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La storia di Mamma Mahon

di antonio.cipollina@virgilio.it


…la storia di Fortuna Novella, le vicende dell’affondamento della corazzata Roma e dell’internamento a Port Mahon (Spagna) degli equipaggi dell’incrociatore Attilio Regolo e dei cacciatorpediniere Carabiniere, Fuciliere e Mitragliere.

Fortuna Novella
Nata a Carloforte (Cagliari) il 25 settembre 1880. La famiglia era originaria di Santa Margherita Ligure. I nonni paterni Antonio Novella e Fortuna Brichetto si trasferirono a Carloforte nel 1813 per la pesca del corallo. Andò sposa l’8 maggio 1902 a Antonio Riudavetz, confettiere di Mahon (Spagna).

Il fatto – Settembre 1943
L’Europa  è nel turbine dalla seconda guerra mondiale alla quale anche l’Italia partecipa dal giugno 1940. In un primo tempo le vicende belliche sembrano favorevoli all’Italia e alla Germania ma con l’ingresso in guerra degli Stati Uniti le cose cambiano e l’Italia è costretta ad arrendersi. La notizia dell’armistizio viene diffusa l’8 settembre 1943. La stessa notte le squadre navali italiane ancorate a La Spezia e a Genova ricevono l’ordine di salpare per sfuggire ai tedeschi che potrebbero occupare i porti.
Della squadra navale ancorata a Genova, al comando dell’ammiraglio Luigi Biancheri, fanno parte gli incrociatori “Garibaldi”, “Duca D’Aosta”, “Duca degli Abruzzi” e la torpediniera “Libra”.
Nella notte, alle ore 2.25 del 9 settembre, la flotta ordinata, silenziosa e ubbidiente, lascia il Golfo di La Spezia diretta a La Maddalena e, passando a Nord di Capo Corso, si riunisce, alle ore 6.30, alla 8^ Divisione incrociatori, partita da Genova. Destinazione La Maddalena, in Sardegna, dove è previsto anche l’arrivo del Re. Al centro della formazione le tre corazzate, a sinistra e a dritta le due divisioni incrociatori e le due squadriglie di cacciatorpediniere.
Alle ore 9.00 la formazione fa rotta per 218°, accosta per rotta Sud, passando a ponente della Corsica.
Alle ore 10.00 viene avvistato un ricognitore inglese che fa alcuni larghi giri e si allontana.
Alle 10.29 viene avvistato un ricognitore tedesco.
Poco dopo le 12.00 la formazione assume la linea di fila con i sei incrociatori in testa e i cacciatorpediniere ai fianchi delle corazzate.
L’isola dell’Asinara è già in vista. Una squadriglia di cacciatorpediniere riceve l’ordine di entrare in porto a La Maddalena.
Quest’ordine viene tempestivamente modificato alle ore 14.45 da Supermarina che comunica che La Maddalena è stata occupata dai tedeschi. Immediata inversione di rotta delle unità navali.
Sono le ore 15.10, al largo dell’Asinara in cielo appaiono, in tre ondate, 15 aerei bombardieri bimotore tedeschi “DO-217/K2 decollati dall’aeroporto di Istrés presso Marsiglia. Gli aerei lanciano bombe: le tristemente note “FX/1400” radiocomandate. Le navi rispondono al fuoco ma inutilmente: gli aerei volano a 6-7 mila metri d’altezza.
Alle ore 15 e 47 la corazzata “Roma” viene colpita due volte. La prima bomba cade tra i due complessi da 90 di dritta (n.9 e n.11) a un metro dalla murata, trapassa lo scafo causando una grossa falla e scoppia in mare. L’esplosione sotto lo scafo blocca due delle quattro eliche sistemate a poppa. Una immediata caduta della velocità della nave sotto i 16 nodi. Quattro caldaie poppiere e le relative macchine si allagano. La seconda bomba colpisce la “Roma” alle 15.52 fra il torrione di comando , vicinissimo al fumaiolo di prora, e la torre n.2 di grosso calibro. La bomba perfora il ponte corazzato, il locale turbodinamo e scoppia nel locale motrice di prora. La nave è ferita a morte La torre 2 è proiettata in mare.
Sono forse 2000 tonnellate di acciaio che sono strappate violentemente dalla nave. La corazzata si ferma, sbanda di 10 gradi a dritta. Poi le fiamme raggiungono il deposito di munizioni di prora, la santabarbara: l’esplosione è terribile. La grande nave, orgoglio della Marina Militare italiana, 46000 tonnellate di stazza, si spezza in due e affonda rapidamente trascinando con se 1393 marinai di cui 1193 dell’equipaggio della nave e 200 del Comando Forze Armate da Battaglia presenti a bordo della Nave Ammiraglia.
Fra essi l’ammiraglio Carlo Bergamini, il contrammiraglio Stanislao Caraciotti, il comandante della nave C.V. Adone Del Cima e ottantacinque ufficiali.

