6.10.1936, Aniello Iaccarino

di Franco Iaccarino

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L’avventurosa vita sul mare di Aniello Iaccarino. Gli incontri con d’Annunzio e Marconi. L’imbarco sulla nave “Dogali”.

 Sulla torpediniere silurante nella spedizione italiana nella baia di Buccari ebbe un encomio solenne dal ministero della Marina. Scelto col nostromo Luigi Stabile di Sant’Agnello nell’equipaggio della nave “Elettra” formato in gran parte da marinai della penisola sorrentina.
Dopo pochi anni dallo sbarco dei Mille a Marsala avvenuto nel 1860, nacquero: Gabriele d’Annunzio a Pescara il 12 marzo 1863, Aniello Iaccarino a Piano di Sorrento il 28 aprile 1865, Guglielmo Marconi a Bologna il 25 aprile 1874. Il destino li avrebbe fatti incontrare per consentire loro di compiere imprese memorabili e di rilevanza mondiale sebbene lontani per luoghi di nascita, culture distinte e diversi per estrazione sociale.
Guglielmo Marconi, fisico e inventore a seguito degli esperimenti realizzati in territorio bolognese sul quale era edificata la paterna Villa Griffone, riuscì ad applicare commercialmente su vasta scala la telegrafia senza fili.
 La mancata risposta del ministero delle Poste e telegrafi al quale aveva inviato la richiesta per ottenere i finanziamenti (patria vile, ebbe a dire Carducci) e l’avere come madre l’irlandese Annie Jameson lo spinsero a costituire a Londra la Marconi Wireless Telegraph Company.
 Nel 1887 presentò la domanda per ottenere il riconoscimento inglese al suo sistema di telegrafia senza fili a seguito del quale, nel 1901, riuscì a trasmettere il segnale “S” attraverso l’Atlantico, da Poldhu in Gran Bretagna all’isola di Terranova nel Canada. Gabriele d’Annunzio detto il Vate, estroverso ed ammirato romanziere e poeta, si  era trasferito dall’Abruzzo a Roma ove otteneva un notevole successo come giornalista partecipando attivamente alla vita mondana tra avventure amorose e salotti letterari. Visse anche a Napoli e poi a Firenze dove fu protagonista del tempestoso e dispendioso amore con l’attrice Eleonora Duse in conseguenza del quale fu costretto a rifugiarsi in Francia per sfuggire ai creditori, “in volontario esilio” com’era solito dire.

Aniello Iaccarino, macchinista in 2° della Regia Marina, nel novembre del 1907 era sbarcato dalla nave “Dogali” dopo un viaggio durato 42 mesi e sentiva molto forte il desiderio di rivedere la propria la famiglia che viveva nel natio casale di San Liborio. Aveva risparmiato una somma sufficiente per acquistare un edificio per la sua nuova casa nella piazzetta del borgo. Aveva anche un locale al piano strada, destinato ad essere la sede d’incontro dei compaesani durante i giorni festivi, al lato del quale si doveva innalzare una gran bandiera con lo stemma sabaudo. Lo chiamò “Circolo Principi di Piemonte”.
Il 28 dicembre 1908 avvenne il terribile terremoto e maremoto di Messina e Reggio Calabria che provocò innumerevoli vittime e i soccorsi giunsero presto con gli equipaggi delle navi militari di molti paesi.
Assieme a quelli italiani, giunse anche Aniello che ricevette un diploma e una medaglia ma la tragedia evidenziò la mancanza di comunicazioni rapide in quanto i soccorritori dovevano recarsi di persona nei luoghi in cui era presente un telegrafo funzionante e non distrutto dal sisma per poter trasmettere ai rispettivi Comandi sia le richieste di materiali sia le notizie. 
Nella notte tra il 14 ed il 15 aprile del 1912 avvenne l’affondamento del Titanic, ma in quest’occasione le navi erano già dotate di un apparato trasmittente ideato da Marconi con la quale l’addetto poteva inviare il segnale di soccorso urgente (tre punti, tre linee, tre punti corrispondenti al messaggio SOS) che però, a causa della limitata potenza, era ricevuto solo dalle navi più prossime al luogo del disastro.
 Il 28 luglio 1914 iniziò la guerra durante la quale i tre italiani ebbero l’opportunità di incontrarsi. Gabriele d’Annunzio rientrò in patria per arruolarsi perché fervente interventista tanto da pronunciare dallo scoglio di Quarto il discorso “La sagra dei Mille”.
 La sua partecipazione, nonostante avesse 52 anni, fu prima nell’esercito, poi in aviazione e poi in marina. Con Costanzo Ciano ideò la spedizione italiana nella baia di Buccari, cittadina della Croazia e sede di un’importante base navale austriaca. In questa circostanza conobbe Aniello Iaccarino che prestava servizio sulla torpediniera silurante 13 OS di stanza nel porto militare di Brindisi e sulla quale si trovava anche il sottufficiale Luigi Stabile di Sant’Agnello.
La torpediniera silurante era un’imbarcazione leggera, veloce e armata di siluri, ma eccessivamente piccola per essere impiegata in alto mare. Fu sostituita dalla più veloce “Motobarca Armata SVAN” o “Motobarca Armata Silurante” (d’Annunzio la modificò in M.A.S. con riferimento all’acronimo del motto “Memento Audere Semper”, ricorda di osare sempre).
Era una velocissima imbarcazione, con dislocamento da 20 a 30 tonnellate, dotata d’armamento leggero, ma soprattutto di siluri e bombe di profondità che poi fu usato dalla Xª Flottiglia MAS. In occasione della spedizione a Buccari, tre torpediniere siluranti, la 12 PN, 18 e 13 OS, presero a rimorchio tre MAS con una scorta di altre nove unità mentre due sommergibili sorvegliavano le acque di Capo Promotore all’estremità meridionale di Istria. La missione consisteva nello sferrare un attacco contro il naviglio militare e mercantile ancorato nella baia contro i quali i MAS avrebbero dovuto lanciare i loro siluri.

