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Una crociera? Il massimo del relax

di Roberta – Ammiraglia88
http://www.ammiraglia88.it/
http://www.mondovespucci.com/

…dal diario personale di Roberta riceviamo e con grande ammirazione per questa “Signora dei mari” pubblichiamo.

Il massimo del relax per me è trascorrere una settimana di ferie su una bella nave da crociera. E’ talmente bello e rilassante che quest’anno ci sono andata due volte. Questa appunto è la seconda!
Cosa vuoi farci se, in questi casi, mi “sacrifico” volentieri per gli amici e i colleghi; anche questa volta ho “dovuto” (sempre ironicamente parlando) imbarcarmi. Un collega era desideroso di fare una settimana di ferie in mezzo al mare e così l’ho accompagnato.
Lasciando a parte l’ironia, posso dire che sono stata fortunata a potermi imbarcare nuovamente su una bella nave per conoscere ed osservare il mare e la vita di mare e, soprattutto, ritornare a casa sempre ben riposata! Alla fine di settembre, perciò, mi sono recata molto volentieri a Savona, al porto, per l’imbarco. L’itinerario prevedeva le soste nelle città di Napoli, Catania, Palma di Maiorca, Barcellona e Marsiglia. Era anche previsto il passaggio attraverso lo stretto di Messina. Sfortunatamente questo è avvenuto però alle 4 di mattina e perciò non ho potuto ammirare il panorama e nemmeno fare qualche incontro navale. La cosa che mi ha sbalordito di più in questa crociera è stato il salpare da Marsiglia. Al mattino, passeggiando sul ponte esterno ed ammirando il paesaggio, mi ero accorta che la nostra nave si trovava in una specie di bacino. Per arrivare al mare si doveva oltrepassare una prima “uscita” (rasentando due “muretti”, uno  per parte) e poi manovrare ancora, dirigendo verso sinistra, per riuscire ad oltrepassare una seconda apertura. Solo così si poteva raggiungere il mare. Mi sono chiesta subito come si può fare una manovra simile con una nave di quelle dimensioni. Non solo, ma mi domandavo anche come aveva fatto al mattino ad arrivare in porto? Come avrebbe fatto a salpare?
La cosa mi incuriosiva molto; eravamo “incastrati” in una piccola parte del porto. Molto prima che fossero mollati gli ormeggi, perciò mi sono messa di vedetta. Avevo una buona posizione ed ho “controllato” le manovre. La nave, Costa Serena, ha queste dimensioni: lunghezza 290 m. , larghezza 35,5 m. , stazza lorda 114.500 t. . Io mi trovavo a poppa estrema in una bella cabina con balcone (una mega offerta, fatta ai soci affezionati, accettata senza alcun indugio), e quindi ho osservato le numerose manovre fatte per poter raggiungere il mare aperto. Dopo la prima S, disegnata dalla schiuma in superficie e generata ovviamente dal movimento delle eliche, la nave è stata raddrizzata un po’. Abbiamo raggiunto quindi il canale, parallelo alla banchina del nostro ormeggio, e dove si trovava in sosta un’altra nave da crociera. Siamo così arrivati alla seconda uscita, anche questa non diritta. Una manovra tortuosa, complimenti al comandante Paolo Benini (e al pilota di porto). Pensa che durante le mie crociere ho sempre avuto comandanti che avevano una certa età. Mi ero sempre pensata: “Che peccato! Come sarebbe bella una foto con un comandante giovane.” Durante la crociera infatti viene spesso fatta una foto ricordo con il comandante e, come ben sai, anche l’occhio vuole la sua parte! In quei casi mi consolavo dicendo: non sarà giovane e carino, ma è certamente esperto in navigazione e possiamo viaggiare sereni. Questa volta, invece, il comandante era carino e molto giovane, probabilmente un quarantenne. Quando l’ho visto ho pensato subito alla bella foto ricordo, ma subito dopo: “Però che giovane! Non avrà, per forza di cose, tanti anni di navigazione.”
Con questi infondati ragionamenti ti puoi perciò immaginare quanto, ora, ero ancora più interessata e motivata ad osservare come saremmo salpati da un simile porto e con una rotta così contorta e difficoltosa. Altro che l’ormeggio semplice della nave vicina a noi. Per dirla scherzosamente: potrei attraccare lì anch’io, basta fare una “semplice retromarcia”! Per noi invece, con quel zig zag, ben due strette imboccature, e considerate le nostre dimensioni, di certo non era una sciocchezza. Quindi, ancora di più, complimenti al nostro comandante. Farà tanta strada. Ops, volevo dire: farà … tante miglia! Buon vento!
