Emigrante di poppa,  Racconti,  Recensioni

Quello che gli emigranti di poppa si dicono

dialogo di tre emigranti di poppa


Giuseppe Orlando – 24 gennaio alle ore 16.59
Ciao Ezio, grazie per tutto quello che fai e per l’impegno che metti in tutte le cose.
Ho condiviso  “LA FINESTRA SUL MARE” ( http://www.facebook.com/album.php?id=1417821591&aid=2031709 )
con un mio amico di Catania, e dopo avermi ringraziato, mi chiede se tu sei parente di un ex ferroviere di Castelmola, che portava il tuo cognome…..mi dai risposta? ti abbraccio Orlando

Ezio Pancrazio Vinciguerra 24 gennaio alle ore 17.13
Ciao Giuseppe,
…era mio padre!
E’ morto che io avevo poco più di 10 anni.
Proprio a Lui ho dedicato il mio primo libro (che è poi un romanzo che parla di Sicilia e naturalmente di Castelmola) “Emigrante di poppa”.
Trovi qualche stralcio sul mio sito…
Il libro già in commercio forse verrà forse presentato a Marzo – Aprile a Castelmola (politica permettendo) ma mi piacerebbe presentarlo anche presso le sedi ANMI o circoli affini, Comuni perché parla di Mare, musica, pescatori e…SICILIA. La nostra Sicilia.
Ti abbraccio e ti stringo forte forte al cuore Ezio

Giuseppe Orlando 24 gennaio alle ore 17.25

….mi stupisco sempre più, e mi emoziono anche.
Il mio amico, che si trova a Catania, ma originario di Caronia (Me) era Capo treno e ricorda bene tuo papà (ma non rammenta il nome) perché dice la memoria sta diventando corta, comunque lo comunico a lui perché ritengo positivo circondarci di VERI AMICI di cui se uno affina la ricerca non solo ci si conosce, in ultimo si finisce che siamo anche parenti, ciao Ezio ti abbraccio Giuseppe

Ezio Pancrazio Vinciguerra 24 gennaio alle ore 17.39
…digli che si chiamava Giorgio, come mio figlio, come mio nonno.
Giuseppe ti posso chiedere il nome del tuo amico e se sta su facebook?
Non vorrei essere invadente tu risiedi a Catania e fai parte del locale Gruppo ANMI?

Giuseppe Orlando 24 gennaio alle ore 18.32
…ok già fatto, il mio amico si chiama Umberto VERDE e sta su Facebook, assolutamente non sei invadente.
Io abito a Taranto a 100 metri da Maricentro che tu remember anch’io come vedi sono un “Emigrante di poppa”

Ezio Pancrazio Vinciguerra 25 gennaio alle ore 10.37
Ciao Umberto,
grazie per avere accettato l’amicizia di questo “petulante” marinaio che ama la vita, la musica, scrivere e naturalmente il mare.
Abbiamo un amico in comune per me importantissimo, Giuseppe Orlando, e già una grande notizia non ti pare?
Sono nato a Castelmola ed ho vissuto la mia infanzia e giovinezza a Ognina, come mio padre, come mio nonno. E tu?
Sono certo che la nostra “navigazione virtuale” ci condurrà dritti dritti al porto dell’amicizia e della solidarietà.
Un abbraccio Ezio
P.s. I miei ricordi più belli sono depositati tutti li nella costa Jonica della Sicilia e soprattutto a Ognina. Ti invio il link del mio sito www.lavocedelmarinaio.com in modo da poter comprendere chi sono e come la penso.
Sono certo che il mio papà da lassù apprezza!

Umberto Verde – 7 ore dopo
Certamente è bello avere un amico comune come Peppino Orlando, ed è altrettanto bello
avere incontrato il figliolo di un uomo che ho conosciuto tanti anni orsono, del quale conservo a tutt’oggi un bellissimo ricordo. Abitavate a Catania, ma tuo padre sognava Castelmola, ove, se non ricordo male, aveva la casetta e un pezzettino di terreno. In quel tempo non eravamo ricchi (per non dire che eravamo poveri!), ma avevamo la ricchezza della modestia, dell’umiltà, dell’orgoglio d’essere onesti e dell’attaccamento alla famiglia.
Ognina,durante l’estate, è il luogo delle mie passeggiate serali, ma ti assicuro che non è più quella di una volta, oggi bisogna rassegnasi al disordine, al chiasso, alla sporcizia, agli scippatori, nei quali mi sono imbattuto anch’io: hanno scippato mia moglie mentre a sera ammiravamo poeticamente il mare e la luna. E la poesia è diventata tragedia!
Un abbraccio. Umberto.
P.s. Ti invio una foto di un Elaborazione…poetica di una notte di Ognina.


