L’immersione della barchetta

di Filippo Mallamaci
www.scubapoint.it

Una barchetta in mezzo al profondo blu, ecco cosa mi apparve di fronte agli occhi la prima volta che la vidi. Immobile, in assetto di navigazione, paradossalmente ancora abbordata alla sua boa.
Eppure siamo a 45 metri e in una gigantesca distesa di candida sabbia, tra i resti del relitto appaiono delle scure sagome (quattro enormi scorfani scrofa)…
Era molto tempo che non ne vedevo di così grossi. E poi all’improvviso, come se qualcosa mi spiasse, si avvicinano, i miei occhi dentro il monitor della videocamera erano fissi su quel rosso fuoco che evidenziava lo sguardo arrogante e presuntuoso dello scorfano, lui, lì fermo impassibile tra gli spirografi che ricoprivano la paratia della barchetta. Ma loro scrutavano me e si avvicinavano sempre più, forse attratti dalle mie bolle e dal sedimento che le pinne alzavano ad ogni mio movimento, fin quando il desiderio di sapere, su chi stesse invadendo il mio campo d’azione, mi costrinse ad alzare gli occhi.
Per un attimo rimasi basito, incredulo…. lo scenario presentatosi, un’immensa nuvola di trombetta era sopra di me: centinaia di occhi scrutavano questo terrestre che con quattro fari e un costante getto di bolle invadeva il loro campo. Il mio Cochran si mise a suonare, avvertendomi, che il tempo consentito per una poco opportuna risalita diretta verso la superficie era finito, e che i miei compartimenti, (perlomeno quelli veloci), erano già saturi di azoto, quindi mi attendeva una generosa decompressione. Ma la situazione era irripetibile, non potevo rinunciare, scrutai rapidamente il manometro, 150 bar….. si può fare, dissi tra me e me, dopo aver sistemato i quattro fari ed essermi posto in leggero galleggiamento positivo, iniziai con il play.
Da sotto , da sopra, di lato, zummato, veloce, a scatti, aperti, chiusi, vicini, lontani, ….che emozione! Il cuore era a mille, che riprese e… vaiiii! Stavolta è quella buona. D’improvviso rinsavisco e mi rendo conto che il tempo trascorso è veramente oltre ogni limite. Minuti 20, aria 80 bar, ma che cazzo ci faccio ancora qua sotto? Risalgo con gli occhi che non si staccavano dalla barchetta, memorizzando i punti salienti per la futura immersione, arrivo dopo una lunga e lenta risalita a 17,5 mt., eseguo un deep stop per 2 minuti, successivamente mi fermo prima a 6 e poi a 4,5 metri per completare la mia deco. Questi sono i momenti in cui un sommozzatore riflette sulle procedure effettuate e sulle fesserie fatte. Onestamente, a mente fredda, mi pare di averne fatte parecchie, ma si sa, la fortuna aiuta gli audaci e chi comunque confida molto sull’esperienza acquisita in tanti anni d’immersione, e sulle conoscenze maturate sui libri, facendo continue sperimentazioni. Dopotutto, se sono qui a raccontarla vuol dire che tutto è stato fatto secondo coscienza, (la mia), alla prossima.

Si ringrazia per la gentile segnalazione Fabrizio Pirrello
http://www.gravityzero.it
http://www.cochran.it
http://www.cedifop.it
http://www.mutastagna.com
http://fabrizio-pirrello.blogspot.com/

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5 risposte a L’immersione della barchetta

  1. Pierpaolo Rubeo dice:

    Grazie 1000!!!

  2. Capelli Bruno dice:

    il successo inizia dal cuore.
    metti i tuoi obiettivi e le tue priorità nel giusto ordine
    e sarai già a metà dell’opera.

  3. Giancarlo Siciliano dice:

    grazie molto bella e suggestiva la sua immersione

  4. Gianluca Spinelli dice:

    Grazie mille Ezio per gli articoli e per l’impegno che dedichi ogni giorno per noi marinai. Ancora grazie

  5. Don Gino Delogu dice:

    I poveri, i malati, gli anziani, i senza tetto hanno urgente bisogno del nostro aiuto. Perchè possano contare sulla nostra concreta solidarietà.
    Buona domenica a tutti. XXVIII del Tempo Ordinario. Anno/A.

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