2 novembre 1987, Tullio Tedeschi

di Gennaro Ciccaglione

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…e Mario Milano, Marinai molisani.

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Il 15 luglio 1910 nasceva ad Isernia Tullio Tedeschi, uno dei sei “siluri umani” che nelle prime ore del 26 marzo 1941, dopo essere penetrato nella munitissima baia di Suda, armata e ben fortificata base marittima inglese nel mare Egeo, eseguendo gli ordini del tenente di vascello Luigi Faggioni, prese di mira l’incrociatore pesante York, vi puntò contro la prua del suo MTM (motoscafo da turismo modificato), il famoso “barchino esplosivo” carico di trecentocinquanta chili di tritolo, portò il motore al massimo della velocità, bloccò il timone e si gettò in mare, aspettando che la piccola imbarcazione facesse il resto.

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Gli inglesi avvertirono il rombo del motore Alfa Romeo e senza neppure capire cosa fosse e da dove provenisse aprirono il fuoco con tutte le armi di bordo. L’esplosione del barchino sovrastò tutti gli altri spari e lo York, con una fiancata squarciata, iniziò ad affondare.
Tullio Tedeschi fu uno dei due molisani decorati di Medaglia d’Oro al Valore Militare per gesta compiute nella Regia Marina. Morì ad Isernia il 2 novembre 1987.

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A lui si affianca il Capitano di Corvetta Mario Milano nato a Termoli il 17 luglio 1907. Allievo dell’Accademia Navale di Livorno dall’ottobre 1923, nel giugno 1928 conseguì la nomina a Guardiamarina stando imbarcato sull’incrociatore Bari. Promosso Sottotenente di Vascello nel 1929, imbarcò poi sui cacciatorpediniere Calatafimi e Monzambano e dal novembre 1930 al luglio del 1931 frequento il Corso Superiore all’Accademia Navale. Promosso Tenente di Vascello nel 1933, nel 1938 imbarcò su unità subacquea. Promosso Capitano di Corvetta nel 1940, allo scoppio del 2° conflitto mondiale ebbe il comando del cacciatorpediniere Granatiere, con il quale compi numerose missioni di scorta ai convogli. Nell’ottobre 1940 ebbe il comando del cacciatorpediniere Fulmine con il quale il 9 novembre 1941 scortò un convoglio diretto in Libia. Durante la navigazione il Fulmine, improvvisamente attaccato da una più consistente formazione navale inglese, affronto arditamente l’avversario, ma centrato da grossi calibri ed irrimediabilmente colpito nelle sue parti vitali, affondo. Il comandante Mario Milano, ferito sin dall’inizio del combattimento, continuo la sua opera e, benché rimasto nuovamente ferito, e in modo grave, proseguì la lotta e quando ormai l’unità al suo comando iniziò ad affondare, ebbe la forza di prodigarsi per porre in salvo l’equipaggio, scomparendo poi negli abissi con la nave.

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L’episodio si svolse di fronte a Capo Spartivento di Calabria e l’unità era impegnata nella scorta del famoso convoglio Duisburg ma fu colta di sorpresa dalla famigerata “Forza K” dotata di radar e praticamente annientata.

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4 risposte a 2 novembre 1987, Tullio Tedeschi

  1. Leandro Melli dice:

    Uomini che hanno anteposto il dovere e l’amore patrio a qualsiasi altra cosa , affetti ed incolumità personale.
    Con scarse disponibilità economiche e di mezzi,spesso vilipesi e sottovalutati , sono riusciti ad ottenere risultati tali da fare ancora impallidire i Superman di oggi.

  2. Marisella Virdis dice:

    R.I.P.

  3. Filippo Bassanelli dice:

    R.I.P.

  4. Marinaio di Lago dice:

    R.I.P.

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