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Abbiamo urgente bisogno di profeti

di Alessio Patti (Commediografo, scrittore e compositore)

Amici del marinaio,
“Sognatore” è un uomo con i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole” (Ennio Flaiano) e così è per Alessio Patti.
Solo poche immagini e poesia per far calare il lettore e lo spettatore in una vita sospesa tra incantevole sogno e cruda realtà, sullo sfondo di una Sicilia anch’essa rappresentata tra tragicità e speranza, con un linguaggio semplice ma avvincente che ci trasporta sulla vita di tanti esseri pirandelliani costretti a tarparsi le ali per non restare in un mondo di vane illusioni. Il dolore è ridotto all’osso ma il sognare impera sulle vite come nutrimento sano, non inquinato da luoghi degradati, da speculazioni edilizie, da guerre, dalla prepotenza ed arroganza dei “forti”.
Conosco solo virtualmente Alessio, come tanti bloggers ci scambiamo informazioni, ma vi assicuro che farò di tutto per farvelo conoscere attraverso questo piccolissimo diario di bordo, conoscerlo di persona per abbracciarlo e dirgli  che è immenso…proprio come il nostro mare.
Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

..E mentri pi difenniri di li potenti la gloria iddi morunu, la vuci di lu cumannu non s’agita, la senti scaccaniari e diri: – Mortu ’n-parà… si ni fa ’n-àutru!


Senza voler per forza entrare in ambito religioso – tanto a me non va – sento di dire che l’umanità ha oggi più che mai il bisogno urgente di profeti, di nuovi annunciatori di bene, di testimonianza di fede e d’amore. Quelli avvezzi all’annuncio di sole disgrazie li rimandiamo tutti al mittente, non sappiamo cosa farcene visto che all’inferno ci abitiamo già.
Iddio, quello vero, non ha mai mandato diluvi sulla terra, mai fuoco e fulmini, mai voluto distruggere il genere umano, ne punirlo oltre le sue già cospicue sofferenze. Dio ha mandato Gesù e altri uomini e donne con l’incarico di dirci che il Padre attende che siamo noi in libertà a decidere cosa scegliere e chi servire…
Per sconfiggere questa barbaria che esce dall’uomo che uccide senza pietà bisogna contrapporre uomini capaci di realizzare un progetto d’amore e non solo capaci di belle chiacchiere.
Persone come voi cari amici sono oggi alcune voci di coloro che gridano nel deserto dell’orrore e del raccapriccio umano, indicando una strada diversa, più consona al cuore, che è quella della casa del Padre innamorato d’ognuno di noi.
Con tutto il bene e l’amore che abbiamo nel cuore è davvero ridicolo ridursi a questa poltiglia antiumana e produrre costantemente questo fetore di guerra e del fastidiosissimo rombare delle armi. Sforziamoci piuttosto di amare di più, di tendere la mano una volta, e poi due, e poi sempre così abituandosi a servire l’umanità come la servì Cristo che venne umile a lavarci i piedi prima di morire per noi.
Pensiamo forse che il gesto di Gesù sia stata una umiliazione? No, miei cari amici, nessuno ha un amore più grande di colui che è disposto a perdere la propria vita per i suoi amici… Altro che servo, altro che umiliazione, qui si tratta solo ed esclusivamente di amore!

 