Sulla corazzata Roma al momento dell’affondamento erano presenti (precisazione del Com. Pier Paolo Bergamini):

A) COMANDO IN CAPO FORZE NAVALI DA BATTAGLIA

Presenti Dispersi e deceduti Superstiti
Ufficiali 28 28 =
Sottufficiali 62 60 2
S.C. e Com. 138 112 26


B) EQUIPAGGIO CORAZZATA ROMA

Presenti Dispersi e deceduti Superstiti
Ufficiali 87 57 30
Sottufficiali 217 171 46
S.C. e Com. 1489 965 524

TOTALI
2021 1393 628

Anche la corazzata “Italia” viene colpita, ma la micidiale bomba radiocomandata attraversa la fiancata della nave ed esplode in acqua. La nave può proseguire. Sul mare in calma relitti e molti naufraghi. Vengono recuperati 628 superstiti tra i quali molti feriti e 25 cadaveri.

Il comando viene assunto dall’ammiraglio Romeo Oliva. La flotta punta verso Sud. L’Attilio Regolo e i cacciatorpediniere Carabiniere, Fuciliere e Mitragliere si fermano e raccogliere pietosamente i 25 morti e parte dei 628 superstiti, proseguono poi per Port Mahon, capoluogo di Minorca (Baleari), in Spagna.
(Le torpediniere “Impetuoso” e “Pegaso”, anch’esse impegnate nel recupero dei morti e dei superstiti, proseguono poi per l’isola di Majorca dove vengono autoaffondate).
La Spagna è neutrale: la convenzione internazionale prevede che le navi impegnate in guerra possano sostare solo 24 ore nei porti neutrali. Le navi non si riforniscono di nafta da tanti giorni. E’ impossibile riprendere la navigazione senza quei rifornimenti che la Spagna non può concedere.


L’intervento di Fortuna Novella (Mamma Mahon)
Appena venuta a conoscenza che gli equipaggi di alcune navi militari italiane si trovano in difficoltà si precipita al porto in aiuto dei connazionali.
Lei, la sola italiana residente a Mahon cura i feriti, procura da mangiare, trova le medicine, tiene i contatti con le famiglie in Italia, corre in camposanto dove depone fiori sulla tomba dei 25 marinai sepolti. Interviene presso le autorità locali onde evitare l’internamento e grazie alla sua azione, anche se le navi vengono internate, agli equipaggi viene concesso di restare a bordo e muoversi liberamente.
Le porte di casa Riudavetz-Novella e quelle di Villa Fortuna vengono aperte ai 1800 marinai della formazione. Gli equipaggi delle navi sono composti da marinai perlopiù giovanissimi che tanto sentono la lontananza dell’Italia e della propria famiglia.
Mamma Fortuna o Mamma Mahon, così sarà chiamata quella piccola Signora dagli occhi azzurri, fa loro da madre. Li nutre, li cura e distribuisce loro consigli, affetto e anche gli abiti del defunto marito. Quando scendono a terra delle navi quei 1800 marinai sanno dove andare. Le case della dolce Signora danno loro il sapore della vita domestica e quel calore di italianità che li aiuta a superare quei momenti difficili.
Una testimonianza per tutte, quella dell’ufficiale cagliaritano Enrico Lay, che scrive sull’album di casa Novella:
A scuola mi hanno insegnato che la fortuna è una donna cieca o bendata che ha la facoltà di dare il bene o il male. A Mahon ho scoperto che Fortuna è una donna dagli occhi buonissimi che parlano prima della bocca”.

Trascorrono così 16 mesi, la partenza avviene il 15 gennaio 1945. I nostri giovani marinai salutano la loro benefattrice che li abbraccia uno per uno. Ha le lacrime agli occhi. I suoi figlioli, come ama chiamarli, piangono con lei.
Le navi si allontanano. Mamma Mahon agita le braccia con un fazzoletto in segno di saluto. I marinai, migliaia di mani tese verso di lei, fissano l’immagine di Fortuna Novella per imprimerla un’ultima volta nella loro mente. Infine Mahon scompare alla loro vista.
Fortuna Novella non dimentica i morti della corazzata “Roma” sepolti a Mahon. Cura che sulle croci venga sistemata una targhetta col nome del defunto e non fa mancare preghiere e fiori.