E’ stato spettacolare anche il passaggio tra le isole e la fortezza che si trovano appena fuori dal porto di Marsiglia, illuminate dalla speciale luce del tramonto. Sono stati proprio dei momenti curiosi e singolari. La mia cabina era posizionata proprio a poppa, quindi avevo una vista panoramica che spaziava a 180 gradi. Una veduta unica! Grazie a questa posizione favorevole della cabina ho potuto anche ammirare in lontananza un temporale. Quando siamo salpati da Catania, nel raggiungere Capo Passero, dal mio terrazzo, sotto un cielo sereno e scintillante di stelle, vedevo oltre la nostra scia, in lontananza, le luci del temporale, i fulmini che si gettavano verso lo scuro mare notturno. Che manifestazione di forza della natura! Da quel punto strategico non ho visto solo il temporale, ho guardato più volte anche le stelle e l’alba, la partenza del motoscafo con il pilota di porto, l’arrivo a Napoli scapolando l’isola di Ischia, e molte altre cose belle. Ho potuto assistere, ad esempio, comodamente in pigiama, all’attraversamento dello stretto di Messina. Sul Today (il giornale di bordo che quotidianamente riporta le notizie fondamentali di navigazione e degli intrattenimenti) il comandante aveva comunicato che avremmo percorso lo stretto di Messina verso le 4 di mattina. La mia intenzione era di poter assistere alla navigazione nello speciale passaggio, ammirando le città da questa particolare angolatura (dal mare) e sperando di incrociare qualche bella, o curiosa ed interessante, imbarcazione. Alla sera perciò, prima di coricarmi, ho registrato la sveglia su quell’ora molto mattiniera … ancora di più per chi è in ferie. Il suono della sveglia mi ha fatto trasalire all’improvviso, ma nel giro di qualche secondo avevo realizzato che era ora di appostarsi di vedetta sul balcone. A quell’ora era ancora buio perciò ho visto solamente le luci della costa. Nessuna nave ci seguiva e nessuna stava risalendo lo stretto; che sfortuna! Ad ogni modo è valsa la pena di tentare, anche perché non mi è costata molta fatica! Comodamente in pigiama ho osservato quel poco che c’era da vedere e poi, con soli due passi, sono tornata tranquillamente a dormire. Avere un bel balcone a poppa della nave è veramente una cosa fantastica, si può godere al massimo il viaggio. Spesso infatti al tramonto non puoi restare molto a guardare il panorama (sui ponti esterni), perché generalmente è l’ora che ti devi recare in cabina per prepararti per poi andare a cena. Oltre ad ammirare perciò alba e tramonti senza sollecitudine, puoi osservare il cielo stellato.
Ho contemplato dei cieli limpidi ed anche il Carro dell’Orsa Maggiore, la costellazione che, assieme all’Orsa Minore e alla Stella Polare, era il punto di riferimento importante degli antichi navigatori (e di quelli di oggi). Un vero spettacolo!
Durante la settimana è stato molto interessante partecipare ad una riunione informativa facoltativa, che naturalmente non mi sono fatta mancare. Ci sono state spiegate molte cose interessanti della vita di bordo e della vita da crociera. Molte volte non si pensa a chi lavora, e a cosa si svolge a bordo, mentre noi trascorriamo una bellissima settimana di ferie in mezzo al mare. Spesso non si riflette né su come fa a funzionare tutto questo paradiso, né sulle difficoltà che possono presentarsi, ma che sono prontamente risolte senza che noi passeggeri ne veniamo a conoscenza, né sulle attenzioni e sulle incombenze che devono essere adempiute dall’equipaggio. Ci troviamo in una grande città galleggiante, assieme a tante persone di nazionalità diversa, con tante mentalità diverse, ed inoltre siamo in mezzo al mare. E’ normale, perciò, che ci possano essere maggiori difficoltà ad affrontare lo stesso inconveniente, che può essere risolto più facilmente quando si verifica invece sulla terraferma.
Ti elenco alcune cose rilevanti che ci sono state spiegate.
Sulla nave ci sono varie “stazioni” dei vigili del fuoco, presso le quali gli addetti effettuano spesso controlli,  prove e simulazioni per essere pronti in caso di necessità. Quando si arriva in porto (e poi anche quando si salperà), per una nave di quelle dimensioni è sempre indispensabile avere il pilota di porto a bordo. Come ho già detto in altre occasioni, questa figura professionale è molto importante perché conosce i fondali e le correnti del porto in cui agisce. Arrivare in un porto comporta anche che, almeno un’ora prima del previsto arrivo, la nave inizi a rallentare. Il comandante deve contattare inoltre il pilota di porto per accordarsi per il suo imbarco, e deve attendere finché arriva con la pilotina. Gli ufficiali sono inoltre impegnati, ad esempio, nello studio delle correnti marine e della situazione dei venti e del meteo per decidere la rotta migliore da seguire. A bordo delle navi di Costa Crociere si esegue sempre la raccolta differenziata dei rifiuti. Alcuni materiali, come l’alluminio, vengono pressati in modo da ridurne