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15 gennaio 1931 – Un’impresa memorabile

di Marino Miccoli (parte 1^ di 2 parti)

…1931 – 2011: 80° anniversario della prima trasvolata atlantica.

Il 15 gennaio 2011 ricorre l’80° anniversario della “prima trasvolata atlantica in formazione”. Per la prima volta nella storia dell’aeronautica mondiale uno stormo di aerei dell’Aeronautica Italiana comandato dal generale Italo Balbo effettuava, proprio  80 anni fa,  una trasvolata congiungendo Orbetello (Grosseto) a Rio de Janeiro. La partenza fu effettuata nella mattinata del 17 dicembre 1930 e l’arrivo il 15 gennaio 1931 con l’ammaraggio degli idrovolanti italiani “Savoia-Marchetti 55” nella superba baia brasiliana. Fu un’impresa ardua, brillantemente superata al costo di grandi sacrifici da parte di tutti coloro che vi parteciparono, un traguardo nella storia dell’Aviazione e della Marina Italiana che suscitò l’ammirazione internazionale. Infatti fu proprio la Regia Marina a dare supporto tecnico e appoggio logistico organizzando una “crociera atlantica” e dislocando lungo la rotta seguita dagli idrovolanti di Italo Balbo una Divisione di Regi Esploratori costituita da 8 nuovissime unità. Proprio di queste meravigliose navi e dei loro validissimi equipaggi voglio parlare in questo mio modesto scritto, anche perché a quell’impresa vi partecipò il mio compianto padre, Antonio Miccoli (1), che all’epoca era poco più che ventenne ed era imbarcato con la qualifica di cannoniere telemetrista sul Regio Esploratore “Leon Pancaldo”. Le rare fotografie, veri e propri documenti iconografici che accompagnano questo breve articolo, sono tratte dal suo album personale che mi ha lasciato in eredità. Ma torniamo ai protagonisti che sul mare resero possibile l’eroica impresa; la Divisione Navale  era composta dalle seguenti unità: Da NoliDa Recco, Malocello, Pancaldo, Pessagno, Tarigo, Usodimare, Vivaldi. Tutte queste navi sono state raggruppate nella “classe Navigatori”e durante la II Guerra Mondiale i loro equipaggi diedero prova del loro grande valore, affrontando un’attività bellica intensa, durissima ed estenuante. Queste navi che  ricoprirono il compito di unità capo-scorta, furono protagoniste di quella che in seguito sarà definita la “battaglia dei convogli(2).

La crociera atlantica degli otto Regi Esploratori della Regia Marina (sul Da Recco era stabilito il Comando della Divisione) ebbe una durata di quasi quattro mesi. Il 3 gennaio 1931 le navi della Divisione Regi Esploratori erano partite per raggiungere le posizioni loro assegnate sulla rotta dei Trasvolatori.

Esse furono divise in tre gruppi: I Gruppo costituito dagli Esploratori Da Recco, Tarigo e Vivaldi, con base alle isole Canarie, fu destinato all’Atlantico centrale;

II Gruppo costituito dagli Esploratori Da Noli, Maloncello e Pancaldo, con base a Pernambuco (Brasile) fu destinato all’Atlantico meridionale.

III Gruppo costituito dagli Esploratori Pessagno e Usodimare che fu destinato alle coste africane.

La missione consisteva nel fungere da faro di riferimento durante la notte e da rilevamento radiogoniometrico durante il giorno; inoltre le navi dovevano essere utilizzate nella ricerca e nel salvataggio degli idrovolanti costretti da eventuali avarie all’ammaraggio di emergenza sull’oceano. Ma, prima di trattare di quell’impresa, è opportuno comprendere quale erano le caratteristiche di queste unità che, all’epoca, erano nuovissime: ·        peso: 2.600 tonnellate a pieno carico; ·        lunghezza: 107 m. ; larghezza 10 m. ; ·        potenza: 55.000 hp (4 caldaie); ·        velocità: 38 nodi; ·        autonomia: 3.800 miglia a 18 nodi; ·        armamento: 3 torrette binate da 120/50; 2 mitragliere da 40/39; 4 mitragliere da 13,2; 6 tubi lanciasiluri (2 impianti trinati) da 533 mm. ·        equipaggio: 9 Ufficiali, 164 Sottufficiali e Marinai.

