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Emigrante di prora

di Gandolfo Maurizio

Caro Ezio,
ho letto finalmente il tuo libro “Emigrante di poppa”. Fin dalle prime pagine ho avuto la sensazione di vedere un vecchio film. Di quelli girati con le vecchie cineprese super8. Mi sono ritrovato in molte delle cose che hai raccontato, fatta eccezione per la capacità di suonare un qualsiasi strumento.
Le partite di calcio organizzate dove capitava. Spesso in strada con due massi che fungevano da “limite” per il portiere, l’altezza della traversa calcolata ad occhio, che tempi. Cose che oggi se le racconti i ragazzi stentano a crederti. Io sono cresciuto nel quartiere di “Barriera”, negli anni 60/70 era una lontana periferia, potevamo utilizzare il campetto di calcio dell’oratorio dei Salesiani, oppure un pezzo di terreno abbandonato nella “sciara” di via Angelo Musco, oggi pomposamente chiamato parco Gioeni. Per comprare un pallone mettevamo una cifra procapite di 50 lire, ce ne volevano 800lire per comprare un “San Siro”, che sistematicamente si “bucava” contro il filo spinato di qualche giardino. Che bei ricordi hai risvegliato, come se fossimo dei parenti o amici d’infanzia.
La famiglia, o meglio il senso della famiglia è la cosa che più mi ha fatto piacere leggere. Il rispetto e l’amore che era alla base di una sana educazione. I miei nonni che non perdevano mai l’occasione per farmi trovare le brioscine “Tomarchio”, e qualche volta le 100lire per comprare il gelato. In effetti ne bastavano 25 o 30 lire per un ghiacciolo alla menta. Anche a casa mia non navigavamo certo nell’oro, con lo stipendio da impiegato comunale si arrivava a fine mese, con la spesa pagata a ogni 15 giorni. Come non ricordare la frase: “…appoi passa me papà”.
Il titolare scriveva su un quaderno quello che prendevo, ogni 15 giorni mio padre o mia madre andavano a saldare, non c’era bisogno di ricevute o di controllare, si fidavano. C’era rispetto e fiducia nelle persone. Ricordo che il quaderno, dove il signor Carbone scriveva i prodotti che prendevamo, aveva la copertina nera. Dopo alcuni anni capii cosa significava il detto: “ti scrivu do libbru niuru”. Era il libro, o quaderno, dove si riportavano i debiti.
La scuola. Bellissimi ricordi per le elementari, indimenticabile la maestra Olga De Silvestri. Una seconda mamma. Oggi si scannano per avere 5/6 maestre con la scusa di migliorare l’insegnamento. Mentono sapendo di mentire, è solo una questione di posti di lavoro. La maestra De Silvestri passava con noi 5 ore, non solo portava a termine il programma ministeriale, ma ci conosceva uno per uno. Sapeva tutto di noi e delle nostre famiglie. Ogni anno per la festa della mamma portavamo i pochi soldi che i nostri genitori ci davano, e lei con grande impegno e amore li raccoglieva. Cosi facendo ognuno di noi poteva fare un regalo alla propria mamma. Era lei che si occupava di andare ad acquistare i regali, lo faceva nel suo tempo libero (era sposata e aveva due figli). La cosa che non dimenticherò mai e quella volta che approfittando dell’assenza di due compagnetti, fratello e sorella, ci propose di rinunciare a fare il regalo alle nostre mamme per acquistare un piccolo televisore a questi nostri compagni. La loro mamma era “volata” in cielo, e il loro papà non aveva un lavoro stabile, ne fummo felici e acconsentimmo (altrettanto felici furono le nostre mamme). Fu una giornata indimenticabile. Cosi come è indimenticabile la maestra Olga De Silvestri.
Diversa fu l’esperienza delle scuole medie. Professoresse acide e spesso anche attive, pensavano a smarcare l’ora di lezione per andare via. Ebbi un crollo nel rendimento scolastico, alle elementari ero il primo della classe, alle medie precipitai all’ultimo posto e banco. Un motivo in più per rimpiangere la maestra Olga.
Quando arrivai alle scuole superiori, il mitico Nautico del lungomare,avevo già l’idea di scappare. Dove non lo sapevo e nemmeno per fare cosa. Ho scelto da solo la scuola da frequentare, mia madre mi assillava con il “pezzo di carta”, mio padre mi spingeva per lasciare la scuola e andare a lavorare.
Questo clima mi spinse a scegliere una scuola che mi portasse a fare un lavoro fuori dal solito ragioniere, geometra ecc. Andare via lontano, in cerca di qualcosa che non fosse la solita routine. Navigare. Senza accorgermene ero un “emigrante di prora”. Permettimi di prendere in prestito questa Tua definizione, bellissima e reale verità.
Io volevo andare lontano. Volevo scappare. Crearmi una nuova vita, mi sentivo prigioniero di quei conflitti familiari che forse sono normali …forse.
Condivido con te la sensazione provata quando salii sul treno per Taranto. Era il mio primo viaggio da solo. Ero fortemente deciso che non sarei tornato tanto presto a Catania.
Leggere questo libro mi ha fatto riconciliare con un passato che, forse, avevo rimosso.
Debbo ringraziarti, per aver risvegliato quei ricordi non cancellati, ma chiusi in una cassa impolverata. Leggendo pagina dopo pagina mi è sembrato come se questo libro fosse stato scritto a “due”mani. Grazie.
Maurizio

