Attualità,  Storia

Le Maccalube di Aragona

… l’occhiu di Maccalubi

Le maccalube di Aragona (in provincia di Agrigento) sono delle suggestive e caratteristiche sorgenti idroargillose che da molti secoli suscitano la curiosità e alimentano la fantasia popolare, facendo nascere intorno a sé alcune credenze e leggende. La spettacolarità delle loro manifestazioni, infatti, ha contribuito ad attribuirvi un valore magico e soprannaturale. Le varietà e particolarità ambientali di questa zona hanno fatto sì che le Maccalube fossero inserite nel circuito dei siti di interesse Comunitario e che nel 1996 vi fosse istituita la Riserva Naturale Integrale, affidata alla gestione di Legambiente.
Questa area di Riserva (con una superficie di oltre 240 ettari) è unica in tutta Italia proprio per l’estensione del fenomeno naturale detto “vulcanesimo sedimentario”.
Il fenomeno è dovuto alla fuoriuscita spontanea di gas (metano per la maggior parte, ma in quantità minori anche anidride carbonica, argon, ossigeno, azoto, elio, ossido di carboni).
Per effetto della pressione a cui sono sottoposti, questi gas si liberano attraverso le fratture del terreno, trascinando con sé materiali argillosi ed acqua.
Il paesaggio è caratterizzato da una teoria di vulcanelli di fango freddi, singolari per la tipica forma a cono e costituiti dal materiale deposto in superficie, simile ad un vero e proprio vulcano in miniatura. L’altezza dei coni varia da un’altezza di pochi centimetri ad un metro. La ricchezza della flora viene dagli stagni temporanei mediterranei che hanno determinato un numero considerevole di endemismi come l’Aster Sorrentini, varietà sotto la tutela dell’Unione Europea.
Gli stagni temporanei costituiscono anche l’habitat privilegiato di anfibi e rettili. Sull’area della collinetta si possono anche osservare alcune specie rapaci, come il Falco di palude.
Secondo la leggenda ogni sette anni, Maccalube, l’antica città che sparì dopo un cataclisma, riaffiora esattamente com’era quando fu inghiottita! A mezzanotte in punto appare un gallo che si mette a cantare ed improvvisamente riaffiora la piazza con il mercato proprio come era quando sprofondò nelle viscere della terra. Chi si trova nelle vicinanze e senza timore riesce ad avventurarsi nel mercato, vedrò tramutato in oro tutto quello che comprerà e potrà arricchirsi in un batter d’occhio. Non deve però farsi prendere dalla paura e nell’attraversare la piazza non dovrà mai voltarsi indietro altrimenti tutto scomparirà improvvisamente come è apparso! Non ci resta che andare a vedere questo luogo di bellezze naturali e…soprannaturali!!!

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