Mio padre Antonio, classe 1910, si era diplomato cannoniere telemetrista nel 1929 alle scuole C.R.E.M. di Pola (Istria italiana) ed era al suo primo imbarco proprio sul Regio Esploratore Leon Pancaldo. Questa unità, varata il 30 novembre 1929 nei cantieri del Tirreno di Riva Trigoso, deve il suo nome a un famoso navigatore nato a Savona nel 1490, il quale, arruolatosi con il grande Magellano, partecipò alla sua spedizione di circumnavigazione dell’America meridionale.

Gli ottimi ed affiatati equipaggi degli idrovolanti S.55, dopo un anno di preparativi, di studi, di navigazione, di astronomia, di duro addestramento al volo cieco al simulatore e dopo aver effettuato voli notturni, decolli e ammaraggi a pieno carico, erano finalmente pronti a partire per la prima trasvolata atlantica in formazione. Agli ormeggi, nella calma laguna di Orbetello, essi erano divisi in quattro squadriglie di tre velivoli ciascuna: la squadriglia nera, la rossa, la verde e la bianca. Una larga striscia della rispettiva colorazione attraversava le ali, contraddistinguendo visivamente in tal modo,  gli apparecchi. Vi erano inoltre due idrovolanti di riserva per un totale di 14 velivoli. Nella prima mattina del giorno 17 dicembre 1930, dopo alcuni rinvii causati dalle cattive condizioni meteorologiche, i 14 equipaggi (56 uomini) si imbarcarono sui loro velivoli e, dopo aver mollato gli ormeggi,  la prima squadriglia “nera” comandata da Italo Balbo decollava in direzione del Mediterraneo Occidentale, seguita dalla squadriglia bianca, dalla rossa e dalla verde. Durante la trasvolata, il 6 gennaio 1931, l’idrovolante I-DONA del capitano Renato Donadelli, a causa di problemi all’impianto di raffreddamento del motore fu, costretto ad ammarare pericolosamente in pieno Oceano Atlantico. L’idrovolante fu soccorso dall’equipaggio del Regio Esploratore Leon Pancaldo, che lo prese a rimorchio e lo condusse fino all’isola di Fernando de Noronha che distava circa 800 km; vi giunse all’alba dell’8 gennaio 1931. Effettuato il rifornimento di carburante e riparate le avarie, anche con l’ausilio del personale tecnico del Pancaldo, questo idrovolante riuscì a partire e a raggiungere Port Natal dove erano giunti gli altri dieci velivoli. Le rare immagini che corredano quest’articolo testimoniano proprio il momento in cui il Regio Esploratore Leon Pancaldo soccorre e rimorchia l’ I-DONA in avaria. La scritta sul retro di una delle foto è autografa di mio padre che ha assistito e partecipato di persona a quella memorabile impresa. Anche l’idrovolante I-BAIS del capitano Umberto Baistrocchi fu costretto ad ammarare in emergenza e fu soccorso dall’equipaggio del Regio Esploratore Pessagno che lo prese a rimorchio ma, dopo ripetuti tentativi, dovette però essere abbandonato a causa della forza del moto ondoso. Purtroppo nell’impresa morirono alcuni uomini. Nell’incendio dell’S.55 I-BOER (che si verificò pochi minuti dopo il decollo) perì l’intero equipaggio: il capitano Luigi Boer, il tenente Danilo Barbicinti, il sergente maggiore Ercole Imbastari e il sergente Felice Nensi. L’idrovolante I-RECA, poco dopo essere decollato, perse velocità ed impattò pesantemente con il mare; si sfasciò lo scafo destro e l’evento fu la causa della morte del motorista, il sergente Luigi Fois. Per quanto sopra, non possiamo e non dobbiamo dimenticare il sacrificio di questi Uomini coraggiosi che hanno dimostrato il loro grande valore nel cielo come sul mare. A essi va il nostro riverente pensiero. FINE III PARTE.