51 commenti

  • Edoardo Medini

    Ciao Ezio, grazie a te. Io sono sposato, con Antonella, la conobbi con l’allestimento della C.O.C. del Veneto e mi sono sposato durante l’allestimento dell’Ardito. Ho due figli, ed un nipote, con il quale ho un rapporto meraviglioso e condiviso. Vivo a Roma dal 78 e sono in pensione. un abbraccio, Edoardo

  • ezio vinciguerra

    [:-)] Ciao Edoardo …proprio così. Un abbraccio grande e profondo come il nostro mare.

  • Alex Angel

    … grazie mille Ezio spero tanto che tutto quello che mi hai augurato a suo tempo si avveri
    un abbraccio emigrante

  • Toty Donno

    Anche se scrivete solo una lettera ad un cieco, o se vi sedete ad ascoltare una persona, o imbucate la sua corrispondenza, o fate visita a qualcuno o gli portate un fiore o gli lavate la biancheria o gli pulite la casa: piccole cose, ma agli occhi di dio tutto è grande.
    (Madre Teresa di Calcutta)

  • Valeria Bianco

    Bravo Maurizio hai sintetizzato molto bene il libro eppoi sono le stesse emozioni che ho provato anch’io.
    Grazie di cuore per le belle parole !!!!

  • Giovanni Colla

    Grazie Ezio, un grande abbraccio a un vero fratello, un uomo d’onore. Che Dio ci protegga e ci mantenga sani e generosi.
    una volta marinai, marinai per sempre!

  • Gianluca Girolami

    Belle parole storekeeper e..

    Grazie Ezio, ti distingui sempre per la tua signorilità e amabilità.

  • GIORGIO NAPOLITANI

    Ciao Ezio, sblocco la schiena cosi puoi musicare tranquillamente !! grazie e buon anno !!!

  • ezio vinciguerra

    Ciao Marilena è troppo bella questa recensione. Abbiamo navigato sul canale di Sicilia per tanto tempo con Maurizio e conservo un bellissimo ricordo di lui e di tutto l’equipaggio di Nave Danaide.
    Grazie anche a te …sei stata tu a segnalare questa perla di saggezza.
    Un abbraccio grande e profondo come il nostro mare

  • Marilena Aiello

    grazie…troppo gentile! sulla stessa pagina ero sicura che questo ti sarebbe piaciuto più di altri! ricambio l’abbraccio con intensità!

  • ezio vinciguerra

    [:-)] ho condiviso subito come tutte le cose che mi piacciono e mi fanno stare bene come la sana e vera amicizia.

  • Giovanni Caruso

    Ciao Ezio, ti ho mandato per posta un articolo che potresti pubblicare sul tuo blog riguardo al tuo libro. Spero siano in tanti a leggerlo e comprenderlo [:-)]

  • ezio vinciguerra

    Grazie Giovanni lo pubblico a giorni…se leggi l’ultimo articolo sul blog sei nominato…micidiale. Bravo

  • Filippo Mallamaci Scubapoint

    Ciao Ezio, figurati tra gente che vive il mare ci si capisce subito e senza fronzoli. Il mare , purtroppo il mio grande problema è il mare, stregato, avvolto da questo mare che ormai da 47 anni mi ha eletto dimora. Purtroppo, non tutti hanno lo stesso amore ne la stessa riverenza, e quindi lo usano solo per sporchi e poco nobili interessi. Ma senza noi cosa sarebbe tutto ciò!!! grazie a te e al tuo amore per il grande blu.

  • ezio vinciguerra

    E’ una mail bellissima Filippo. Grazie.
    Non so se Fabrizio ti ha detto che ho pubblicato sul mio sito https://www.lavocedelmarinaio.com due tue note bellissime da lui segnalate e anche suoi articoli tecnici da far conoscere ai nostri amici. In particolare nell’immersione della barchetta ho avuto come l’impressione di stare giù con te. Bellissima.
    Dell’altra invece mi ha colpito il finale, comune a tutti noi che amiamo il mare e cioè “… tutti possono acquistare un brevetto subacqueo, ma solo pochi sono capaci di integrarsi totalmente con il mare”. Micidiale, favolosa uno slogan che un addetto ai lavori come me ha riportato in grassetto (ho lavorato l’ultima parte della mia carriera in Marina Militare proprio all’ufficio immagine e promozione adesso, purtroppo, l’unica apnea che mi permetto è quella notturna che mi fa dormire con tutt’altro respiratore). Sento che hai feeling con il mare e ti ringrazio anticipatamente per l’amicizia che hai voluto condividere con me.
    Ti abbraccio Ezio

  • ezio vinciguerra

    Abbasso il passato e viva il futuro.
    Filippo carissimo, esprimo l’augurio che il futuro, luminoso e pieno d’amore, ti regali tutto ciò che desideri.