Biografia
Nato nel 1959 in una Sicilia povera, ma da sempre ricettacolo di grandi sentimenti, sin dalla più tenera età Alessio Patti ha iniziato a scrivere le sue sensazioni nella lingua di questa terra, il siciliano, consumando pagine e pagine di diari, raccontando l’esperienza del dolore e della sofferenza di se stesso, della famiglia e del suo popolo che più degli altri in una strana Italia, solo apparentemente unita, languisce nella miseria.
Negli anni ‘90 approda al teatro siciliano di cui sono fino ad oggi, con molteplici opere prodotte, un fervente sostenitore debuttando la commedia “U matrimoniu” opera umoristica che coglie gli  “aspetti fisiologici” che la natura certe volte impone alle creature umane.
Dopo un periodo di maturazione scrive la sua prima commedia musicale “Investigation & L’Onurata Società” opera  che espone e definisce in modo ironico e provocatorio i ritmi parlati e cantati e le realtà amene e iraconde del vivere quotidiano di due gruppi opposti di cittadini e del loro insopprimibile bisogno di relazione.
Nel 1998 scrive “Viculu Sacramentu”, ciclopica opera di ben 10 ore di recitazione. Si tratta di una raccolta di brevi stesure che nel loro insieme tracciano i sentimenti e le antinomie della gente comune di Sicilia senza  risparmiare peccati e vizi di una società isolana che alla fine degli anni ’60 si preparava, un po’ più pigramente di altre, ad un grande salto evolutivo.
Nel 1999 ancora una commedia “Don Pracidu”, una storia brillante che racconta lo strano sogno di un povero venditore di “calia e simenza”, scenario poetico che dipinge in modo austero il carattere dei poveri e il loro desiderio di sopravvivere alla dura vita, rimescolando il proprio destino
La vera e propria fame di scrittura  non lo abbandona mai e, col trascorrere degli anni,  si arricchisce di nuovi motivi da testimoniare alle moderne generazioni, di denuncie da rivolgere a chi non ha tempo e voglia di sentire i bisogni del popolo siciliano, servendosi  del linguaggio artistico e morale delle commedie come “Trenta jorna di spitali”, potente testimonianza di una vicenda realmente vissuta e “Sciara Curìa”, ritenuta dalla critica una piccola gemma dell’arte teatrale siciliana. A queste si aggiungerà il dramma “Sugnu siciliana e mi nni vantu”, un testo poetico, quasi una favola, che testimonia come non è la blasonata posizione sociale che rende regia la persona, ma è l’amore in tutti i suoi aspetti, anche verso se stessi e la propria identità, a rendere regale la vita di ognuno di noi.
Con “L’Agape alato”, scritto nel 2005, si corona il sogno di rendere giusta testimonianza alla terra di Sicilia, all’amore e ai sentimenti di una famiglia che ne ha dipinto la storia più semplice.
Nel 2010 ho pubblicato un  CD di canzoni “Eri uomo” il cui omonimo brano è lo scandaglio dell’anima di fronte al dramma feroce dell’aborto e, nello stesso anno il CD di canzoni in lingua poetica siciliana “Essiri sicilianu”.
Il suo fermento culturale può essere condiviso su facebook al seguenti link
https://www.facebook.com/alessiopattilinguapoeticasiciliana
https://www.facebook.com/groups/205807972767598/

44 commenti

  • NC Ima Ges

    appunto Giuseppe, di questa nostra povera PATRIA oggi cu ni voli a peddi e cu ni voli l’ossa

  • Novara Marianna

    Alessio quanto percorso artistico e di vita, non finirò mai di stupirmi del tuo talento e della tua umanità, ♥

  • Giuseppina Cassini

    Tristissima, melanconica ma diventa nostra ogni qualvolta sentiamo lo sdegno per la guerra (la chiamano missione di pace).

  • Marcello Il Principe

    La pace non si invoca a raffiche di mitraglia e tricolori a coprire le bare dei poveri figli di povere famiglie di quaesta povera patria…..i figli dei potenti dai nomi indiani come Geronimo a fare il vice presidente ACI e in tv a parlare senza sapere che dice, armiamoli questi figli di questa casta mandiamoli dove si muore e quese guerre in 48 ore finiranno. che dici La Russa?

  • Santo Trovato

    Art. 11

    L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

  • Anna Lamberti

    Non è possibile che tanti giovani debbano morire per la “cosiddetta missione di pace”,a me più che pace mi sa di una mattanza..In più devo dire che sono profondamente indignata per i ragazzi morti in un incidente,quindi niente funerali di stato…ma non sono morti in quei posti dove erano in missione?

