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Salvatore Amore e l’arte dell’intarsio

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

… quando la vocazione viene prima del profitto e abbraccia l’umana solidarietà.


Salvatore nasce a Lentini (Siracusa) il 25 aprile 1936 e vive la sua infanzia al riparo delle bombe della 2^ guerra mondiale. Di famiglia modesta frequenta le scuole medie ed impara il mestiere del marmista.
Con il marmo, questo pezzo di monolite duro, stringerà un solidale rapporto che lo farà approdare  a soddisfazioni impagabili nella sua vita-carriera di  artigiano-artista  dell’intarsio.
Nel 1962 si sposa e si trasferisce  a Melbourne in Australia dove partecipa al restauro della Chiesa Anglicana di San Paulo.
Per motivi di salute è costretto a rientrare nella sua Sicilia e, più tardi, trova impiego presso il locale ospedale di Lentini.
Ma Salvatore ha un pensiero fisso, quello di lavorare il marmo e insegnarne i segreti al  figlio Gaetano. Buon sangue non mente e il figlio mette su un laboratorio d’arte sotto la supervisione del padre.
Nel 1991 purtroppo Salvatore perde l’adorata moglie, Nuccia Salviani, e in memoria di lei e della sua infanzia, inizia a scolpire una  lapide in onore dei Caduti della 2^ Guerra Mondiale che donerà al Comune di Lentini.
Ogni qualvolta accadono “sventure”  Salvatore, con la sua sensibilità di artista, si chiude nel suo laboratorio bottega e comincia a scolpire ed intarsiare il marmo.
Cosi è accaduto per i tragici fatti delle” Torri Gemelle e del Pentagono” dove realizza, in memoria dei caduti,  la bandiera americana in marmo  che donerà  al popolo  americano. Per questo nobile gesto di solidarietà, ogni anno, il 4 luglio, Salvatore è invitato dall’Ambasciatore d’America in Italia  a festeggiare l’Indipendenza americana  a Villa Taverna a Roma.
Anche  i fatti di “Nassiriya” lo segnano  nel profondo dell’animo e con gli inseparabili arnesi del mestiere inizia a scolpire la lapide che sarà da lui donata alla caserma dei Carabinieri di Lentini.
Con il figlio Gaetano ha realizzato parecchie opere, alcune così belle che le Istituzioni  non hanno esitato ad esporle nei propri musei o sale consiliari, alcune ad esempio  ispirate dalle poesie di Pascoli e Carducci, sono esposte nei rispettivi musei a loro dedicati.
Salvatore non si ferma un attimo, ama  trascorrere  il suo tempo nel suo laboratorio-show-room con l’inseparabile scalpello e ormai inseparabile pezzo di marmo a cui da del tu.
Quando sono andato a trovarlo nel suo laboratorio per approntare questo articolo su di lui, la cosa che mi ha colpito è stato un bellissimo tavolo che rappresenta la “Rosa dei Venti”.
Salvatore mi dice che lo metterà in vendita al migliore offerente ed il ricavato lo destinerà interamente all’Unicef per i bambini d’Africa. Mi confida sottovoce, quasi timorato, che quando lo ha realizzato il suo pensiero fisso era rivolto a tutti quegli emigranti che giungono presso le nostre coste così come all’inizio del secolo scorso erano i nostri fratelli italiani a sbarcare in America a cercar fortuna…


Per ulteriori informazioni e contatti diretti
Salvatoreamore36@alice.it
Tel 338-4928355

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