Note (1) https://www.lavocedelmarinaio.com/2010/04/28-marzo-1941-matapan/ https://www.lavocedelmarinaio.com/2010/04/mare/ https://www.lavocedelmarinaio.com/2010/04/eco-netto-eco-netto/ https://www.lavocedelmarinaio.com/2010/04/a-te-o-grande-eterno-iddio/ https://www.lavocedelmarinaio.com/2010/05/1932-la-regia-marina-sfila-per-le-vie-di-atene/ https://www.lavocedelmarinaio.com/2010/05/eco-netto-eco-netto-l%E2%80%99epilogo/ https://www.lavocedelmarinaio.com/2010/06/i-valorosi-della-nave-calatafimi/ https://www.lavocedelmarinaio.com/2010/06/il-mal-di-terra/ https://www.lavocedelmarinaio.com/2010/06/le-scuole-c-r-e-m-di-pola-istria-italiana/

(2) Si consigliano  all’argomento i seguenti  volumi:

Navi mercantili perdute” (R. Notarangelo, G.P. Pagano)

Ufficio Storico della Marina Militare  – 3^ Ed. riv. 1997; 587 pag., 118 ill.; prezzo intero 19.00 Euro; prezzo ridotto 13.00 euro;

Il sacrificio silenzioso di tanta parte della Marina mercantile italiana; l’epopea delle navi della “battaglia dei convogli”. L’edizione, interamente revisionata e ampliata, include anche il naviglio gravemente danneggiato, quello catturato, quello del quale non si ebbe più notizia; un’apposita appendice riporta la cronologia di tutti gli avvenimenti narrati nel testo.

La battaglia dei convogli 1940- 1943” (Autori Vari)

Ufficio Storico della Marina Militare – ed. 1994  – 233 p. – 155 ill. La lunga lotta che la nostra marineria, militare e mercantile ingaggiò coraggiosamente per sostenere un esercito combattente di 230.000 uomini. I trentacinque mesi di continui, sanguinosi scontri sul mare contro un potente e sempre più agguerrito avversario. Di difficile reperimento perché non più stampato.

12 commenti

  • Philip P. Fischer

    Foto scattata alla base militare dellisola della Maddalena durante la Seconda Guerra Mondiale…. 03 11 2010 – Da Ottavio Silvestri Presidente del Gruppo ANMI di Chivasso 2 fotografie del Socio Chivasso Giuseppe Russo classe 1921 scattate su sommergibile nel 1942 nel Mar Egeo…. 14 10 2010 – Da Luciano Filiberti STV.GN.cp. Socio ANMI del Gruppo di Palermo Due foto in ricordo dell imbarco sul DR. Squalo 1958 59 in occasione della consegna della Bandiera di Combattimento avvenuta il 5 10 1958 a Venezia..Nella foto della cerimonia si puo riconoscere LAmm.Sq.MOVM Francesco Mimbelli in prima fila terzo da destra ed in fondo il sottoscritto segnato dalla freccia ….. 14 10 2010 – Da Girolamo Trombetta Presidente del Gruppo ANMI di Vicenza Foto di mio padre Calcedonio Trombetta Classe 1910 infatti questanno ricorre il centenario della sua nascita Capo Cannoniere Artif.

  • Vincenzo Memoli

    CARISSIMO EZIO,SCUSAMI,AVREI BISOGNO DI UN TUA GENTILEZZA.UN NOSTRO SOCIO ONORARIO FRATELLO DI UN CADUTO DELL ULTIMA GUERRA VA IN CERCA DI NOTIZIE DEL FRATELLO PERITO NELL AFFONDAMENTO DELL ESPLORATORE PANCALDO.SE TI SAREBBE POSSIBILE PROCURARMI UN ELENCO DI SUPERSTITI PER CONTATTARLI. GRAZIE TANTO

  • ezio vinciguerra

    Ciao Vincenzo, ho mandato una mail a un mio amico che aveva il padre impbarcato sul Pancaldo. Vediamo cosa mi risponde…
    Puoi di re al tuo amico nel frattempo di mettersi in contatto con l’ufficio storico della marina ai seguenti indirizzi
    Telefono/Fax: 06-3680-7220
    e-mail: ufficiostorico@marina.difesa.it

    Per opportuna doverosa informazioni informo te e il tuo amico di quanto segue:
    L’Ufficio Storico è sito a Roma, Via Taormina 4, come tutti gli istituti dello Stato in possesso d’archivi, non effettua ricerche per conto terzi.
    L’Ufficio Storico, per la consultazione di tutta la documentazione, è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì previo appuntamento telefonico ai nr. 06/36807233 oppure 06/36807226 (per l’Archivio Storico) – 06/36807234 (per l’Archivio Fotografico). Per le informazioni relative al passato militare di una persona, le richieste vanno inoltrate alla:

    “Direzione Generale del Personale Militare, 5° Reparto – 17ª Divisione, Viale dell’Esercito, 186 – 00143 ROMA”, tel. 06/517050146 oppure 06/517050188 a cui è devoluta la custodia dei documenti matricolari.

