I treni armati

di Virginio Trucco
Foto per gentile concessione dell’autore a www.lavocedelmarinaio.com
(Fonte Ufficio Storico della Marina Militare)

Già nelle prime ore del 24 maggio 1915, nonostante le città della costa Adriatica, fossero state dichiarate città aperte, unità della flotta Austro-Ungarica bombardarono importanti centri costieri con l’obbiettivo di creare il panico nella popolazione e movimenti di opposizione alla guerra. Vista la lunghezza delle coste e l’impossibilità di mantenere in mare con continuità navi per la difesa costiera, e vista la scarsità di pezzi d’artiglieria del Regio Esercito, tutti impegnati sul fronte dell’Isonzo, visto lo sviluppo della linea ferroviaria Adriatica, per lunghi tratti allora come oggi corre parallelamente alla costa, l’ammiraglio Paolo Thaon di Revel, l’allora capo di stato maggiore della Marina, pensò di utilizzare pezzi di origine navale, di cui la Marina aveva forti scorti, montati su carri ferroviari che opportunamente posizionati sulla linea potessero intervenire rapidamente contro gli attacchi nemici. Nel mese di luglio, la Regia Marina, prese accordi con il ministero dei lavori Pubblici per l’utilizzo della linea e l’invio di materiale rotabile presso l’Arsenale di La Spezia, al fine di approntare i convogli. L’arsenale, fino al settembre 2016, realizzò 10 convogli, che furono distribuiti sulla linea Adriatica. Con le prime consegne a settembre 1915. L’armamento dei treni era composto da cannoni da 120/40,152/40 ed per il tiro antiaereo di 76/40. Il materiale rotabile, comprendeva carri PO, POz, F, FI ed FF, più carrozze ABz e bagagliai DPz, i carri a pianale, furono rinforzati e dotati di appositi mensoloni con piede a vite per lo scarico delle sollecitazioni sulla rotaia e sulla massicciata, e per i cannoni di maggior calibro vennero costruite apposite sponde al fine di permettere l’utilizzo dei pezzi brandeggiati.
A seconda dell’armamento variava la composizione del treno.

Treno “ 1° Tipo” 6 convogli
1 locomotiva gruppo 290 o 875 in testa
1 carro Po modificato utilizzato come carro comando e D.T.(direzione del tiro)
1 carro Poz con due pezzi da 76/40 contraerei
1 carro F utilizzato come santabarbara
4 carri Poz con un pezzo da 152/40
1 carro F utilizzato come santabarbara
1 locomotiva gruppo 290 0 875 in coda.

Treno “ 2° tipo” 5 convogli
1 locomotiva gruppo 290 0 875 in testa
1 carro Po modificato utilizzato come carro comando e D.T.
2 carri Poz con due pezzi da 120/40 per carro
2 carri Poz con due pezzi da 76/40 antiaerei o due mitragliatrici antiaeree
1 locomotiva gruppo 290 o 875 in coda.

Treno” 3° tipo” un convoglio
1 loc gruppo 290 0 875 in testa
1 carro Po modificato utilizzato come carro comando e D.T.
4 carri Poz con due pezzi 76/40 e 2 mitragliatrici antiaeree
1 carro FF utilizzato come officina
2 carri F utilizzati come santabarbara
1 loc gruppo 290 o 875 in coda.

Per ogni treno, vi era poi un treno logistico, per l’alloggio dei marinai e le riparazioni 
1 locomotiva gruppo 290 o 875 in testa
1 carro serie FI utilizzato come cucina e cambusa
2 carri FF utilizzati deposito materiali, officina e alloggio personale
1 carrozza Abz 1910 utilizzato come alloggio ufficiali e sottufficiali
1 bagagliaio DPz utilizzato come alloggio marinai
2 carri F utilizzati come deposito munizioni.

Dei 10 treni in servizio furono approntati 2 con cannoni da 152/45, 2 con cannoni da 152/40, 4 con cannoni da 120/40 e uno con cannoni da 76/30.