il volume, altri vengono bruciati in appositi macchinari; quando si arriva in porto la maggior parte viene sbarcata. Le navi di Costa Crociere battono tutte bandiera italiana, ed è l’unica compagnia italiana di crociere che viaggia con la nostra bandiera. Questa compagnia pertanto è soggetta alla normativa italiana. La legislazione vigente fissa innumerevoli adempimenti ed inoltre vengono effettuati severi controlli di vario genere, con conseguenti costi di manutenzione elevati. La cosa positiva è una maggiore sicurezza per tutte le persone che sono imbarcate (equipaggio e passeggeri), una più alta prevenzione, l’inquadramento del personale con il rispetto di tutti le norme contrattuali. La compagnia Costa inoltre possiede navi prodotte dalla nostra rinomata Fincantieri. Questi sono alcuni dei motivi per cui io consiglio sempre di viaggiare su queste navi. Durante la riunione ci è stato spiegato anche il funzionamento delle eliche, sia quelle classiche, sia quelle laterali (chiamate: bow truster), che sono necessarie per le manovre d’ormeggio. Ci sono state riferite alcune notizie relative al ponte di comando ed alcune curiosità. Pensa che i generatori di corrente presenti a bordo, potrebbero fornire la luce a tutta la città di Genova per ben 4 ore. A bordo è inoltre presente un desalinizzatore che permette di utilizzare l’acqua di mare per molti impieghi. Durante questa crociera a bordo erano presenti 3.200 passeggeri, di cui circa 1.600 di nazionalità italiana, mentre l’equipaggio era composto da 1.000 persone circa. La compagnia Costa Crociere, su tutta la sua flotta (composta attualmente da 16 navi), imbarca equipaggi di 80 Paesi del mondo, dà lavoro a circa 19.000 dipendenti e si parlano ben 27 idiomi stranieri.
Non aggiungo altre notizie, non vorrei annoiarti, e ritorno a raccontarti il viaggio.
Durante la nostra navigazione è stata simpatica la visita di un passerotto (o un uccellino simile). La prima volta che si è presentato mi trovavo sul percorso esterno, che è posto sotto le scialuppe, al ponte 3. Ha volteggiato sopra noi, che stavamo passeggiando all’aperto. In seguito, mentre mi trovavo in cabina, è apparso sul mio balcone. E’ la prima volta che mi capita di incontrare un uccellino, durante la navigazione, che non sia il solito gabbiano che ci dà il benvenuto (o che ci saluta alla partenza). I gabbiani inoltre si vedono quando si è a poca distanza dal porto, perciò mi sono insospettita di questa inconsueta ed unica presenza. Era oltretutto la giornata in cui avevamo la tratta di sola navigazione senza soste in porto; ero convinta quindi di essere lontana dalla costa. Il mio pensiero è andato subito ai racconti degli antichi navigatori. Nei loro scritti si legge che uno dei segnali di avvicinamento alla terra è proprio la presenza di volatili. Di conseguenza questa cosa non mi convinceva. Ho controllato subito la nostra rotta, visibile sempre sul televisore in cabina, oltre che in uno dei corridoi principali della nave. Ho scoperto così che ci trovavamo vicini alla costa libica. Ecco quindi spiegata la particolare presenza a bordo. Quel povero uccellino, piccolo e probabilmente troppo curioso, si era spinto dove i corpulenti gabbiani non erano arrivati. Deve essersi stancato per il lungo viaggio fatto, infatti l’ho visto spesso atterrare, ed appoggiarsi per qualche istante a bordo della nave, per riprendere un po’ di energia. Dato che ho parlato del ponte 3, dove è apparso il passerotto, aggiungo una curiosità. Questo è un ponte molto comodo, perché è possibile uscire all’aria aperta, ed ammirare il panorama, senza dover salire fino ai ponti più alti della nave. Un giorno ho misurato questa parte all’aperto ed è lunga ben 254 piedi, anzi, per essere precisi è di 254 passi! Io ovviamente l’ho misurata a “passi”! Dal balcone della mia cabina ho potuto osservare anche la vita del mare ed alcune manifestazioni della natura. Un giorno, mentre eravamo fermi in porto, come al solito mi stavo guardando intorno. Ad un certo punto ho visto passare una piccola barca circondata, e seguita, da una nuvola di gabbiani, che volteggiavano chiassosi e felici. Guardando bene mi sono accorta che si trattava di un peschereccio.
