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Edoardo Romano …permette che mi presenti?

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra”

Tutto nasce per caso e a volte la casualità ha dell’incredibile.
Una sera di fine estate in una delle mie tanti  turni d’Ispezione presso la Caserma Grazioli Lante di Roma mi  accingevo a fare il consueto giro di ronda per vedere se tutto fosse in ordine.
E’ quasi mezzanotte e prima di iniziare il giro di routine, avviso il collega Gerardo Faggiano (1), che nel frattempo tempo aveva terminato il suo di  giro.
Nel piazzale della caserma incontro seduto un altro collega, Matteo D’Angelo (2), che non riesce a prendere sonno per l’afa e le zanzare. Mi offre una sigaretta. Garbatamente gli rispondo che non fumo però accetto volentieri la sua compagnia prima che vada a stendersi nella branda di una stanzetta di pochi metri quadri che condivide con altri 5 colleghi “pendolari” come lui.
Ci teniamo compagnia con i soliti discorsi di circostanza sulla pensione, sugli aumenti di stipendio che non arrivano, su come “sbarcare” il lunario…
Ad un tratto le  nostre esposizioni vengono interrotti dal rumore di  un tonfo  proveniente dall’esterno della caserma.
Avviso i ragazzi al Corpo di Guardia di stare sull’allerta e decido con Faggiano di effettuare il giro esterno di ronda al perimetro della caserma per sincerarmi di cosa sia successo.
Accidenti! Un auto si è schiantata proprio nel muro della caserma frenando la sua corsa nel guard rail di protezione.
Decidiamo di chiamare l’ambulanza e, nell’attesa che arrivino i soccorsi, facciamo accomodare i sinistrati all’interno della nostra infermeria per le prime cure del caso.
Uno di questi mi sembra di conoscerlo, mi sembra un collega frequentatore  il corso di perfezionamento a Taranto qualche anno prima forse rientrato dalla libera uscita.
– “Ciao, bella botta hai preso, ma da quanto tempo non ci vediamo?”
Lui intontito mi risponde:
– “Ciao si è da parecchio tempo…”
Cerco di non affaticarlo, di non farlo parlare. Gli stringo la mano mentre  l’infermiere di servizio inizia a ispezionare il suo corpo per vedere se ci sono traumi o  ferite. Per fortuna niente di grave. Nel frattempo alcuni marinai incuriositi dell’accaduto stazionano nella piazzetta e tengono compagnia a delle ragazze. Nella confusione non mi ero accorto che alcune di queste persone vestono insoliti abiti, me lo fa notare il piantone di turno, che esclama:
– “Capo sono una compagnia teatrale ed hanno appena finito le prove! Ho preso i nomi e le generalità di tutti”.
D’un tratto comprendo tutto quello che mi volevano fare comprendere con i “gesti” Faggiano e D’Angelo.
Non si trattava di un collega del Corso di Perfezionamento ma di Edoardo Romano che ripresosi dallo shock iniziale mi dice:
– “Permette che mi presenti, Edoardo Romano…”
Gli rispondo:
– “Caspita allora non abbiamo fatto il corso  insieme!  Sono il maresciallo Vinciguerra e questi sono i miei colleghi: il maresciallo Faggiano e il Maresciallo D’angelo. Proseguendo:
– “ me sa che ho detto na bella strunzata capisc a mme” (parafrasando una battuta del suo trio i Trettrè).
E tutti giù a ridere anche se in verità c’era poco da ridere.
La sirena dell’ambulanza troncò quel momento di ilarità mentre qualcuno della compagnia fu trasportato precauzionalmente nel vicino ospedale del Corso.
Dopo circa un’ora lo stesso Edoardo Romano ci venne a trovare in caserma tranquillizzandoci. Per fortuna  tutto era sotto controllo medico. Nel ringraziarci ancora una volta, fu felice di metterci a conoscenza che alla prima favorevole occasione saremmo stati suoi graditi ospiti a teatro.
La cosa avvenne casualmente tempo dopo,  in occasione di una festa patronale presso il Comune di Sant’Oreste (Roma) … Edoardo  si accorse che tra il pubblico c’era quel marinaio che lo aveva soccorso e non esitò a ribadire al pubblico presente quello che gli era successo tempo prima presso la caserma Grazioli Lante …

Note
(1)
http://www.facebook.com/profile.php?id=100001850914846#!/Silverair

(2) http://www.facebook.com/profile.php?id=1622453017

Biografia
Napoletano verace che, nel lontano 1975, seguendo l’istinto e la naturale vocazione, sollecitata ed arricchita dal particolare spirito di chi nasce e vive a Napoli, abbandona l’attività di funzionario di un’azienda multinazionale per dedicarsi a quella artistica.
Nasce così da una sua intuizione il gruppo dei Trettré e, all’interno del gruppo, la decisa ascesa verso il successo.
In oltre venticinque anni di apprezzata e stimata carriera, il pubblico ha sempre manifestato a Edoardo simpatia ed affetto, riconoscendo in lui un’immagine artistica di grande successo. In questi anni Edoardo Romano si è calato in molti ruoli, comici e drammatici, e, indipendentemente dal sesso del personaggio rappresentato, ha affinato sempre più le sue innate capacità mimiche, d’interpretazione, di mobilità facciale e di autore, fino a significare un importante momento storico del teatro italiano.
Edoardo Romano si è misurato con successo anche con la conduzione televisiva, presentando fortunate e seguitissime trasmissioni, arricchendo il classico ruolo del conduttore con la creatività tipica di un attore che sa utilizzare la recitazione per esorcizzare le paure e le cattiverie umane, come ad esempio  Drive In, Raimondo, Caro Bebè, Ci vediamo in TV, Tg delle vacanze.
Ha partecipato ultimamente, insieme a Sophia Loren, al film diretto da Lina Wertmuller “Francesca e Nunziata”.
Ma Edoardo Romano significa anche impegno sociale. Infatti è impegnato, anche come iscritto, per AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e per l’Associazione VERGA (Associazione Leucemia per Bambini).
Infine, a significare il grande successo ottenuto nella sua carriera, gli sono stati tributati molti riconoscimenti, tra i quali quattro “Telegatti” per le trasmissioni televisive, il “Premio Antonio De Curtis” per la nuova comicità e il “Premio Totò” per la carriera.

da http://www.edoardoromano.it

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