I marinai italiani nelle operazioni in Cina contro i Boxers nel 1° periodo del ‘900

di Francesco Carriglio
http://www.augusta-framacamo.net

Già alla fine del 1899 il movimento xenofobo in Cina si andava intensificando in modo allarmante e le sette segrete dei Boxers (*), che erano a capo di tale rivolta ricevevano l’appoggio delle autorità costituite, di cui la Corte Imperiale del Celeste Impero aveva deciso di farsene strumento per la cacciata degli stranieri. Il movimento di opposizione agli stranieri, in un primo momento era limitato alle lontane provincie, dove la furia distruttrice e sanguinaria si scagliava contro le missioni cristiane e contro gli indigeni convertiti. Nella primavera del 1900 il movimento rivoluzionario era presente anche nelle provincie di Pelano e di Tien’tsin, dove l’etnia europea era numerosa e dove risiedevano le concessioni bancarie, i consolati e le ambasciate più importanti.

L’incrociatore italiano Elba che già si trovava nei mari dell’Estremo Oriente ebbe l’invito dall’ambasciatore italiano di far rotta su Ta-Ku, mentre l’incrociatore Calabria che navigava lungo le coste americane del Pacifico ricevette ordine da Roma di portarsi immediatamente verso i porti cinesi. L’incrociatore Elba, appena giunta a Ta-Ku sbarcò un distaccamento di 39 marinai con due ufficiali, il tenente di vascello Paolini Federico ed il sottotenente di vascello Angelo Olivieri che dovevano recarsi a Pekino, dove era minacciata non solo la sicurezza dei connazionali residenti ma anche quella del corpo diplomatico.

Il distaccamento italiano giungeva nella capitale cinese il 31 maggio prendendo subito posizione di difesa della delegazione italiana. Il 1° giugno il sottotenente Olivieri con 12 marinai, insieme ad un ufficiale francese e 30 militari fu distaccato alla difesa della Missione Cattolica del Pe-Tang, distante qualche chilometro dal quartiere della delegazione. Da quel momento ebbe inizio l’assedio delle due località effettuato dai boxers e dai soldati regolari cinesi che durò più di due mesi, ed è veramente straordinario che poche decine di soldati abbiano potuto tener testa per tanto tempo alle insidie nemiche nonostante la penuria delle munizioni e dei viveri.


Il 5 giugno giungeva a Ta-Ku l’incrociatore Calabria da cui sbarcarono 39 marinai con due ufficiali che avrebbero dovuto raggiungere i militari dell’incrociatore Elba, ma a Tien-tsin la linea ferroviaria interrotta li costrinse ad aggregarsi alla colonna internazionale di soccorso, comandata dall’Ammiraglio inglese Seymour, il cui obiettivo era Pekino. La spedizione partì il 10 giugno, ma durante il tragitto essendo stata attaccata dai Lo-fo, Lang-fang, e An-ping, non riuscì a raggiungere l’obiettivo non potendo ricevere rinforzi ed il 26 giugno fu inevitabile il rientro a Tien-tsin. Nello scontro di Lang-fang il sottocapo torpediniere Rossi del distaccamento italiano, con il sacrificio della propria vita salvava la colonna da un attacco a sorpresa.

Dall’incrociatore Elba sbarcarono 20 marinai al comando del sottotenente di vascello Ermanno Carlotto che avrebbero dovuto congiungersi con lo scaglione dell’incrociatore Calabria, se l’avessero trovata ancora a Tien-tsin altrimenti si dovevano fermare in tale città per la difesa dei cittadini europei, cosi fecero. Le navi ed i marinai italiani durante questo cruento periodo presero parte a molte altre azioni di conquista, come la presa dei Forti di Ta-Ku e lo sbarco a Shang-hai-Kwan. Le nostre unità vennero in seguito rinforzate da altre Unità provenienti dall’Italia, sicché l’insieme delle Unità costituirono una Divisione Navale.

Infine un reggimento di soldati, corpo speciale del Regio Esercito Italiano, sbarcò in Cina dando un appoggio sostanziale ai militari presenti nel territorio e alle loro azioni. Breve periodo in questo inserto, la storia della colonizzazione in Cina continua.

(*) Boxers  una organizzazione di cinesi popolari, contro l’influenza straniera colonialista.

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16 risposte a I marinai italiani nelle operazioni in Cina contro i Boxers nel 1° periodo del ‘900

  1. Roberto Tento dice:

    Grazie fra’ Ezio Pancrazio Vinciguerra..molto interessante..Copio e immagazzino..☺

  2. Ugo Conte dice:

    Onori a Loro. R.I.P

  3. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Si ringrazia Francesco Carriglio per questo pregevole articolo storico tanto caro ai Marinai per sempre. Congratulazioni

  4. Francesco Carriglio dice:

    Grazie Ezio Pancrazio Vinciguerra

  5. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Buongiorno e grazie a te Francesco Carriglio carissimo e stimatissimo; grazie per questa testimonianza storica e complimenti per la ricerca storica e anche per l’impegno profuso nell banca della memoria: la nostra!

  6. Grazie Ezio per la tua disponibilità per la pubblicazione della mia breve ricerca sul tuo preziosissimo Blog “La voce del Marinaio”. Un abbraccio

  7. Egidio Alberti dice:

    Interessante ricostruzione storica. Ti auguro un buon pomeriggio

  8. Anna Maria Barbaglia dice:

    C’era anche mio nonno Riccardo Barbaglia. Ho una foto vestito da cinese. Sicuramente la trovo e te la posto

  9. Renato Ruffino dice:

    Li siamo nel 1900-1901

  10. Renato Ruffino dice:

    La tomba del signore in oggetto (STV Ermanno Carlotto) riposa a non più di 20 Km da casa mia e quella immagine l’abbiamo messa sulla sua tomba nel giorno del suo compleanno… a presto. Ciao. Renato Ruffino

  11. Renato Ruffino dice:

    di questa storia ne ho fatto tre volumi… non grandi ma inediti… e concentrati sulla bella figura del S:T.V. Ermanno Caserma Carlotto (Reggimento San Marco)

  12. Niko Ti dice:

    Mitico Renato li ho visionati e sono una meraviglia, inediti e scritti con passione. BRAVISSIMO

  13. Romanino Borton dice:

    Renato ma dove si trovano questi volumi.grazie.

  14. Renato Ruffino dice:

    me li sono fatti per me… ma non è detto che possa cederli ad altri.. Ciaooo

  15. Romanino Borton dice:

    A va bene.grazie lo stesso.

  16. Pino Sammartano dice:

    Mi ricordo il film 55 giorni a Pechino, con Charlton Heston, del 1963. Molto bello da rivedere!

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