Ogni tanto uno dei marinai di bordo gettava in mare gli scarti del pescato; ecco spiegato perché i gabbiani non si staccavano da loro. Non era l’unico che stava rientrando in porto dopo una giornata di lavoro ed è stato simpatico identificare questi piccoli pescherecci, già da lontano, grazie ai numerosissimi gabbiani che volteggiavano intorno. Si notavano prima loro che la barca. Che manifestazione della natura e della vita! Un’altra cosa che resterà tra i ricordi è la bella compagnia serale, che ho trovato per la prima volta in crociera. A cena, al grande tavolo da otto posti, ci siamo trovati bene fin dal primo giorno. C’erano una giovane coppia proveniente dalla Valle d’Aosta, due amiche che arrivavano dal Piemonte e, il secondo giorno si sono imbarcati ed uniti a noi, due amici della Calabria; tutta gente allegra e simpatica. Recarsi a cena era sempre un piacere, oltre che per i soliti ottimi piatti preparati dagli abili cuochi di bordo, soprattutto per la briosa tavolata. Abbiamo trascorso assieme anche diverse serate ed è stato veramente molto piacevole stare in loro compagnia per tutta la settimana. Alla fine, quando ci siamo salutati, ci siamo lasciati con la speranza di ritrovarsi ancora in crociera su un’altra bella nave. Aggiungo un’ultima nota, che non posso fare a meno di scrivere perché riguarda la mia vespuccite, ormai cronica, che forse già conosci. Durante il tragitto verso Napoli, senza saperlo prima e senza averlo programmato, mi sono trovata a navigare contemporaneamente alla nave scuola Amerigo Vespucci. Il veliero stava rientrando a Livorno, dopo aver presenziato al raduno nazionale dell’A.N.M.I. svoltosi a Gaeta. Gennaro, un amico esperto marittimo, mi ha segnalato, con un sms, che la mia nave stava navigando solo a 21 miglia dal Vespucci diretto a nord. Incredibile! Che peccato non essere riuscita a vederlo … chissà, spero nella prossima volta, visto che se non lo rincorro io, è lui che mi viene incontro. Quel veliero mi è entrato nel cuore fin da bambina e non credo che mi svincolerò facilmente da lui. Anche perché, la verità è che io non voglio smettere di studiarlo, incontrarlo e vederlo.
Riguardo alle città visitate, non mi dilungo molto: ho chiacchierato già abbastanza!
A Napoli io e Michele non siamo scesi. A Catania siamo andati a fare un giro in centro, entrando in una bella e buona pasticceria, che mi era stata consigliata. Abbiamo poi visitato i magnifici e grandi giardini della città. La giornata era nuvolosa, al mattino presto aveva anche piovuto, perciò purtroppo l’Etna non si è mostrato interamente, perché era in gran parte celato dalle nuvole. A Palma di Maiorca abbiamo scelto l’escursione alla Grotta del Drago, in cui ero già stata, ma il mio collega non ancora. Merita tuttavia una visita, anche per lo scenografico spettacolo musicale sul lago interno. La fantastica Barcellona l’abbiamo girata sia autonomamente, sia con un’escursione organizzata (di mezza giornata) entrando anche nella storica e caratteristica Sagrada Familia. Nel pomeriggio nei pressi del porto, si è svolta anche una bella evoluzione della pattuglia acrobatica aerea. A Marsiglia siamo scesi autonomamente per fare due passi in centro. Nel palazzo della Camera di Commercio c’era una mostra temporanea, ancora per pochi giorni, del museo marittimo dell’economia. Siamo entrati per qualche minuto, proprio non potevo farmi mancare un po’ di storia navale. Al nostro arrivo a Savona mi sono accorta che eravamo seguiti da un’altra bella nave da crociera. Si trattava di Costa Atlantica, la nave su cui ero salita in occasione della mia prima crociera. E’ stato molto spettacolare vederla ormeggiata, vicino a noi. Due belle navi rientrate assieme da due itinerari diversi; non potevo sottrarmi dallo scattare una foto da una nave Costa ad un’altra nave da crociera della Costa, ho pensato: quando mi capiterà ancora un’occasione simile?
Un’ultima precisazione prima di chiudere questa pagina del diario di viaggio.
Quando sono in crociera apprezzo di più il mare e la navigazione che le escursioni a terra; te ne sarai certamente accorto. Ogni tanto sbarco, anche perché tante città meritano di essere visitate, ma difficilmente scendo in tutte le soste fatte durante la crociera. Il principale motivo è che amo stare tranquillamente a bordo a guardarmi intorno e ad osservare il traffico navale del porto. In secondo luogo evito di dover (come si usa dire) “aver sempre l’orologio in mano”, cosa che faccio già tutto l’anno nella normalità quotidiana. Per finire, e da non trascurare, ho un ottimo motivo per rifare una crociera recandomi nelle città che non ho percorso la volta precedente. Io stessa sovente mi definisco una crocerista anomala. Non credo che siano tanti i “soggetti” come me; la maggior parte si imbarca per vedere le bellezze locali e per … aumentare di peso con tutte le bontà offerte dai cuochi di bordo. Per fortuna invece altri, come me, apprezzano anche i panorami, il relax, il silenzio, gli arrivi e le partenze, e tante altre belle cose che il mare può offrire …basta solo guardarsi intorno!
Gennaio 2012.

