Marinai,  Storia

Salvatore Todaro

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra


… “una civiltà vecchia di duemila anni impone agli italiani doveri che altri popoli possono anche fare a meno di sentire”.

Salvatore Todaro nacque a Messina il 16 settembre 1908 è ritenuto universalmente uno degli eroi italiani delle seconda guerra mondiale.
Entra a far parte della grande famiglia della Marina Militare il 18 ottobre 1923 come allievo dell’Accademia Navale di Livorno. Nel 1927 viene nominato Guardiamarina e, l’anno successivo, viene promosso Sottotenente di Vascello frequentando a Taranto il Corso di Osservazione Aerea. Dopo un lungo periodo di imbarco su unità di superficie e subacquee, nel 1936 operò con la 146^ Squadriglia Idrovolanti di Cagliari Elmas e nel 1937 imbarcò su sommergibile operante nelle acque spagnole durante la guerra di Spagna.
Nel giugno 1940, nel grado di Capitano di Corvetta, ebbe prima il comando del sommergibile Manara e poi quello del Cappellini con il quale, operando alle dipendenze di Betasom dalla Base Atlantica di Bordeaux (Francia), condusse missioni di particolare rilevanza bellica tanto da meritarsi ben tre citazioni sui Bollettini di Guerra. L’episodio che lo consacra quale eroe non soltanto dell’Italia ma dell’intera umanità, avviene la notte del 15 ottobre 1940. Il Capitano di Corvetta Salvatore Todaro al comando del sommergibile Cappellini, al largo dell’isola di Madera, dopo aver affondato il piroscafo belga “Kabalo” di 5.200 tsl a cannonate (odia infatti l’uso dei siluri) dà ordine che 26 naufraghi della nave affondata siano soccorsi dal suo equipaggio. Per due notti e due giorni aiuta i naufraghi a sopravvivere, prima dando rimorchio alla loro lancia danneggiata e successivamente non esita a prenderli a bordo fino a condurli in salvo nell’isola si Santa Maria delle Azzorre.
Il successivo 5 gennaio 1941, al largo delle isole Canarie, attaccò sempre a cannonate il piroscafo inglese Shakespeare di 5.00 tls e dopo averlo affondato, rimorchiò la lancia dei naufraghi sino presso le isole di Capo Verde.
Nel novembre 1941 passò nella X Flottiglia MAS di La Spezia e, al comando dei Mas e MTSM, partecipò ad importanti operazioni in Mar Nero, distinguendosi particolarmente durante la delicata fase del blocco dal mare della città di Sebastopoli, in Russia nel giugno del 1942.
Rientrato in Italia, ideò e pianificò le operazioni “BO.G.1” e “Beta“, dirette contro l’aeroporto ed il porto di Bona (Algeria) ed interrotte poi per difficoltà tecniche.

La morte lo coglierà il mattino del 14 dicembre 1942 al ritorno della missione programmata, ma non portata a termine per le avverse condizioni meteorologiche.
A bordo del peschereccio “Cefalo” viene colpito a morte a seguito di un mitragliamento da parte degli aerei inglesi, nei pressi dell’isola La Galite. Anche il suo sommergibile “Cappellini” non sopravvisse alla guerra e fu affondato dagli americani nell’agosto del 1945 al largo di Kobe (Giappone), dopo aver cambiato bandiera prima tedesca (UIT – 24) e poi giapponese (I- 502).
Salvatore Todaro fu un comandante valoroso e audace, molto carismatico, che il suo equipaggio ammirò ed apprezzo Il suo eroismo esce dai canoni tradizionali guerreschi e viene riconosciuto come eroe dell’umanità. Memorabili sono alcuni episodi della sua vita. Per esempio ai suoi uomini più valorosi concede come ricompensa, il privilegio di chiamarlo con il tu e quando lascerà il comando del sommergibile Cappellini per assumere il comando del Reparto di superficie della X MAS del comandante Junio Valerio Borghese, dirà presago della sua sorte: “senza il mio sommergibile mi par di morire”. Non possono essere sottaciute le parole che una donna portoghese fece pervenire, attraverso canali diplomatici, al nostro eroe:

Signore, felice il paese che ha dei figli come voi! I nostri giornali danno il resoconto del vostro comportamento verso l’equipaggio di una nave che vostro dovere di soldato vi aveva imposto di affondare. Esiste un eroismo barbaro, e un ‘altro davanti al quale l’anima si mette in ginocchio: questo è il vostro! Siate benedetto per la vostra bontà, che fa di voi un eroe non solo dell’Italia, ma dell’umanità”.