  • Eleonora Becelli

    L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA POI VENDE ARMI….FRATELLINO QUANTO DOLORE….POVERI FIGLI NOSTRI….MORTO UN PARA’ SE NE FA’ UN ALTRO….E CERTO CARNE DA MACELLO….COME SONO INDIGNATA FRATELLINO!!! ALTRO CHE PACE…VIDEO MOLTO TOCCANTE, GRAZIE♥

  • Adriana Pedicini

    Il dramma della guerra è antico quanto il mondo , ma non è più tempo di eroi e virtù eroiche: anzi sono eroi questi poveri ragazzi sventurati mandati al macello, ma non lo è la società che non coltiva il sentimento di pace e non lo sono i governi, sia quelli che opprimono che quelli che vanno “a liberare”. Regna sovrano l’interesse e tutori della pace sono esclusivamente coloro che ci rimettono la pelle, crollando in un unico destino di morte insieme a tanti esseri umani sopraffatti dall’indifferenza di chi”tira le sorti” a tavolino. Pietà per i morti!

  • Giuseppe Bonura

    ‎” A la radiu,quasi distrattamenti, ascutamu la nutizia di suldati morti”. Questo verso mi ha colpito di più. Sai alessio, quante volte mi son detto: ” Se muore un soldato, un bambino a causa della guerra , cento bambini , cento soldati, chi fa caso? Quasi che fosse naturale che le persone muoiano per fatti innaturali. Una volta partiva pure il re a fare guerra, perchè adesso non parte per primo il Presidente del consiglio, ? Se non lui , perchè non vanno in guerra, anzi in missione di pace, i suoi figli? Se morisse qualcuno di loro noi faremmo più attenzione: ” “Mizzica, è morto il figlio del Presidente!”- Questi sono figli di nessuno e non facciamo caso. I governanti, invece, gli mettono la medaglia in petto. Un poeta sensibile come te non poteva non trattare anche questo argomento. Ciao e buon pomeriggio.

  • Michelangelo Marson

    Dare la Vita per un Ideale è sempre eroico . Troppo spesso
    il Sacrificio non è giustificato . E’ la guerra che distrugge
    ogni ideale . Le armi sono da bandire ma penso purtroppo
    che sia stato e sarà sempre così .
    I pochi potenti tireranno le fila e il Singolo morirà senza sapere perchè o per Chi ….
    Per l’Umanità pare che si debba combattere in eterno con la stessa frequenza dei Cicloni o degli Uragani quasi fosse qualcosa di naturale da subire nella più completa impotenza.
    Finchè non si capirà che l’Uomo e la Sua Vita debbono essere il Valore più Elevato in cima e sopra ogni tipo di Potere Interesse Egoismo Partito Politico Religione Cultura ……
    nulla cambierà mai !
    A noi resta solo indignazione e pianto.
    Grazie Fratello per la Tua Poesia di Altissimo Livello Morale.
    ♥♥♥

  • Lina Intruglio

    Alessio, purtroppo questa mattanza innocente , credo sia nata con la creazione stessa dell’uomo! potere ,ricchezza, invidia e soprattutto IGNORANZA, hanno sempre alimentato guerra e guerre in tutto il mondo, sempre , dall’alba della vita ! quanti caduti , quanti giovani non faranno piu’ ritorno alle loro famiglie ,che resteranno a piangere per tutta la vita. Da giovane ,mi chiedevo sempre: ma perche’ ci sono tutte queste guerre nel mondo?? Negli anni 60, si parlava sempre della guerra in Vietnam!!… molti anni sono passati, ma nulla e’ cambiato. l’argomento che funesta le pagine dei giornali e’ sempre uno :guerra.la controparte di una guerra non e’ pace ma morte! “potenti “della terra, ve lo dovreste ricordare !!

  • Carolina Dinotte

    Finalmente, un ricordo scritto col cuore per i giovani che muoiono in guerra. Alessio, mi sono emozionata moltissimo ed ho pensato che, fra le tante ingiustizie, quella della guerra è veramente la più terribile. Grazie, grandissimo fratello.

