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Nessuno è così vuoto come chi è pieno di se stesso

di Gabriella Fogli

Gesù disse: “non ciò che entra dalla bocca contamina l’uomo, ma ciò che ne esce…”. Noi abbiamo una grande responsabilità perché siamo tutti “collegati”. Quando affermiamo che siamo “Uno” forse non ci rendiamo conto pienamente di quale portata è questa affermazione. La consapevolezza di chi afferma di seguire una via di introspezione, di crescita, dovrebbe essere sempre presente, in ogni istante, perché se sarà perdonato chi non “sa quello che fa….” (Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno…) nulla sarà condonato a chi ha a disposizione tutte le “armi” e non le adopera.

Quindi il “discepolo” deve per prima cosa lavorare la propria pietra, eliminare la pesantezza dei metalli ed affrontare la desolazione interiore del deserto, la purificazione indispensabile dall’egoismo, e riflettere attentamente sui “sette vizi capitali” e trasformarli in “virtù” intendendo bene che il significato va al di là di ciò che appare ad una prima lettura.
Quando affermo che non è l’indossare un “grembiule” od un “mantello” che fa di noi delle persone migliori è perché fino a quando godremo di esporre al mondo profano la nostra “appartenenza” per me significa che non si è compreso nulla. Il “grembiule” ed il “mantello” sono solo la rappresentazione esterna di quanto ho maturato dentro, sono un onore che devo guadagnare, ma questo onore lo conquisto quando il mio “ego” scompare, quando non ho bisogno di esibirlo come un trofeo, ne di ricoprirmi il petto con patacche varie, che siano d’oro o di metallo poco importa. Ciò che dà valore al tutto non è l’esterno, ma l’interno, e quando l’interno, umilmente, con pazienza ed in silenzio, lavora ogni giorno, ogni istante con un forte ed incorruttibile intento, allora, e solo allora, indosserà degnamente i Paramenti Sacri, ma non ha certo bisogno di esibirli al mondo.

Nessuno è così vuoto come chi è pieno di se stesso
(Omraam Mikhaël Aïvanhov)

“Il Creatore ha messo il fuoco, l’aria, l’acqua, la terra e il cibo a disposizione degli esseri umani. Ma loro, in che stato sono quando mangiano, bevono e respirano? Per esempio, inspirano aria: si chiedono di quali elementi sarà impregnata quell’aria quando la espelleranno? Certo, sarà aria viziata, ma non lo sarà altrettanto se essi si mostreranno buoni, generosi e pieni d’amore; invece, l’aria che fuoriesce dai polmoni di una persona cattiva contamina tutto al suo passaggio. Che si tratti di aria, di acqua o di cibo, siamo responsabili del modo in cui abbiamo impregnato la materia che passa attraverso il nostro corpo e che in seguito espelliamo. Noi la rendiamo alla Natura, la quale la trasforma e la utilizza di nuovo per il suo lavoro. Il discepolo che vuole partecipare coscientemente al lavoro della Natura, si preoccupa di rimandarle una materia che non sarà inquinata dai miasmi della propria vita psichica.”

…e Gesù disse :

se il vostro Gesù che chiamate con il nome di Maestro; se il vostro Gesù che chiamate con il nome di Signore; se il vostro Gesù ha lavato i vostri piedi con le mani sue; se il vostro Gesù innanzi a voi s’è inginocchiato in segno d’umiltà: fate come lui, fate come lui. Voi fate come me perché non c’è servo al mondo più grande del suo padrone, ne ascoltatore più grande di chi parla. In verità vi dico se fate come me avrete rispettato la Sua volontà. Sarete del mio gregge l’acqua pura, il nido degli uccelli quando è sera. il grembo dei bambini che son soli dei vecchi che non sanno dove andare”.

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