Onore ai caduti
Nel 1950, a ostilità concluse, la Marina militare italiana decide di onorare i caduti che riposano a Mahon. Le salme vengono composte in un nuovo monumento di marmo dello scultore Armando D’Abrusco.
Novella Fortuna partecipa alla cerimonia il 29 settembre. Agli occhi degli ufficiali italiani giunti a Mahon per assistere alla cerimonia quella donna piccola già avanti negli anni di cui tanto hanno sentito parlare in Italia sembrò, sotto il profilo morale, un gigante e le parole dell’ammiraglio Ferrante Capponi ne dettero conferma:

Vi è una persona in Mahon alla quale noi dobbiamo molta gratitudine: la signora Fortuna Novella. Essa ha svolto in passato una preziosa opera di assistenza ai nostri equipaggi e dimostra tuttora verso i caduti che sono qui sepolti una cura pia ed amorevole della quale è soltanto capace un’anima nobile e generosa mossa da amor patrio e carità cristiana”.

Riconoscimenti in Patria
Trascorrono sette anni. In questo periodo la storia di cui Fortuna Novella fu protagonista si diffonde in tutta Italia. Le famiglie dei marinai beneficiari del grandioso atto di bontà vogliono conoscere questa donna per ringraziarla ed ascoltare dalla sua voce l’intera vicenda.
La Marina Militare Italiana la invita più volte a Roma. Fortuna Novella è indecisa. Infine si convince e il 20 settembre del 1952 vola a Barcellona e da qui, su un aereo della Lai, a Roma.
E’ ospite della Marina Militare Italiana. Viene accolta con tutti gli onori. Gli alti ufficiali della marina le rendono omaggio.
Parlano di lei radio e giornali. Il Santo Padre Pio XII la riceve in udienza privata. Incontra i parenti dei caduti che consola. La chiamano da ogni parte d’Italia, riceve centinaia di lettere: da Chioggia, la madre di un marinaio morto, Atonia Regner , le scrive:

Siamo povera gente, ma venite a trovarci per dirci com’è la tomba del povero Giorgio. Noi abitiamo in Calle del Teatro…”

Fortuna Novella dirà:

Andrò e dirò alla madre di Giorgio che mai mancano i fiori sulle tombe dei marinai. Ho anche disposto che il 2 novembre siano deposte corone sui loculi e sia detta una messa per quei poveri morti. Poi tornerò io…

Riceverà l’anno successivo dal Presidente della Repubblica italiana Luigi Einaudi un’ alta onorificenza “La stella della solidarietà italiana di prima classe“.

L’arrivo in Sardegna e a Carloforte
Parte quindi per la Sardegna e giunge a Cagliari.
Anche qui tanti incontri: Fortuna Novella rievoca presso la base navale quei 16 mesi in cui fu madre di 1800 marinai. Infine a Carloforte, suo paese natale. Manca dal 1923. Un’auto della Marina la trasferisce a Portovesme. L’attende una nave del Comando militare.
Sul molo di Carloforte, in attesa, migliaia di persone. Quasi tutto il paese. Barche pavesate a festa. La banda musicale. Il Sindaco, altre autorità civili e religiose e tante braccia alzate in segno di saluto. Un saluto che vuole essere un ringraziamento per aver , con la sua opera di straordinaria generosità e amor patrio, onorato l’Italia e la sua Carloforte.
Ritornerà a Mahon dopo Natale dello stesso anno per vegliare sulle tombe dei 25 marinai che sono sepolti là, lontani dalla loro Patria.
Morirà a Mahon nel 1969. La lapide della Sua tomba porta la seguente incisione:

Che il suo Spirito possa essere sempre conservato ai nostri giovani.

Di lei scrisse, in data 22 marzo 2000, l’amm. Marcello Vacca Torelli, uno dei superstiti di nave “Roma”, all’epoca guardiamarina:

Plaudo all’iniziativa sorta a Carloforte di onorare degnamente quella che i marinai definirono la loro “Mamma” e che io credo sia stato un vero “Angelo di bontà”; ricordo con quanto affetto e devozione tutti ne parlavano e quanta riconoscenza aveva suscitato.