  • Mina Pensi

    Morire per altri,per decisione di altri..!!!Offerta di giovani vite per uno sporco gioco di potere e di gloria mal riposta….!Il mondo sembra abituato a tali martiri …che nel tempo vengono scavalcati da altri in una macabra successione….Tutti siamo coinvolti!!!!Tu questo lo gridi e lo soffri!!!!!!La tua voce,sì,è un grido!!!Caro Alessio♥♥♥

  • Giovanni Grasso

    Giuvai Paulu Secunnu,/dissi: a guerra è ‘n’avvintura senza tornu!/Chissu ‘u sapi macari Napulitanu,/ma, comu sempri, fa ‘u tabbaranu,/ e ‘ndo tempu tanti figghi di matri,/lssunu giuvintù e tutti l’autru cosi. (mi raccumannnu Alessiu, non circari l’endecasillubu!)

  • stella quercia

    IN NOME DI CHI…PER CHI…SI UCCIDE E SI RIMANE UCCISI? PER LA PATRIA? NO…PER L’INGORDIGIA DEL POTERE…SI !HAI DETTO BENE CARO FRATELLO..ORMAI NON FA PIU’ NOTIZIA LA MORTE…PERCHE’ SIAMO GIA’ MORTI NEI SENTIMENTI…CHE TRISTEZZA!!!!! IL TUO PIANTO E’ UNA STILLA CHE PURTROPPO SI PERDE NELL’OCEANO DELL’INDIFFERENZA…MA PER FORTUNA BAGNA ANCORA TANTI CUORI…GRAZIE ALESSIO…♥♥♥

  • Peppino Riso

    Un essere infingardo, ex venditore di padelle assurto con ‘ndranghita e Cosa Nostra a capo dell’Italia nostra ha mandato a morire tanti figli di mamma per nascondere con queste azioni tutte le sue malefatte . Che il loro sangue ricada sulle teste dei suoi figli e di tutti coloro che hanno e avranno il suo DNA. Che iddio lo ripaghi per i suoi meriti, essere nefando e abietto.

  • Silvy Onichini

    Alessio caro, sempre toccante con i tuoi brani ….piccoli capolavori che toccano il cuore!! Silvy ♥

  • Nicola Comunale Rizzo

    La guerra di per se è una dimostrazione di barbarie… altro che missione di pace… Muoiono, oltre ai soldati, anche cittadini innocenti (bambini, vecchi, persone deboli e inermi) a centinaia giornalmente… Se si aggiunge che la guerra risponde a interessi economici e di poteri di alcuni individui ignobili… è già il massimo dell’aberrazione mentale… Quindi perché ci dobbiamo meravigliare per il cinismo mentecatto di un “capo” militare?
    Grazie Alessio per regalarci un’opera artistica che ci fa “pensare” a questa grande ingiustizia…

  • Adriana Scanferla

    E’ vero Alessio, ormai si combatte e si muore nell’indifferenza generale.Bene hai fatto a mettere il dito nella piaga.
    Sul muro c’era scritto col gesso:
    -Bertolt Brecht

    vogliono la guerra.
    Chi l’ha scritto
    è già caduto.

  • Giovanni Contino

    se l’uomo fosse realmente un animale ragionevole,allora avrebbe già imparato la lezione dal passato…ed avrebbe capito che qualsiasi guerra,per qualsiasi ragione si combatta,non ha portato mai nulla di buono…ma ha portato con sè solo morte,dolore a distruzione.la guerra non potrà mai definirsi mezzo con fini umanitari…perchè di umanitario,a parte gli umani che la finanziano,la combattono e la subiscono vi è ben poco.la vera guerra quella in cui ci si può sentirsi veramente fieri d’averla promossa,pianificata e vinta…non va fatta con le bombe…ma con le idee!!!!gli eroi stanno ben al di sopra del sangue e delle trincee.

  • Milagros Mendoza De Zamora

    Guerre m……..!!! Alessio, grazie del tuo essere umano! Poesia di questa triste faccia della ‘vita’ disumanizzata!

