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Atlantide sotto il Mar Adriatico

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra


Il mare ha sempre esercitato sull’uomo un fascino pieno di contraddizioni. Fonte di sostentamento, via di comunicazione aperta verso popoli e culture, spazio da scoprire e da conquistare, esso ha però rappresentato fin dalle epoche più remote il luogo misterioso della nostra comune origine, elemento primordiale del caos, pervaso di forze sovrannaturali. Un palcoscenico ondeggiante, popolato di sogni e di magia.
Da molti secoli, i pescatori dell’Adriatico parlano di mura, strade e torri nascoste in fondo al mare. Una vera e propria città sommersa, poco a largo di Cattolica. La leggenda risale al Cinquecento, ma pietre di strana foggia e resti di antichi edifici continuano a raggiungere il litorale, trasportati dalle onde e dai marinai. Questa misteriosa Atlantide, di cui ogni tanto si torna a parlare, ha suscitato l’interesse degli studiosi. Dopo ricerche e immersioni, il mistero sembra svelato. Non sono mura, ma costoni di roccia quelli osservati sott’acqua e i frammenti di colonne finite per sbaglio nelle reti dei pescatori sono in realtà formazioni naturali. Eppure, nonostante questo, c’è ancora chi sostiene che l’Atlantide dell’Adriatico sia più di una leggenda.

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