Onorificenze

Medaglia d’Oro al Valore Militare alla memoria

“Ufficiale superiore di elette virtù militari e civili. Capacissimo, volitivo, tenace, aggressivo, arditissimo, al comando di un sommergibile prima e di reparto d’assalto poi, affrontava innumerevoli volte armi enormemente più potenti e numerose delle sue, e dimostrava al nemico come sanno combattere e vincere i marinai d’Italia. Assertore convinto della potenza dello spirito, malato ma non esausto, mai piegato da difficoltà materiali, da considerazioni personali, da logoramento fisico, ha sempre conservato intatte volontà aggressiva e fede e mistica dedizione al dovere intesa nel senso più alto e più vasto.
Mai pago di gloria e di successi, non sollecito di sé. ma solo della vittoria, riusciva ad ottenere il comando di sempre più rischiose imprese finché, nel corso di una di esse, mitragliato da aerei nemici, immolava la sua preziosa esistenza alla sempre maggiore grandezza della Patria.
Purissima figura di uomo e combattente, esempio fulgidissimo di sereno, intelligente coraggio e di assoluta dedizione”
(Mediterraneo, giugno 1941 – dicembre 1942).

Medaglia di Bronzo al Valore Militare

Comandante di un sommergibile oceanico, nel corso di una lunga missione di guerra, durante la quale attaccava e distruggeva un piroscafo armato nemico che reagiva col fuoco all’azione del sommergibile, dimostrava di possedere in elevato grado doti di iniziativa, di aggressività, di prontezza e di decisione” (Oceano Atlantico, ottobre 1940).

Medaglia d’Argento al Valore Militare

Comandante di un sommergibile oceanico, nel corso di un lunga missione di guerra in Atlantico a grande distanza dalla base, attaccava in pieno giorno ed in superficie, un piroscafo armato e successivamente un incrociatore ausiliario riuscendo dopo aspri combattimenti con il cannone ad affondare entrambe le unità nemiche, per un complesso di 12500 tonnellate.
Fatto segno quindi ad attacchi aereo che danneggiava gravemente il sommergibile fronteggiava con ogni mezzo la difficile situazione e, sfuggendo alla ricerca del nemico, rientrava alla base
” (Oceano Atlantico, dicembre 1940 – gennaio 1941).

Medaglia d’Argento al Valore Militare “sul campo”

Comandante di sommergibile in missione di guerra in Atlantico, avvistava di giorno una forte formazione navale nemica, si portava arditamente all’attacco in superficie, e, nonostante la violenta reazione di fuoco dell’avversario e le menomate condizioni di efficienza della propria unità, affondava con siluro un incrociatore ausiliario, con audace manovra riusciva, quindi, a disimpegnarsi dalla violenta caccia avversaria” (Oceano Atlantico, 1° aprile 1941)

Medaglia d’Argento al Valore Militare “sul campo”

Organizzatore sagace ed appassionato nei Mezzi d’Assalto si offriva per guidarli all’azione nelle acque di una unitissima piazzaforte sovietica.
Esempio a tutti di audacia e di intrepidezza era sempre primo nelle imprese più rischiose e difficili. Attaccava a brevissima distanza una unità di vigilanza nemica e sapeva poi abilmente sottrarsi alla sua reazione. Avvistate in pieno giorno piccole unità cariche di soldati nemici con armi automatiche di ogni genere, si lanciava al loro attacco mitragliandole a brevissima distanza. Persisteva nell’azione fino ad esaurimento delle munizioni, benché il suo secondo pilota fosse stato gravemente ferito ed il suo mezzo raggiunto da molti colpi dell’avversario
” (Acque di Sebastopoli, giugno 1942).

Le città di Porto Empedocle e Palma di Montechiaro (CL) lo ricordano intitolando all’eroe il braccio di levante del molo e la via principale di Marina di Palma. La Marina Militare ha dato il suo illustre nome a due unità: la corvetta Todaro e recentemente il sommergibile della classe “U 212 A”.