  • Alessio Patti

    Grazie amici miei! E’ vero ciò che commentate. Il concetto di guerra di un tempo nel quale i generali e figli dei generali erano sempre in prima fila nelle battaglie, oggi è totalmente cambiato, dimenticato. Si è dimentichi anche di orgoglio e testimonianza, di coraggio e audacia, e si è preferito mandare al macello i figli della povera gente (e diciamocelo che i soldati di oggi vanno a fare la guerra in terre lontane per guadagnare dei soldi che altrimenti nella propria terra non potrebbero guadagnare) sapendo che a morire saranno soltanto loro. Falsa pietà al rientro delle salme ed già pronto il prossimo plotone di giovani soldati da inviare in sostituzione di quello fatto fuori dai nemici dei potenti.
    Questa è la realtà brutale e fredda (da raggelare l’anima!) che coinvolge tutti noi, i nostri figli, e la poesia, con i suoi versi liberi, con le sue parole inzuppate della sofferenza e del dolore dell’uomo, denunciano l’oppressione e l’oppressore più potente che ha reso schiavi i popoli e le nazioni: l’occulto!
    Non c’è stata mai vera democrazia tra la società degli uomini e chi ha tentato di applicarla è stato fatto fuori dai poteri occulti di questo mondo così pieno di croci. Immense sono state quelle del passato, sterminate sono quelle presenti e incalcolabili saranno quelle futuri.

    Dio perdonaci!

  • Santina Russo

    Alessio, mi sono venuti i brividi e mi sono spuntate anche le lacrime, ascoltando i versi di questa drammatica poesia abbinate a delle immagini che a ciascuno di noi sono familiari. Chi, in quelle divise non riconosce almeno una persona cara, un fratello, un amico, un figlio, un marito… La realtà che ci presenti in questo video è la stessa che spesso, troppo spesso, ci presentano i telegiornali: giovani militari in missione, morti e rientrati in patria osannati come eroi, portati in spalla dai commilitoni, davanti ai volti mesti e addolorati dei nostri cari governanti… queste immagini, come ci vengono presentati in tv, ormai non ci toccano più, non ci emozionano… Guarda invece la poesia come riesce a coinvolgere tutta la sfera più profonda della sensibilità umana, come riesce a toccare le corde più intime del nostro io: versi declamati con tutto il dolore di chi respinge ogni forma di violenza tra gli uomini, di chi veramente piange la morte di questi soldati, siano essi fratelli o sconosciuti, sono sempre nostri simili, figli dello stesso Padre… Chi li comanda, invece, li guida solo come marionette a suo uso e servizio,come numeri, come simboli senza volti e senza nome… delle bare vuote!

  • Alba Schembri

    Carissimo Alessio come dice Michelangelo la tua opera è ad altissimo livello, tocca una tematica che nel profondo dell’uomo dovrebbe farsi sentire forte, maledetta guerra che non depone mai le armi, maledetta guerra che vede i nostri fratelli ammazzati, che vede la miseria le tribulazioni, guerra che è solo sterminio… di uomini, donne e sopratutto di fanciulli innocenti, dovremmo deporre le armi non subire più questo richiamo alla guerra, quando avverrà carissimo Alessio questa consapevolezza nella coscienza umana che la Guerra è solo distruzione? quando si cesserà di pensare di operare ancora tramite di essa solo per sete di potere? Spero che un giorno tutti gli uomini del mondo riescano a ribellarsi a questo, che non siano più burattini nelle mani di chi comanda solo per distruggere! Bellissimo video dal testo che tocca davvero il cuore, una interpretazione favolosa immagini e musiche che come una cornice fammo risaltare quest’opera davvero grande… Alessio bravissimo sei grande amico mio ti voglio bene ♥♥♥

  • Francesco Forestiere

    Fratello Caro dal mio letto di terapia in quel di Pavia ho pur tuttavia modo di compiacermi e apprezzare il frutto della tua elevata soglia di sensibilità che diviene germana a Chi in ogni angolo del mondo eleva con sdegno il cantico della sofferenza e del dolore immolando se stesso vanamente. ho sentito commentare di guerra di ideali…ma quali…fratello caro…quelli che ci contrabbandono come tali a coprire il più turpe mercimonio e ladrocinio ..? non ha nessuna logica e nessuna giustificazione ..d’altronde basta captare il meraviglioso messaggio che con la tua multiforme arte ci hai voluto generosamente partecipoare….

