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L’uomo che sto seguendo

di Gaber – Luporini – 1987


L’uomo che sto seguendo ha l’aspetto di un uomo medio, direi banale non sa bene che cosa cerca e che cosa vuole si addormenta intontito e si alza senza soffrire con la stessa indolenza che l’ha fatto addormentare.
L’uomo che sto seguendo non ha la forza per un dolore vero è troppo inerte, troppo tollerante come tutti noi l’uomo che sto seguendo è un uomo sincero che ogni notte ha amato una donna e non ha amato mai.
Un sentimento qualche cosa che può sembrare un rito antico per distinguere il falso e il vero basta poco un solo sentimento, un vero sentimento per trovare il coraggio di ridare un’occhiata al mondo.
Un sentimento qualche cosa come un ricordo ormai lontano per difendere quel mistero che era l’uomo un solo sentimento, un vero sentimento per ridare un senso alle cose non puoi fare a meno di un sentimento.
L’uomo che sto seguendo ha l’aspetto di un uomo onesto, direi perbene ma è colpevole di gesti inutili e di omissione la sua vita gli passa sopra, gli gira intorno
e purtroppo non ha diritto a nessun inferno.
L’uomo che sto seguendo è troppo vile per dedicarsi al male è troppo altero, troppo intelligente per affidarsi a Dio l’uomo che sto seguendo è un uomo normale l’uomo che sto seguendo sono io.

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