  • Vincenzo Memoli

    carissimo ezio ti ringrazio per le preziose notizie che mi hai fornito.attendo con ansia se il tuo amico rispondera alla tua mail che gia faccio un passettino avanti,il fratello del caduto del pancaldi e un nostro socio onorario e da anni che vorrebbe avere qualche notizia del fratello perito .tantissimi ringraziamenti.enzo

  • Vincenzo Memoli

    carissimo mimmo venerdi 04 novembre in occasione della festa dell unita nazionale siamo stati invitati dal sig.prefetto a partecipare a detto evento.sarebbe gradita la tia presenza e di tuo cognato mario.la cerimonia iniziera alle ore 10.00.l appuntamento e in sede per le ore 09.45.saluti enzo

  • Vincenzo Memoli

    Grazie Vincenzo per l’invito, non sai quanto mi piacerebbe essere con voi nella vostra bellissima città. Ho già preso impegni con ANMI ROMA per quella data.
    Se digiti sul motore di ricerca del sito ( in alto a destra) “Pancaldo” oppure “Marino Miccoli” (che è il figlio del sottufficiale imbarcato sul Pancaldo e che per me ha pubblicato parecchi articoli e in attesa di una sua risposta) potrai saperne di più. Ti abbraccio e ti stringo forte forte al cuore.
    Ezio

  • ezio vinciguerra

    Carissimo Vincenzo,
    ti invio, di seguito, anche la risposta pervenutami da Marino Miccoli.

    Ezio carissimo,
    di buon grado avrei voluto essere di aiuto al signor Vincenzo Memoli fornendogli i nomi delle persone che furono imbarcate sul R.E. “Leon Pancaldo” e che sopravvissero al momento del suo affondamento avvenuto il giorno 30 aprile 1943 nelle acque del Nord-Africa. Sopravvissero e vennero tratti in salvo 124 uomini tra cui il comandante Ferrieri Caputi, ferito.
    Mio padre è stato imbarcato sul Leon Pancaldo dal 1/7/1930 al 31/8/1933. Partecipò con questa unità alla prima trasvolata atlantica di Italo Balbo.
    In seguito fu destinato ad altre unità della Regia Marina.
    Al momento del suo affondamento mio padre (era stato tra i pochi sopravvissuti all’affondamento del Regio Incrociatore FIUME nella strage di Capo Matapan) era prigioniero degl’inglesi in Sud-Africa.
    Pertanto con rammarico non posso dare ulteriori informazioni al signor Memoli.
    A lui, per quanto tenta di fare, vanno i miei sentimenti di stima.
    Marino Miccoli.
    P.S. : si parla del LEON PANCALDO nei seguenti link:
    https://www.lavocedelmarinaio.com/2011/01/15-gennaio-
    1931-un%e2%80%99impresa-memorabile/

    http://www.trentoincina.it/mostrapost.php?id=320

    http://www.trentoincina.it/mostrapost.php?id=335

    Nell’augurio di averti fatto cosa gradita, gradisci un abbraccio grande come il nostro mare. Una volta marinai, marinai per sempre. Ezio

  • bruschini

    mio padre Bruschini Pietro era sottufficiale sul leon Pancaldo,navigo’ in cina negli anni 30,superstite dopo affondamento Leon Pancaldo ,prigioniero Inglese.
    Vorrei conoscere un po piu’ la storia del Laon pancaldo e quella di mio padre.Persona che dopo il ritorno dalla prigionia si chiuse in se stesso,espatrio’ in Belgio dove mori’nel 1993. Ho solo una foto di gruppo e alcune foto fatte in Cina e altre da paracadutista ( marina )Gradirei lista dei superstiti se possibile .Credo che il signr Miccoli e mio padre erano insieme sul LP.
    Grazie per aiutarmi a ricostruire la vita di mio padre.
    Lanfranco Bruschini

  • Marino Miccoli

    Buongiorno signor Lambruschini, sono lieto di fare la sua conoscenza.