Ezio Pancrazio Vinciguerra – 3 ore dopo
Mi piace tantissimo l’elaborato e chiedo il permesso di pubblicarla sul mio sito…
Posso comprendere il tuo stato d’animo che è anche il mio, il nostro, cioè di quelli che costruiscono e mai demoliscono.
La città ha bisogno del nostro aiuto specie in questo momento di incertezze dove la meritocrazia che è un cammino lungo e sinuoso è stata sostituita “dalla via più breve del tutto e subito”
… o peggio “dell’io sono superiore a te” che è l’anticamera del razzismo.
Noto con piacere che anche tu hai un blog e, se desideri, possiamo scambiarci informazioni.
Ti abbraccio e ti stringo forte forte al cuore. Ezio

Umberto Verde – a seguire
Per pubblicare non hai bisogno di permesso, anzi ti ringrazio per l’attenzione. Io di blog ne ho tre, su facebook ne inserisco solo uno questo:   www.lasantaragione.blog.tiscali.it
E’ un blog molto visitato, fino ad oggi sono oltre 7000 visitatori, ma pochissimi commenti forse perché… i caronesi non intendono esporsi in quanto il blog denunzia i problemi di Caronia, paese natale di Peppino, dei miei genitori e di Romana mia moglie.
Affettuosamente, Umberto.

Ezio Pancrazio Vinciguerra – a seguire
Vedrai Umberto che pian piano la diffidenza dei tuoi concittadini lascerà posto all’umana e cristiana solidarietà.
Non c’è nulla da nascondere stiamo vivendo l’epoca delle verità dentro una bugia e viceversa.
Ti abbraccio e se permetti ti lascio un commento sul tuo blog… lo devo all’amicizia tra te e mio padre Giorgio:


A mio padre Giorgio
di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

La nostalgia per la propria terra, caratteristica di tutti gli emigranti, rappresenta un altro aspetto dell’amore che i siciliani hanno per la loro isola.
Mi capita spesso di raccontare la mia infanzia, descrivendo un ambiente ormai scomparso, comune a quasi tutto il Mezzogiorno di cui ancora, avverto i colori, gli odori, i sapori, la gente, l’ambiente.
La Sicilia orientale che racconto, rappresenta un immenso affresco di poesia ed anche di “sicilianità” intesa come legame passionale per essa, culla di antiche civiltà, crogiuolo di razze, crocevia del Mediterraneo. Sicilia problematica ed amata, sospesa tra rassegnazione e rabbia.
Ti ricordi di mio padre?
Anche lui era un po’ poeta e sognatore e mia madre pragmatica come lo sanno essere le mamme del Sud.
Mi capita spesso anche di raccontare la musica, lo sport, i primi amori gli anni ‘60 e ‘70, i primi successi come “cantante folk” negli sposalizi e la gioia di come mi sono accostato alla musica con la pianola regalatami, finalmente, da mia madre.
Come te sono legato al ricordo di mio padre e tuo amico Giorgio, scomparso, che con il suo clarinetto, mi aveva introdotto alla musica americana e mi insegnato a guardare al di là dell’orizzonte.
Adesso conservo e coltivo sempre un sottile indistruttibile legame con le origini, con la nostra Trinacria terra di sole, mare e amore
… anche se mi considero “un emigrante di poppa”.
Grazie per le emozioni e per quello che racconti sul tuo blog
Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

