno escluso. Un ringraziamento al comandante Rapalino per questo eccezionale documento storico e, permettetemi di sottolineare che la “verità dei nonni”, quello del tramandarsi da padre in figlio il sapere, il conoscere, i piccoli gesti quotidiani è un patrimonio “latente” che dobbiamo assolutamente recuperare. Siamo sulla buona strada.

  22. Giulio Cesare Poce dice:

    Marinaio per sempre

  23. Giorgio Musazzi dice:

    Una volta marinai, marinai per sempre!

  24. Antonio Campestrina dice:

    ti scrivo solo adesso !!!
    ho letto un pò di msg sull’editoriale di Rapalino e sembrano tutti solidali con l’impronta da lui impostata. Gli ultimi eventi, inerenti i due MARO’ (come odio questa parola sono due Marescialli) portano una divisa è la divisa è lo stato per cui la loro posizione sancisce la fine anche dello stato cosà che a noi non è nuova !!…!!!
    Va tutto a rotoli e con questo voglio solo ricordarti una massima, seppur non precisa ma ti rendo il senso
    in tempo di pace l’uomo si dementica di Dio e dei Militari, in tempo di guerra L’uomo prega Dio e i Militari !!
    E con questo ci siamo detto tutto inutile continuare !!
    ciao Ezio vienimi a trovare sei sempre il benvenuto

  25. ezio vinciguerra dice:

    [:-)] Ciao Antonio, come sempre sottolinei in maniera semplice, diretta, essenziale, esplicita e senza orpelli, questo periodo storico tanto caro agli “illuminati di niente”. Pensi che un articolo del genere me lo pubblicherebbero (Rivista compresa)?

    Omicidi di stato
    Sono omicidi di stato, di coloro che lo amministrano male, che si confondono dinanzi alle complessità presentate dallo Stato, i Suicidi per Disperazione Sociale, gettato il Sociale nella miseria, nello squilibrio spirituale per le ciarle sparse da moralisti di strapazzo, nella dispersione linguistica, nel potere di parole vuote che assumono enormi Energie Potenziali negative, per falsa educazione sui valori terreni umani, i quali restano sulla coscienza dei governanti depredatori, sui falsi moralisti, sui deviatori dei significati reali delle conoscenze e delle parole esplicative connesse, che nascondono interessi personali da capestro, del capitalismo avido immondo che tutto uccide. Purtroppo di crimini, a livello di genocidi di migliaia di uccisi con violenza, ne avvengono senza limiti numerici, vedi Libia, Siria, Tunisia, Oriente, Suicidi in Italia per dissesti provocati dallo stato, da leggi squilibrate emanati da deficienti mentali che si arrogano il diritto-dovere di governare, di legiferare stronzate. A nessuno dovrebbe essere consentito governare un Ministero da solo, ma assistito da equipe di tecnici che lo dirigono, che gli esaminano gli sconcertanti errori che le carenze personali gli fanno commettere. Le elezioni non dovrebbero permettere che esimi idioti arrivino in parlamento, solo per creare, gridando ragioni da vendere da forsennati, danni immensi allo stato, ai cittadini, la cui soluzione è suicidarsi. Non esiste legge, già bocciata, più illegale della Sovvenzione o Rimborso, semantica identica, ai partiti, definita con la più farsesca parola che si vuole, inventata da cervelli truffatori. Molti vantaggi ottenuti sono dovuti a parole truffa, rese con sofismi non accessibili alle comuni intelligenze di fragili cittadini, poveri di concetti. Lo ha dimostrato Lusi con la sua libertà di uso dei fondi regalati dallo stato alla Margherita, Sovvenzione o Rimborso, partito scomparso o no, non importa, la quale avrebbe dovuto rifiutarli. La presenza dei capitali ricevuti, non restituiti allo Stato, grava su tu tutto il consiglio amministrativo del partito, spentosi in pace.

  26. Antonio Campestrina dice:

    E TUTTO VERO !!! Sei riuscito in poche righe a riassumere ORRORI passate e presenti. Mi chiedo, però, cosa succederà domani in un paese che non riconosce più la sua sovranità, la croce, l’inno di Mameli, i suoi soldati e tutto quello che ancora ci dà la forza di poter gridare sono ITALIANO ?
    Mi addolora dover dire che in tempi come questi qualcuno dovrebbe avere la DIGNITA’ di dire BASTA, BASTA calpestare tutto quello per cui milioni di soldati e eroi hanno combattuto. Speravo che il 150° poteva inorgoglire qualcuno, ma ancora una volta la storia non insegna più !!!
    un’abbraccione Ezio continua così sei uno dei pochi fari a far luce !!

  27. ezio vinciguerra dice:

    Antonio carissimo, sai quanto ti stimo e quindi quando comprendo il tuo, mio e di altri (in verità non così tanti) sfogo per un paese che ho, abbiamo e continueremo a servire.
    Quando urlo “illuminati di niente” lo urlo anche al nostro ambiente;
    Quando urlo “i bidelli sono diventati professori e i professori faticano oggi a diventare bidelli” lo urlo anche al nostro ambiente;
    Quando urlo, ma sono all’ultimo acuto, “un popolo che non arrossisce alla vergogna è un popolo destinato a scomparire” lo urlo soprattutto a noi tutti che abbiamo contratto un patto “IL GIURAMENTO A COSTITUZIONE E LEGGI”.
    A queste persone che hanno spergiurato e svenduto il paese causando danno morale e materiale dico:
    “Si. Avete vinto voi ma non sarò mai vostro complice!”

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