  • Giuseppe Militello

    La Sicilia e l’ Afghanistan. Due terre della sofferenza: di “morti” viventi la prima e di viventi (poi) morti la seconda. Terre di lutti e di lotte, dove il nero della sciagura, si mescola con il rosso della carneficina. GRAZIE Alessio per averci regalato queste parole nella nostra viscerale lingua, che ci rinsangua dal grigio presente.

  • Pino Contino

    POETA : ALESSIO PATTI ; I RAGAZZI SONO IL NOSTRO SANGUE E MOLTI UOMINI POTENTI SONO…VAMPIRI . ALESSIO GRAZIE HO GRANDE STIMA DI TE’ E POI DI ME !

  • Gianni Gulino

    La guerra è sempre un fallimento, soprattutto se è mossa, come nella maggior parte dei casi, da motivi economici o politici. Muoiono molti più edili o metalmeccanici che soldati, e i primi non sono avvolti dal tricolore anche se a condurli a morte sono stati gli stessi motivi e non lo meritano meno. Prego Dio perché ci metta nelle condizioni di doverci necessariamente inventare un nuovo stile di vita, autentico…frugale. Il futuro è nella terra e nelle umili mani di chi la ama, di chi la conosce

  • Alessio Patti

    Sul terreno della sofferenza sia il figlio che la madre terra si trovano sul medesimo piano. Da una parte lei, trafitta dalle piaghe di una storia che l’ha stuprata in tutta la sua bellezza, più volte fatta abortire, più volte resa vedova, più volte strappati dal ventre i figli sani. Dall’altra lui, costretto alla stessa sorte della madre, a non trovare pace e amore tra i suoi seni profumati di latte. Egli la ama più di se stesso e le rivolge uno sfogo, non per darle altro dolore ma per mostrargli come il destino e l’egoismo umano abbiamo deluso le sue aspettative, i suoi sogni. Nel suo ventre puro egli cercò l’oasi della sua vita e vi trovò solo lacrime, cercò la bellezza e l’amore e vi trovò solo cenere. Insomma il terreno fertile nel quale fu accolto presto divenne per lui spiritualmente arido a causa del giogo dei CAINI che avevano piegato il collo della madre, resa schiava, privata della dignità e di quella armoniosa lingua che era divenuta nenia, musica e canto per i suoi sensi.
    La causa di questa delusione di entrambi era pertanto la conseguenza del male che essi avevano subito. Ma il figlio sa quanto sia grande l’amore della madre che, se pur ferita nel profondo e preda del dolore, non smetterà mai di lottare e di amare i suoi figli, e vi si affida totalmente. Sa di non avere più molto tempo per difendere con le esigue forze rimaste la vita e lo spirito di libertà dei suoi fratelli; sa anche che presto deve andare via e la esorta a proteggere questi suoi fratelli e di amarli come se fosse egli stesso a farlo. La esorta a dire a questo sventurato popolo che egli sta tornando da loro, che è a mezza via, nel senso che farà ritorno non fisicamente ma attraverso i suoi versi, la sua poesia, i sentimenti che dal seno della madre ha colto, protetto e condiviso con i suoi fratelli. Anche se questi ultimi continuassero a vivere nel dolore e nella miseria, egli chiede alla madre terra di offrire loro la speranza del riscatto, della ripresa della dignità e della libertà. Chiede di dire ai suoi fratelli di avere speranza qualunque cosa accada loro, che non conta niente, l’offesa, il dolore e la sofferenza nell’ideale della libertà, anche se questa verità contiene nel suo seno una grande bugia.

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