9 commenti

  • Alessandro Epifani

    Carissimo capo Vinciguerra,
    amico mio,
    ho appena finito di alzare gli occhi dalle pagine del tuo libro lettotutto d’ un fiato e con enorme piacere. Quegli occhi che velocemente leggevano tra le righe ansiosi di continuare e di volgere al termine del racconto, perchè così tanto presi dalla scorrevolezza e dalla chiarezza delle parole e dei significati. Mi sono rispecchiato in tanti momenti della tua vita, della quale narri e cui racconti, e in tante sono le situazioni comuni. Forse è anche per questo che la vita ci ha dato poi modo di incontrarci anche se in situazioni ben molto più diverse e varie. Ma per lo stesso scopo: aiutare chi stà peggio di noi, ed ha più bisogno. Mi è piaciuto molto il tuo libro, per me un regalo che custodisco tra le mie poche cose care, che racchiudo con estrema gelosia e piacere di possederle. Adesso ho capito il vero significato del titolo del tuo libro “Emigrante di poppa” quanto è vero tutto questo caro amico Ezio…quanto è vero. Ma spesso almeno per me, io dico che i ricordi che ci passano e ci accompagnano sempre così vivi e così presenti della nostra vita e delle nostre giornate, sono come una doppia vita che noi viviamo nello stesso momento. In un attimo siamo in fila all’ufficio postale e spredicare affannosi e di fretta, per pagare una cesta di bollettini scaduti, ma in quello stesso attimo, ritorniamo e viviamo con la mente e anche con il corpo il piacere della nostra prima volta con una donna, o un grosso e doloroso pugno in faccia preso da piccoli quando si pensava di conquistare il mondo con un bastone trovato per terra, correndo tra le terre di una campagna, o su una spiaggia del nostro mare.
    ” ppì sunari bene, devi ingravidari la musica, come na fimmina ca ti piaci assai ” così per vivere bene e al meglio la mia umile vita farò mio questo consiglio che fù del tuo amato padre per te…
    Un abbraccio sincero.
    Alessandro

  • Gabriele Giorni

    Complimenti Ezio, una storia carica d’emozioni che noi tutti marinai abbiamo vissuto staccandoci dalle nostre famiglie e cominciando il percorso della vita…… Un abbraccio. Gabriele

  • Adriano Coiro

    Ezio ti ringrazio infinitamente per lo straordinario e personale racconto fatto di belle parole, spero che la salute ci possa assistere per tanti anni e auguro alle persone a cui voglio bene la stessa cosa. Ti saluto e ti abbraccio con tanta affetto e stima Adriano

  • Vitantonio Giuliani

    grazie Ezio mi sono emozionato e quasi veniva giù una lacrima , al ricordo dei bei tempi trascorsi sul mitico Alpino, grazie… sei veramente un amico, scusami ho usato il tuo pensiero e l’ho esteso a tutti, grazie di cuore. Vito

  • Germano Marini

    Carissimo Ezio, molto spesso capita di leggere delle storie che ci lasciano pensare quanto di bello abbiamo perso. Queste storie anche se non nostre ci portano a entrare dentro quei personaggi, metabolizarne quasi il corpo, essere parte dei loro pensieri, delle loro parole, di loro sentimenti. Ritengo che tutto ciò accada per il semplice fatto che noi tutti rammentando luoghi, profumi, e care persone, ormai lontane, o che non ci sono più, scrutando visi e ricordi di vecchie foto sbiadite ci porti a capire quanto di caro abbiamo perso.
    La vita continua e con essa inesorabilmente gli anni volano via ma la fortuna di avere delle storie da raccontare ad altri o raccontare a noi stessi, ci consentiranno di portare il loro ricordo oltre il nostro cuore, consentiranno di sentirci vivi, anche per chi non c’è più.

  • Giuseppe Orlando

    Ciao Ezio, ieri nella cassetta della posta ho trovato il tuo libro “Emigrante di Poppa”,veramente, semmai l’attendevo in contrassegno….comunque la Sicilianità emerge sempre, ti dico che sono debitore…. Comunque ti ringrazio di cuore per il tuo disturbo e soprattutto la gentilezza, mi hai fatto emozionare nel leggerlo, abbiamo tante cose in comune, ad esempio la musica, io suonavo il clarinetto ed ero bravino, i miei amici hanno scelto strade diverse e hanno raggiunto grandi successi, sempre mondo musicale,ci aggiorneremo, ti abbraccio Giuseppe
    P.S. ecco i miei due strumenti un 13 chiavi e un 17 chiavi

  • ezio vinciguerra

    Ciao Giuseppe e ciao Germano vedete che nulla nasce per caso?
    Io ormai alle troppe coincidenze mi ci sono abituato e tu?
    E il clarinetto? E Verde?
    Mandami pure senza peli sulla lingua quello che hai provato ormai alla nostra età non abbiamo più paura a mostrare i sentimenti, almeno io.
    Puoi comprendere da musicista e clarinettista la difficoltà di uno che respira e vuole suonare la sua “bestia nera” ecco come chiamava mio padre il clarino.
    Ti abbraccio e ti stringo forte forte al cuore

  • Anna Maria Strappazzon

    Mi piace tantissimo e ne ho ricavato una copia da leggere ogni tanto, per riflettere. Grazie

  • Carmelo Comis

    Grazie Ezio ne farò tesoro di queste belle parole anche se a volte è difficile dimenticare il passato, ma l’importante è ……… sorridere sempre come ………..una volta marinai, marinai per sempre

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