    Mi chiamo Marino Miccoli e anch’io, come Lei, avevo il padre imbarcato sul Regio Esploratore LEON PANCALDO. Esattamente mio papà ha fatto parte dell’ equipaggio di quella stupenda unità (che ha scritto diverse pagine gloriose dimostrando tutto il suo valore durante l’ultimo conflitto mondiale e non solo) dal 1.7.1930 al 31.8.1933; dopo questa data fu destinato ad altra unità della medesima Classe NAVIGATORI: il R.E. ALVISE DA MOSTO. Pertanto, anche in considerazione di quanto Lei scrive nella sua mail, credo anch’io che sia possibile il fatto che i nostri due genitori si conoscessero personalmente. Mio padre (classe 1910) all’epoca (1930/33) era nella specialità Cannonieri con il grado di comune di 1^ Classe / Sottocapo. Anche mio padre fu preso prigioniero dagl’inglesi, dopo l’affondamento della sua unità, il Regio Incrociatore FIUME a Capo Matapan nel 1941, e fu internato in un campo di prigionia in Sud-Africa.

    Gentile signor Lanfranco, ho trattato diffusamente del LEON PANCALDO nei miei articoli che potrà trovare qui:

    http://www.trentoincina.it/mostrapost.php?id=320

    http://www.trentoincina.it/mostrapost.php?id=335

    http://sixtant.net/site/index.php?option=com_content&task=view&id=1225&Itemid=2

    https://www.lavocedelmarinaio.com/2011/01/15-gennaio-1931-unimpresa-memorabile/

    https://www.lavocedelmarinaio.com/2011/01/15-gennaio-1931-un%e2%80%99impresa-memorabile/

    Mi congedo da Lei facendole un regalo: in allegato troverà una rara fotografia, è l’immagine del PANCALDO che conservava mio padre nel suo album di ricordi, credo che Le farà piacere riceverla.

    Marinareschi saluti e una calorosa amichevole stretta di mano le giunge da Marino Miccoli.

  • Milena Nossa

    Buongiorno, vorrei sapere se mi potreste dare indicazioni su dove ricuperare notizie dei dispersi e sopravissuti della Lanzerotto Maloncello. Mio zio (Nossa Bernardino) risultò disperso e mio padre non è mai riuscito a sapere qualche notizia in più nemmeno scrivendo alla marina che non rispose mai.
    Grazie e cordiali saluti.

  • EZIO VINCIGUERRA

    Buongiorno signora Milena Nossa e ciao Marino carissimo, un altro messaggio di ricerca, questo è un segno che tanto si è scritto ma ancora tanto si deve sapere e, soprattutto fare.
    La signora Milena Nossa dice che ha anche scritto alla Marina Militare ma non gli ha risposto mai.
    Possiamo aiutarla? Penso di si facendole innanzitutto conoscere il blog http://www.trentoincina.it
    Poi carissima Milena prenda anche visione delle mail/commenti sopra riportati dai parenti degli altri marinai per un eventuale contatto diretto che sicuramente farà piacere e al caso vostro per scambiarvi ulteriori informazioni in merito.
    Cordialità
    Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

  • Marino Miccoli

    Alla c.a. della gentile signora Milena Nossa.

    Pregiatissima signora Nossa,

    la vicenda che ha visto l’affondamento del Regio Esploratore Lanzerotto Malocello (classe Navigatori, la stessa di cui faceva parte il R.E. Leone Pancaldo su cui era stato imbarcato mio padre) è una tra le più drammatiche che le unità e i Marinai della Regia Marina hanno vissuto durante la II Guerra Mondiale. Il Malocello è stato uno dei coraggiosi e valorosi protagonisti di quella Battaglia dei convogli tristemente famosa per l’alto numero di perdite che le nostre Unità hanno subito sulla cosiddetta rotta della morte (Italia meridionale – Africa settentrionale e viceversa).

    Purtroppo su di un eventuale elenco dei dispersi non si hanno molte notizie;in particolare i pochissimi sopravvissuti del Malocello furono recuperati quasi nove ore dopo il suo affondamento avvenuto nel marzo 1943.

    Si possono trovare maggiori e interessanti notizie sulla vicenda del Malocello ai seguenti indirizzi di TRENTOINCINA che è uno tra i più curati siti che trattano l’argomento:

    http://www.trentoincina.it/mostrapost.php?id=296

    http://www.trentoincina.it/mostrapost.php?id=33

    Rammentando le gesta di questi Uomini non posso che inchinarmi dinanzi al loro sacrificio e ne onoro la memoria. Quegli anni (1940-1943) erano i tempo drammatico dell’ultimo conflitto mondiale in cui, con il loro coraggio, i Marinai italiani hanno reso grande la nostra Marina.

    Marino Miccoli

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