Corvetta antisom Salvatore Todaro

La storia
Appartenente alle quattro corvette antisommergibili della classe “De Cristofaro” (De Cristofaro, Grosso, Todaro e Visintini) fu costruita insieme alla Umberto Grosso sullo stesso scalo, questa unità poté scendere in mare circa due mesi prima della gemella e precisamente il 24 ottobre 1964. Terminato l’allestimento presso l’Arsenale di La Spezia, la corvetta fu iscritta nei Quadri del Naviglio Militare il 15 aprile 1966; la cerimonia ufficiale avvenne il giorno 25. La Todaro fu quindi assegnata al II Gruppo della II Divisione Navale. Fino al 22 giugno, l’unità fu sottoposta a prove e collaudi, mentre l’equipaggio compiva l’addestramento preliminare, svolto alle dipendenze del Comando in Capo del Dipartimento Marittimo M.M. di La Spezia; si trasferì poi ad Augusta per l’addestramento antisom e quindi, nei mesi di luglio e agosto, fu dislocata in Adriatico. Al termine di questo periodo, la nave raggiunse Messina, sua sede di assegnazione; la bandiera di combattimento, donata dalla Sezione A.N.M.I. di Messina, le fu consegnata in quel porto il 25 giugno 1967. Nell’agosto successivo, destinata alla Flottiglia Scuola Comando, iniziò con la 80^ sessione della scuola, il lungo periodo di utilizzazione per l’addestramento degli ufficiali. Dal 28 aprile 1969 fino alla fine di settembre, si trasferì a Taranto per un periodo di lavori in arsenale. Tornata ad Augusta alla Scuola Comando, vi rimase fono al novembre 1972, quando andò a Taranto per un periodo di lavori durato fino al 2 luglio 1973. Al termine dei lavori tornò ad Augusta. Dal 1975, l’unità, sempre rimanendo alle dipendenze della Scuola, fu destinata a compiere alcune crociere di vigilanza pesca, divenute sempre più frequenti negli anni successivi. La normale attività – che comprendeva le sessioni della Scuola Comando, crociere di vigilanza pesca, missioni di sorveglianza del transito di unità straniere, partecipazione ad esercitazioni – ebbe periodi di interruzione per lavori dal 5 giugno 1981 al 15 giugno 1982, dal dicembre 1986 al febbraio 1987, dal settembre 1990 al maggio 1991; durante questi ultimi lavori, eseguiti ad Augusta, fu sbarcato l’armamento antisom e l’unità fu resa più idonea all’impiego come pattugliatore e nave per la scorta costiera e in acque ristrette. Nel 1991, nel periodo settembre-novembre, fu trasferita a Brindisi per la sorveglianza del Basso Adriatico, poi ad Ancona, sempre per lo stesso motivo. Nel 1992 e fino al 1994 torno ad Augusta, per riprendere il suo servizio con la Scuola Comando e per eseguire crociere di vigilanza nel Canale di Sicilia. L’unità fu disarmata il 30 settembre 1995 e fu data disponibile per la radiazione dal 30 aprile 1997.

Caratteristiche tecniche
Cantiere Ansaldo – Livorno
Impostazione: 21.10.1962
Varo: 24.10.1964
Completamento: 25.4.1966
In disarmo: 30.9.1995
Radiazione: 30.4.1997
Dislocamento: Normale: 835 Tonn. -Pieno carico: 940 Tonn.
Lunghezza: 80,37 (f.t.) mt.
Larghezza: 10,25 mt.
Immersione: 2,86 mt.
Apparato motore: 2 motori diesel – 2 eliche – Potenza: 8.300 HP
Velocità: 23 nodi
Armamento: 2 pezzi da 76/62 mm. – 1 lanciabas – 6 tubi lanciasiluri a.s.
Equipaggio: 128

Motto: “Osare l’inosabile”


Sottomarino Salvatore Todaro S 526

(classe Todaro – U212A – 2 unità – Scirè S527)

I Sottomarini della classe “Todaro” sono le nuove Unità Subacquea della Marina Militare. Le due Unità, del tipo U 212A, sono frutto di un programma di cooperazione internazionale tra Italia e la Germania, formalizzato con un accordo governativo fra i Ministeri della Difesa delle due nazioni, siglato il 22 aprile 1996. I Sottomarini della classe Todaro sono Unità di medie dimensioni, caratterizzate dall’impiego di tecnologie innovative che permettono prestazioni molto avanzate, di particolare rilievo nei settori dell’autonomia occulta, delle segnature, del sistema elettroacustico e di lancio delle armi. In particolare, il tipo di propulsione silenziosa basata sull’impiego delle celle a combustibile, le fuel cells, in cui l’idrogeno e l’ossigeno vengono fatti reagire per produrre energia elettrica, rappresenta un sistema innovativo per la generazione di energia in molteplici settori, anche non militari, primo fra tutti l’autotrazione.
Il sommergibile Salvatore Todaro è stato impostato il 03 luglio 1999, varato il 06 novembre 2003 alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e della madrina, la signora Graziella Marina Todaro, figlia del Comandante, consegnato il 29 marzo 2006 alla Marina Militare. Dalla consegna e per tutto il 2006 il sommergibile è stato sottoposto ad un lungo periodo addestrativo finalizzato al conseguimento della piena capacità operativa prendendo parte a numerose ed impegnative attività, tra cui l’esercitazione Mare Aperto ’06 dal 4 al 23 giugno 2006. Il sommergibile Scirè è stato consegnato alla Marina Militare il 19 febbraio 2007, al termine di un intenso periodo di collaudo in mare. Dal 5 febbraio al 8 marzo 2007 l’unità ha preso parte all’operazione Active Endeavour alle dipendenze del NATO Maritime Component Command di Napoli, ricevendo il plauso delle autorità NATO e nazionali per i notevoli risultati conseguiti nell’adempimento della missione assegnata di lotta al terrorismo. Dal 24 maggio al 3 dicembre 2008 l’unità è stata dislocata presso le coste orientali degli Stati Uniti d’America, durante la Campagna CONUS 2008, momento storico per la componente subacquea nazionale e per la Marina Militare. Tale missione ha evidenziato le innovative caratteristiche tecniche dell’Unità nonché la capacità “expedictionary” della Componente Subacquea Nazionale. La prima unità è stata consegnata alla Marina Militare il 29 marzo 2006, la seconda il 19 febbraio 2007, al termine di un intenso periodo di collaudo in mare. Al rientro dagli USA, il Todaro ha partecipato all’esercitazione NATO NOBLE MANTA ’09 ed ha condotto quindi attività di sorveglianza e pattugliamento.