Sfortunatamente questi scoppiarono sulle reti di protezione che circondavano le navi nemiche, ma l’azione, pur non causando danni materiali, fu d’alto valore per l’influenza morale che ebbe sugli austriaci in quanto d’Annunzio, prima di lasciare la baia, lanciò in mare tre bottiglie contenenti il seguente messaggio: “In onta alla cautissima flotta austriaca occupata a covare senza fine dentro i porti sicuri la gloriuzza di Lissa, sono venuti col ferro e col fuoco a scuoterne la prudenza nel suo più comodo rifugio i Marinai d’Italia, che si ridono di ogni sorta di reti e di sbarre, pronti sempre a “osare l’inosabile”. E un buon compagno, ben noto, il nemico capitale, fra tutti i nemici il nemicissimo, quello di Pola e di Cattaro, è venuto con loro a beffarsi della taglia.
Gabriele d’Annunzio”.
 La definizione di “nemico capitale” era attinente ai bombardamenti effettuati su Pola tra il 3 e il 4 agosto 1917, su Cattaro il 4 e 5 ottobre dello stesso anno: per questi motivi il governo austriaco aveva promesso una taglia a chi avesse catturato d’Annunzio. A seguito dell’impresa di Buccari, Aniello Iaccarino ricevette dal ministero della Marina un encomio solenne oltre a due croci di guerra per altre azioni militari. Il 4 novembre 1919 il conflitto ebbe termine e Guglielmo Marconi acquistò per 21mila sterline dal governo inglese la Nave Elettra. L’avere un equipaggio affidabile era una necessità alla quale il senatore a vita Marconi non poteva sottrarsi e, per ottenerlo, non ebbe remore a chiedere consigli a chi, amico come d’Annunzio, aveva vissuto anche la vita del marinaio. I motori e le attrezzature erano importanti quanto i nuovi strumenti radio da sperimentare. La scelta cadde su due persone note: il primo macchinista Aniello Iaccarino e il nostromo Luigi Stabile. L’allestimento della nave iniziò nel 1919 nel porto di Napoli. L’equipaggio era in gran parte originario della penisola sorrentina e proveniente da quell’Istituto nautico di Piano di Sorrento che istruiva una notevole parte della marineria italiana. La tappa successiva fu La Spezia per installare le apparecchiature elettriche di cui necessitava Marconi per la sperimentazione delle trasmissioni ad onde corte.
 Il 22 settembre 1920 “la candida nave che navigava nel miracolo ed animava i silenzi”, cosi Gabriele d’Annunzio aveva definito l’Elettra, entrò nel porto di Fiume sulle cui terre erano giunti il 12 settembre del 1919 circa 2.600 ribelli dell’esercito partiti da Ronchi presso Monfalcone (poi chiamato Ronchi dei Legionari) con alla testa il Vate.
 A Fiume si incontrarono contemporaneamente per la prima e ultima volta i tre personaggi dell’Italia unita e l’accoglienza fatta dal Poeta all’equipaggio costituì una vibrante e indimenticabile manifestazione di italianità.
 Nell’estate dei 1923 l’Elettra avrebbe compiuto una lunga crociera nell’Atlantico del Sud ove fu sperimentato il sistema delle “onde corte a fascio” e aperta la nuova era delle telecomunicazioni.

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6 risposte a 6.10.1936, Aniello Iaccarino

  1. Golfaranci. "ammentos" dice:

    Quando l’ELETTRA bazzigava a GOLFO ARANCI ..

  2. Storie e memorie di mare - Navi e Marinai dice:

    condiviso

  3. Marisella Virdis dice:

    R I P

  4. Giuseppe Carlo Gino dice:

    r i p marinaio

  5. Roberto Tento dice:

    R.I.P

  6. Francesco Paolo Disegni dice:

    Onori a un grande Marinaio e che r.i.p.

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