Marinai,  Storia

Colletto Bianco (10 giugno 1944)

(Giovannino Guareschi)


Un altro miracolo: qualcosa di candido, di immacolato, scintilla come se una mano – sbucando da una di queste nuvole basse – avesse spruzzato di biacca la massa bigia dei seimila uomini vestiti di stracci.
Oggi, festa della Marina e messa solenne in cappella, con due guardiamarina in guanti bianchi ai lati dell’altare e l’anziano del campo in prima fila, piantato saldamente sulle gambe come se si trovasse ancora sul ponte della sua nave.
I pochi portati qui con le loro cassette hanno tirato fuori la foderina bianca del berretto, la camicia bianca, la divisa buona. Gli altri, arrivati qui in maglione e in sandali, hanno frugato affannosamente nel fagottello di roba racimolata lungo il viaggio, si sono raccomandati a tutti gli amici, ma alla fine qualcosa di bianco l’avevano anche loro. Magari soltanto un colletto appuntato con gli spilli sul maglione blu.
Li guardano curiosamente, ridacchiano un po’, tentano battute spiritose su quel candore che qui – in mezzo al ciarpame sordido – sembra pazzesco e insopportabile.
Ma subito tacciono e si fanno seri, perché capiscono che è una cosa straordinariamente importante.
Navi eternano la loro immobilità tra le alghe fluttuanti, sul fondo dell’oceano; navi fendono ancora il mare con la prora orgogliosa.
E i naufraghi – gettati dalla tempesta sulla sabbia ostile d’una spiaggia inerte –  attendono. E nell’attesa si ricordano del passato e dell’avvenire, dei morti e dei vivi.
Si ricordano di se stessi,perché son ben sicuri d’esser vivi anch’essi, e il presente non
è qui, ma fuori di qui, sotto l’antica bandiera.

Festa della Marina Militare
Lager di Sandbostel – 10 giugno1944

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