    P.s. Una volta marinai, marinai per sempre!

  • Luigi Panico

    Un cuore poggiato sulla propria storia di colui che fa parlare di se con tutto l’affetto che posso, oltre i propri affetti non esiste altro, la dispensa di chi non sa che sia e legge attraverso la storia. Complimenti buon pomeriggio, approfitto hai una splendida voce e una bella bend.

  • ezio vinciguerra

    Carissimo, pregiatissimo e preziosissimo Maurizio Gandolfo, fratello di tante navigazioni, ti ringrazio e, se mi permetti con tutta franchezza, come del resto è stata la nostra amicizia, ti consiglio vivamente di scrivere un libro…sono certo che ne hai le capacità.
    Marinai di una volta, marinai per sempre.

  • Maurizio Gandolfo

    Ci sto pensando intensamente. Solo che ne verrebbe fuori un immagine distorta, seppur veritiera, dell’ambiente Marina Militare. E’ difficile far capire che : una cosa è la Marina Militare come istituzione, altra cosa sono gli uomini che ne fanno parte e che spesso non ne sono degni. Lealtà, correttezza, professionalità e senso della giustizia, spesso non fanno parte del bagaglio culturale e morale di chi indossa l’uniforme della Marina Militare, solo per mettersi in tasca uno stipendio. Stipendio che spesso si può paragonare ai 30denari di Giuda.

  • ezio vinciguerra

    Usa la fantasia …mi piace il paragone con Giuda specie per chi come noi ha una vocazione. Scrivi

  • Fabio D'Alfonso

    Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite. Mark Twain

  • ezio vinciguerra

    Ciao Fabio … non sapevo che ti piacevano i scrittori di mare. Non finisci di sorprendermi parola di emigrante di poppa.

  • ezio vinciguerra

    ‎…non ti fermare Diego. Quando sottolinei i passaggi più belli vuol dire che quel fratello ha compreso il vero incipit di un capo di marina emigrante di poppa

  • ezio vinciguerra

    🙂 ciao Diego lo avevo intuito perché ti sei soffermato in un passaggio molto importante…buon proseguimento di lettura

  • Edoardo Saitta

    Caro Ezio, Ognina e i suoi pescatori sono laddove tu li hai lasciati, sempre nello splendido scenario di una Catania ca “cchiù sta e cchiù bedda si fa”. Tutto s’incupisce grazie alle crisi e ai malcontenti ma lei, sotto il nostro vulcano, è protetta e conserva il suo splendore. Spero di consolidare davvero quest’amicizia. del resto, tra due petulanti… Un caro abbraccio

  • Maurizio Gandolfo

    Ciao Ezio, come stai? Volevo chiederti: perchè ogni tanto non provi a svuotare o meglio a leggere i messaggi nella casella di posta @marina.difesa.it? Dai non è difficile. Ti abbraccio

  • ezio vinciguerra

    Ciao Maurizio che piacere risentirti. Il tempo passa e, purtroppo, non ti ho messo a conoscenza che sono passato nella riserva da maggio scorso. Non mi meraviglia neanche che la posta sia piena e che nessuno aggiorni, ormai è una rassegnazione collettiva e il nostro ambiente non è immune.
    Ho trovato parecchie soddisfazioni invece sul web, grazie a voi.
    Soprattutto ai marinai di una volta.
    Ti abbraccio e ti stringo forte forte al cuore.

  • ezio vinciguerra

    Si Maurizio ci sono arrivato acciaccato nel fisico e nello spirito.
    In tempi non sospetti ho scritto “Emigrante di poppa” che mi ha aiutato a comprendere meglio.

  • Maurizio Gandolfo

    Caro Ezio, tra poco ti seguirò. Io sono acciaccato nello spirito e deluso da una “famiglia” a cui ho dedicato con passione 32 anni della Mia vita, e tanti sacrifici della Mia famiglia. A gennaio sarò esonerato, e inviato in pensione.
    Mi permetterò di esprimere, con molta modestia, il Mio pensiero… sei un grande Marinaio!

  • ezio vinciguerra

    Non ci pensare neanche Maurizio è un dono speciale la vita. Adesso scrivo e penso per un amico e fratello speciale a cui tengo molto…

  • ezio vinciguerra

    [:-)] Maurizio carissimo, dimenticavo …
    mi fa piacere che il guerriero meriti il meritato riposo.
    Un abbraccio grande e profondo come il nostro mare

  • GINO SANTERCOLE

    CARO EZIO…
    MI HAI TOCCATO L’ANIMA E IL CUORE.
    CREDO FERMAMENTE CHE TI ABBIA MANDATO A ME,IL MIO AMICO:
    ” GESU’ ”
    CON GRANDE AFFETTO.
    GINO SANTERCOLE

  • ezio vinciguerra

    🙂 Mink Maestro Gino …quanto tempo.
    Il Re dei maestri, degli ignoranti come noi, unisce proprio come “Lui” ci ha insegnato…
    Vi auguro una terza, quarta, quinta, ecc. giovinezza.
    Se vi dico che avete rappresentato tanto per me lo sapete ma se vi dico che vi voglio tanto bene mi credete?

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