Mare portoghese (Fernando Pessoa)

Mare portoghese (F. Pessoa)

O mar salato, quanto del tuo sale
Lacrime sono della nostra gente!
Solcammo le tue onde. Quante madri,
Da allora , in pianti si sciolsero e quanti
Figli invano pregarono il Cielo!
Quante donne non ebbero marito
Perché tu fossi nostro, o mar ignoto!
Valse la pena? Se l’anima è grande
Tutto quel che si fa vale la pena.
Chi vuole Bojador (*) oltrepassare
Oltre la sofferenza deve andare.
Dio ha dato al mar l’abisso e la minaccia
Ma è lì, nel mar, che ha rispecchiato il cielo.

(*)promontorio della costa nordoccidentale africana, nel Sahara Occidentale (Marocco) a sud delle isole Canarie. Costituito da rocce arenacee, si eleva per 30 metri sull’Oceano Atlantico (detto anche Boujdour; in arabo, Ras bu Yeidur).

I portoghesi furono i primi a crederci
di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra
Il Portogallo fu il primo Paese a intraprendere l’avventura dei viaggi per mare, favorito com’è dalla posizione geografica. Il principe Enrico (1394 – 1460), detto “il Navigatore” inaugurò la stagione delle grandi esplorazioni marine, egli fondò una scuola di alta professionalità in campo marino e finanziò numerose spedizioni, circondandosi di abili navigatori e famosi cartografi. I progressi della tecnica navale, quali la bussola e il contamiglia (seppur molto impreciso), diedero a questi viaggi un minimo di sicurezza, sebbene i rischi fossero sempre molto elevati. Non si può parlare di grandi esplorazioni senza nominare la nave oceanica per eccellenza, la caravella, fu infatti grande il suo merito in tutte le spedizioni dell’epoca.
L’obiettivo principale di Enrico il Navigatore era quello di raggiungere la Guinea e assicurarsi quanto più oro fosse  riuscito a prendere; nel 1441 raggiunse la foce del fiume Senegal e si aprì la strada per  il golfo di Guinea e le sue cospicue ricchezze d’oro, avorio, schiavi.
Varcato l’equatore, Bartolomeo Diaz, nel 1487 riuscì nella storica impresa di doppiare il capo di Buona Speranza, la punta estrema del continente africano, dimostrando la possibilità di circumnavigare l’Africa per entrare nelle acque dell’Oceano Indiano.

https://www.lavocedelmarinaio.com/2011/08/i-portoghesi-furono-i-primi-a-crederci/

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6 risposte a Mare portoghese (Fernando Pessoa)

  1. ezio vinciguerra dice:

    Grazie Danilo per la segnalazione

  2. Danilo Corazza dice:

    non conoscevo questa poesia. l’ho letta solo alcuni giorni fa e ho pensato a te e a quanti solcano o solcarono le onde…

  3. ezio vinciguerra dice:

    … i portoghesi furono i primi a crederci. Poi arrivarono i colombi..

  4. Danilo Corazza dice:

    sai come ho scoperto questa poesia? leggendo un articolo su quella ragazza, Anna Lisa, morta nei giorni scorsi, che ha raccontato la sua malattia sul blog. nell’articolo veniva ripotarta la sua passione per la poesia e per Pessoa… e il verso “valse la pena? se l’anima è grande tutto quel che si fa vale la pena…”

  5. ezio vinciguerra dice:

    Ezio Pancrazio Vinciguerra ne vale sempre la pena di raccontare anche se ci vogliono tacitare… stanno succedendo cose gravi in questo paese per la morale italico-cristiana (leggasi pedofilia ed abusi sui minori o su chi non ha capacità di intendere e volere, per la gente di buona volontà (si muore ancora per 4 euro l’ora di lavoro a nero), per i malfattori che non pagheranno mai (leggasi stragi, omicidi, amianto, uranio impoverito, virus ecc.) e ancora stalking, pizzo, mafie, ecomafie, mobbing, discriminazioni razziali, politiche e religiosi in nome di che cosa e di chi? Si hai ragione vale la pena essere probi, retti, umili e onesti per avere un’anima pura. Mi permetto di linkarti una poesia pubblicata sul mio blog ieri e per uno che ha servito il suo Paese e ci crede ancora, è come avere ricevuto 5 stigmate…

    https://www.lavocedelmarinaio.com/2011/10/il-mio-paese-mi-fa-male/

  6. Isabella La Torre dice:

    Bellissima

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