Caratteristiche tecniche
Dislocamento in superficie: 1.450 T
Dislocamento in immersione: 1.830 T
Lunghezza f.t.: 56 m
Diametro max f.o.: 7,00 m
Immersione media: 6 m
Apparato motore:
– nr.1 Gruppo Diesel-generatore MTU / Piller (3,12 MW);
– nr.1 mot. elettrico a magneti permanenti SIEMENS (2,85 MW);
– sistema A.I.P. con Fuel Cells da 8 + 1 moduli (306 kW);
– Batteria di Accumulatori.
Velocità in superficie: 12 nodi
Velocità in immersione: 20 nodi
Armamento: nr. 6 tubi lancia-siluri da 533 mm, siluri Whitehead A184 mod.3
Equipaggio: 23 + 4 uomini

Il motto:“Osare l’inosabile”

5 commenti

  • Marino miccoli

    Sono gli UOMINI come SALVATORE TODARO che ci fanno sentire fieri di essere ITALIANI.
    Leggendo quello che era il suo comportamento, leale non solo nei confronti del nemico, ci troviamo dinanzi a un uomo eroico, fermo nelle sue convinzioni e coerente con le sue azioni… quasi un cavaliere senza macchia e senza paura del medioevo, direi… eppure si tratta di una persona che ha vissuto 65 anni fa.
    Onore a Lui e al suo immenso valore.

  • Pippo

    Caro Ezio, io ho avuto modo l’anno scorso di visitare il Todaro qui negli States alla Base americana dei Sommergibili di Croton nel Stato del Connecticut; proprio ilo giorno che il capo di stato Maggiore al momento negli USA visitava l’unita’. Gioiello di tecnologia ed orgoglio della nostra Marina. Il Todaro e’ venuto a NY in occasione delle Celebrazioni Columbiane dello stesso anno, ed e’ stato un evento storico; in quanto era il primo sommergibile italiano che netrava nelle acque territoriali americane sin dalla fine della guerra; l’equipaggio del todaro e’ stato con noi durante la cerimonia a Ground Zero con le Reqliquie di Santa Barbara ( Per la prima volta uscite dall’Italia) e noi abbiamo dato il benvenuto al Todaro incontrandolo nella Baia di NY proprio all’ingresso sotto il Verrazzano Bridge ed accompagnato fino al molo d’attracco passando d’avanti la Statua della Liberta’. (Ti mando delle foto delle occasioni citate con mail separato)
    Grazie per tutto quello che fai, ed Onore a quest’altro Grande Eroe Messinese!!!

    Joseph d’oltre oceanao

  • Marco

    Salve a tutti, facendo delle ricerche su internet mi sono imbattuto in questo sito, vi ringrazio per tutte le informazioni dettagliate che avete pubblicato perchè rendono maggiormente la realtà dei fatti che mio nonno (all’epoca facente parte dell’equipaggio di todaro sul barbarigo e sul cappellini) mi raccontava quando ero piccolo.

    Un saluto a tutti e onore a questo eroe italiano

  • ezio

    Marco carissimo,
    mi fa molto piacere ricevere mail e commenti come la tua.
    Sono certo che tuo nonno sia stato un grande Marinaio e quella, credimi, non è stato
    un periodo per niente facile.
    Sarei contentissimo se tu mi / ci raccontassi su questo sito quello che tuo nonno
    ti raccontava nel suo periodo trascorso in mare.
    Per quanto precede basta che mi mandi una mail con il tuo racconto, possibilmente
    corredata con qualche foto, e te la pubblico senza pensarci due volte.
    Colgo l’occasione per abbracciarti e per ringraziarti ancora una volta
    per avere lasciato una “scia” del tuo passaggio.
    Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

  • gaetano

    Salve a tutti, leggendo la biografia del nostro eroe,volevo aggiungere i cinque anni da lui trascorsi all`Istituto Nautico “Caio Duilio” di Messina.Infatti esiste tuttora una targa marmorea che recita cosi`: aula medaglia d`oro Salvatore Todaro.

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