15 commenti

  • Roberta - ammiraglia88

    Grazie Ezio!

    Oggi purtroppo circa 4.000 persone non potranno dire le stesse cose che ho scritto io, e mi dispiace.
    Mi dispiace soprattutto per i tre morti.

    Non voglio fare “chiacchiere” a vanvera, perchè a questo ci pensano già i giornalisti, con la loro unica finalità: vendere copie del giornale per cui lavorano. Non voglio trovare un colpevole, a questo ci penserà una apposita commissione. Di certo non c’è stata la volontà di arrivare a questo e di distruggere una così bella nave.

    Sono certa che l’equipaggio ha fatto tutto il meglio che poteva fare, conosco bene questa compagnia di crociera e vi assicuro che tutti lavorano seriamente e con la testa sul collo.
    Proprio il fatto che i deceduti siano solo tre (per fortuna e mi dispiace comunque per loro) dimostra che c’è chi sa lavorare bene e soprattutto nelle situazioni di emergenza e di panico.

    Non è facile in queste situazioni restare calmi e non farsi vincere dal panico. Non deve essere stato facile per il comandante e lo staff ufficiali prendere quella decisione. Modificare la rotta, avvicinandosi alla costa, per agevolare i soccorsi (di certo a bordo c’era un altro problema che ha portato a questa dolorosa scelta). Perdere una nave così, ma salvare più persone possibili … che dramma!

    Come dicevo nel racconto non siamo sulla terraferma e qualsiasi problema non è risolvibile come se si fosse a terra. Ci sono a bordo più di 4.000 vite da salvare … sono certa che è stato fatto l’impossibile per limitare il danno.

    Un pensiero alle tre persone che non ci sono più e un grande grazie a tutto l’equipaggio, e a chi si è prodigato, per aiutare i naufraghi.

    Una cosa è certa: tornerò di certo ad imbarcarmi su una bella nave di Costa Crociere. Spero presto!

  • Roberta Ammiraglia-88

    Hai fatto benissimo, voglio proprio andare a vedere e aggiungere un commento per quello che è appena successo.
    Grazie!

  • Roberta Ammiraglia-88

    Non c’è di che!
    Ho visto come e quanto lavora tutto l’equipaggio. Mi dà fastidio chi critica chi fa il massimo per far star bene i passeggeri, chi critica senza motivo, senza cercare di capire.
    I morti sono stati solo tre … mi dispiace per loro, ma ovviamente poteva andare peggio, se tutto è andato meno peggio è stato per la competenza del personale di bordo!

  • ezio vinciguerra

    ‎:-) grazie Luisa e grazie Raffaele …da buoni pugliesi salentini avete subito compreso e mi incoraggiate. Grazie

  • Roberto Tento

    EZIO attualmente e’ meglio fare un giretto su di una nave militare va benissimo anche un dragamine fai un giretto tranquillo …

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