Bibliografia
2 febbraio 1945 – La Rinascita – Taranto
“Navi italiane in Ispagna. Dopo l’armistizio. La signora Fortuna Novella, l’unica italiana di Mahon. Il saluto del porto spagnolo”

settembre 1952 – Tempo – Roma
“Tutti suoi figli i superstiti della << Roma >>”

ottobre 1952 – Orizzonti
“1.800 marinai la chiamavano Mamma”

ottobre 1952 – Oggi – Roma
“La mamma dei marinai ha avuto 1.800 figli. E’ giunta dalla Spagna Fortuna Novella, la prima donna che sulle bare dei marinai della “Roma”…

24 ottobre 1952 – L’Unione Sarda – A.De Martis
“Affettuose accoglienze a Mamma Mahon da parte dei concittadini a Carloforte”

Sardegna fieristica – Aprile-Maggio 1996 – Francesco Birocchi
“Angelo Biondo dagli occhi azzurri. Fortuna Novella, un personaggio da Libro Cuore nel turbine della seconda guerra mondiale”

Almanacco di Cagliari- Anno 1998 – Carmelo Concas
“Fulgido esempio di bontà.. Tra il 10 settembre 1943 e il 15 gennaio 1945 una signora carlofortina, Fortuna Novella, si prodigò in tutti i modi per dare sepoltura ai caduti della corazzata <<Roma>> ed aiutare 1.800 marinai italiani internati a Minorca”

Aprile 1957 – Notiziario della Marina “Crociere ed esercitazioni”
Arturo Catalano Gonzaga Di Cirella – Edizioni Mursia
“Per l’onore dei Savoia. 1943-1944: da un superstite della corazzata Roma”

Sergio Baldazzi – Nettuno
Com.te PierPaolo Bergamini Roma
Francesco Cestra Roma
Leopoldo Bombardini Messina


Per ulteriori approfondimenti

Cipollina Antonio
Via Corvetto, 30
09014 –  CARLOFORTE (Cagliari)
Tel. 0781.856271 – 338.9314007 – 368.3124893
e-mail: antonio.cipollina@virgilio.it

11 commenti

  • Antonio Luciano Guidi

    Grazie di cuore davvero per questa bellissima pagina di storia
    … ciauzz alla prossima!!!

  • Pasquale Tavella

    Grazie mille, Ezio… molto bello e gradito il tuo messaggio.
    Peccato che siamo lontani, potevamo brindare insieme….
    grazie ancora

  • Monex

    ……Un Museo sulla storia della Nave e dei suoi uomini con riferimento al loro soggiorno spagnolo e particolarmente a Mahon nell Isola di Menorca. .Con queste parole il Diario Insular quotidiano di Menorca titola un reportage a tutta pagina sul marinaio italiano lo spezzino Gustavo Bellazzini che torna a Mahon dopo 67 anni per rivedere i luoghi dove era stato accolto poco piu che ventenne naufrago della corazzata Roma..Si era sposato giovanissimo e quando parti da La … .

  • Anna Maria Strappazzon

    Mi piace tantissimo e ne ho ricavato una copia da leggere ogni tanto, per riflettere. Grazie

  • claudio

    gradirei conoscere meglio il posto dove si trovano i corpi dei marinai morti sulla corazzata roma e vorrei sapere se mio zio tullio silvestri risulta nell’elenco a mahon.sarei contento poter andare a porgere un giorno dei fiori in quel sacrario

  • Atena Sandro

    Una bellissima pagina aperta in un nerissimo periodo, che ci deve fare riflettere molto sui veri valori della vita che, oggi, purtroppo abbiamo quasi tutti dimenticato.
    Come minimo dobbiamo dedicare alla signora Fortuna Novella una grande piazza, perche’ grande e’ stato il suo cuore nei confronti di tanti nostri connazionali, ove naturalmente dovra’ apporsi una lapide riportante tutti i nomi dei marinai che sono stati aiutati.
    Mentre invece, a Roma, dove ha sede il nostro Governo, si dovrebbe apporre una lapide che ricordi
    i nomi di tutti i nostri politicanti che ci hanno abbandonato e quanto meno non aiutato.

  • Tobia Colombo

    Mio zio era della nave Roma ho letto l’elenco dei deceduti mi piacerebbe un giorno poter portare un fiore. Ricordo i racconti di mia madre e il suo dolore per avere perso un fratello così giovane .

  • Lucio BASANDELLA

    Anche mio zio Bruno TASSO era sulla corazzata ROMA e non è più tornato . Mia madre, che era sua sorella ,non si è mai rassegnata a tale gravissima perdita ed ha vissuto con quell’immenso dolore fino a pochi anni fa. I miei nonni sono morti poco dopo di lui dal crepacuore per non aver potuto riavere il suo corpo a cui dare sepoltura degna .
    Se qualcuno lo ha conosciuto , può darmi qualche notizia ? Grazie di cuore . Lucio

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