Poesie,  Recensioni

Triglie all’aglio

Lirica di Vittorio Fioravanti



Triglie all’aglio
trattoria sugli scogli
spogli tralci
d’uva appassita

La sigaretta accesa fra le dita
m’alzo a scrutare
venire il mare
in lunghe onde di spuma
tra barche mosse
e boe rosse ancorate
storto un pontile di legno
nella nebbia che sfuma
sull’ampia veranda

Vino buono da bere
m’assegno il tavolo fuori
la sedia vuota
dove sedeva mia madre
così come la ricordo
parole dette fra sguardi
con un gesto di mano
con un sorriso

Lerici colta al volo
un’ultima volta ancora
ad ali spiegate
come un gabbiano
Penso a mia madre
al chiaro suo viso
nell’intenso profilo
del castello imponente
le ciglia in pianto nel vento
brindando con me serena
gli occhi negli occhi

L’aglio soffritto
la tovaglia a quadretti
un cestello di paglia col pane
la bottiglia di vino nostrano
Non c’è niente di meglio
avrebbe ordinato le triglie
Le avrebbe volute affogate
nell’odoroso sughetto
che preparava in cucina
sul fornello di casa al Canaletto
sull’azzurra fiamma del gas
con la finestra spalancata all’aria
su al quarto piano

Così resto qui fuori all’aperto
col cameriere interdetto
Fa freddo ma fa lo stesso
Ho stretta in cuore ben salda
l’amara parvenza di lei
la calda presenza qui intorno
di Mamma Clara

Novembre 2007

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *