Sabato notte, in attesa

Lirica di Vittorio Fioravanti

Tracce amare
su una strada stamani
orme fresche d’umani accorsi
due livide strie sul selciato
Lunga e stridente
fu la frenata nel buio
fin oltre il bordo
giù per l’aspra scarpata

Due ruote girano invano
nel fumo oscuro una fiamma
crepita d’improvviso
e s’alzano intorno in fretta
chiare grida d’avviso

A braccia aperte
un corpo tra le radici
giace ferito
e l’albero appena scosso
colpito al tronco
fra intermittenti luci
tace commosso

L’alito emana odori
sulla vista annebbiata
tra i vetri infranti e le foglie
il giovane mormora un nome
Gigliola
mentre lei muore
nel rosso grumo di sangue
affioratole in gola

Giù in paese intanto
nella luce rimasta accesa
da ieri sera
una madre è in attesa
del rientro implorato in preghiera
dell’unica sua figliola

Ma squillerà all’alba
il telefono della sala
e crolleranno allora pavimenti e pareti
affonderà nella piazza la casa
e il mondo intero sparirà d’incanto
intorno a quell’affranto sguardo
di donna rimasta sola

Novembre 2008

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