La missione del giovane cavaliere

La missione del giovane cavaliere – V capitolo

di Marino Miccoli

Breve riassunto dei capitoli precedenti
E’ nel regno Normanno di Sicilia, a Nord della Contea di Puglia, che si svolge la nostra storia. Nell’inverno dell’Anno Domini 1187, esattamente la fine del mese di novembre, alle pendici dei monti Frentani, in un non precisato villaggio, avviene l’incontro tra i due protagonisti del nostro romanzo: un cavaliere di nobile stirpe chiede indicazioni sul suo itinerario ad un giovinetto (orfano di entrambi i genitori) di nome Adalberto che si offre di accompagnarlo. Il primo, dopo una breve riflessione, acconsente e getta le redini del suo pregiato cavallo al ragazzo che, assai contento, raccoglie sùbito le redini e inizia in tal modo il viaggio. I due, dopo aver pernottato in riva al fiume Trigno, rimangono privi di Caligine, il superbo destriero del cavaliere.

Tuttavia, imperterriti, proseguono a piedi in direzione Sud. Durante il cammino Adalberto apprende che il suo cavaliere (del quale non conosce ancora il nome) è partito da Perugia ed è diretto a Otranto, per compiere una misteriosa missione. Dopo alcune miglia di cammino, effettuano un’altra tappa presso la casa di Raffaele, un contadino che li accoglierà calorosamente nella sua umile ma dignitosa
dimora. Qui il cavaliere rivela la sua età: 28 anni e il suo nome: fratel  Pietro da Mola. Svela pure la denominazione dell’antica Fraternitas a cui appartiene: il potente quanto autorevole ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme. Dopo essersi sfamati, lavati e riposati, riprendono il loro cammino. Il ragazzo, proprio prima della partenza dalla casa dei villici, si avvede che il cavaliere cela nella sua bisaccia uno scrigno di legno nero assicurato da legacci… in esso vi è custodita una pergamena chiusa da alcuni sigilli, l’integrità dei quali il cavaliere ha controllato meticolosamente. I due attraversano un fitto bosco di lecci e seguendo un sentiero giungono ai limiti di una radura; è qui che hanno una gradita sorpresa: ritrovano il pregiatissimo destriero del cavaliere, Caligine che stava pascolando congiuntamente alla sua nuova compagna, una bella giumenta bianca che Adalberto adotterà immediatamente imponendole il nome di Candida. Cavalcando i due preziosi quanto utili quadrupedi, i nostri due protagonisti riprendono di buona lena il loro viaggio in direzione del Mezzogiorno…

5 commenti

  • lino gambino

    complimenti…… lo stò leggendo piacevolmente…. aspetto gli altri capitoli….. di nuovo complimenti…..

  • Marino Miccoli

    Signor Lino Gambino,
    grazie per la sua attenzione e il commento positivo.. mi auguro di non deludere le sue aspettative e di tutti gli altri pazienti lettori del mio modestissimo romanzo nel prosieguo dello stesso.
    Il parere dei lettori, espresso attraverso i commenti scritti in calce a ogni singolo capitolo, mi giungono graditi; così anche per le loro eventuali critiche!
    Sono quelle che ci aiutano, ci stimolano a migliorarci.
    D’altronde un detto latino recita: VOX POPULI, VOX DEI.
    Signor Gambino, ancora grazie della sua attenzione che spero di avere fino alla fine del viaggio di cui tratta la storia.
    Marino Miccoli.

  • Roberto Cannia

    Ho letto con grande piacere e interesse, il V capitolo di questo avvincente romanzo storico. Sempre più coinvolgente! Oramai è diventato un’appuntamento veramente atteso. Ancora tanti complimenti Marino, al prossimo…

  • Marino Miccoli

    Grazie, Roberto. Sono lusingato dal tuo positivo commento.
    Credimi quando ti dico che anch’io attendo con piacere di leggere i tuoi versi sul nostro blog.
    Buona continuazione del viaggio, allora!

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