L’assegnazione delle tratte ai vari tipi dei treni, tenne conto sia del tipo di minaccia che dovevano affrontare, sia la distanza della linea ferroviaria dalla costa.
Ad ogni treno, fu assegnato un tratto di costa di lunghezza fra i 60 e gli 80 Km. In questa tratta, veniva individuata un stazione, dotata di opportuni binari di ricovero, dove i due treni stazionavano di notte. Poco prima dell’alba, tutto il traffico ferroviario, veniva interrotto, e il treno armato si portava in una stazione atta ad incroci/ precedenze, sita a circa metà della tratta assegnata, detta stazione di appostamento, questo perché l’alba era l’ora migliore per le incursioni, il sole basso sull’orizzonte, rendeva difficoltoso l’avvistamento e la direzione del tiro. In particolari località particolarmente esposte, furono approntati, dei terrapieni, al fine di fornire un qualche riparo al treno. In caso d’allarme, erano state date opportune disposizioni ai dirigenti movimento, tutto il traffico doveva essere interrotto, tutti i treni ricoverati (la maggior parte della linea era a binario unico), in modo da lasciare libero transito al treno armato, che vista la velocità di circa 60Km/h, in più o meno mezzora, potevano raggiungere gli estremi della tratta assegnata, grazie all’addestramento degli equipaggi, dal momento della fermata il treno era pronto a far fuoco in 25 o 40 secondi a seconda del tipo di treno. Ogni treno era comandato da un tenete di vascello, specializzato in artiglieria e tiro, con una forza di 60/90 uomini fra sottufficiali e comuni, alle dipendenze del servizio dei treni armati, con sede ad Ancona ed alle dirette dipendenze del comando del dipartimento di Venezia. Completava l’equipaggio del treno personale ferroviario militarizzato adibito alla conduzione del convoglio, macchinisti, aiuto macchinisti, capotreno e frenatori.

 

(MEDAGLIA TRENI ARMATI REGIA MARINA)

Medaglia in argento coniata nel 1918 per i Treni Armati della Regia Marina. Durante della 1a Guerra Mondiale, per la difesa delle coste da incursioni navali, la Regia Marina sviluppò artiglierie mobili su treni armati da utilizzare in combinazione con le batterie fisse costiere ed il naviglio sottile. La valida esperienza, portò alla realizzazione di treni armati anche durante il secondo conflitto mondiale.

Attività belliche dei treni armati
Il primo treno armato entra in servizio nell’ottobre 1915. Il giorno 11 gennaio 1916 il T.A. che operava nella tratta Cervia-Pesaro, apre il fuoco con i suoi pezzi antiaerei contro 4 idrovolanti austro-ungarici che stavano bombardando Rimini, uno dei veicoli e colpito e costretto ad ammarare, il 15 febbraio interviene di nuovo contro idrovolanti che bombardavano Rimini. Il 17 gennaio 1916 il treno che operava nella tratta Pesaro – Palombina respinge un attacco aereo su Ancona un veicolo nemico, viene abbattuto, il 28 novembre 1916, interviene contro unita austriache che stavano bombardando la costa marchigiana concentrandosi contro un treno merci appena partito da Fano, vengono sparati 17colpi da 152 e 18 da 76mm, il fuoco costringe le unità nemiche a ritirarsi. Il 5 novembre 1916 il T.A. che operava nella tratta Giulianova – Torino di Sangro, interviene per contrastare l’azione di bombardamento del paese di Sant’Elipo a Mare effettuato da 3 torpediniere, l’efficace fuoco costringe le unità nemiche ad interrompere il bombardamento, in dieci minuti vengono sparati 25 colpi da 120mm. Il 3 febbraio 1916 il treno che operava nella tratta Torino di Sangro – Ripalla , contrasta l’azione di bombardamento portata da un incrociatore corazzato, tre cacciatorpediniere e due torpediniere, verso le stazioni di Ortona e San Vito Lanciano, il fuoco antinave, costringe le unità a interrompere l’azione. Il 2 novembre 1917, il T.A. che operava nella tratta Bellaria – Cattolica, apre il fuoco contro un idrovolante impegnato in azione di lancio di volantini, il 28 novembre si porta su allarme a Rimini per contrastare l’attacco portato da unità nemiche a Porto Corsini, apre il fuoco contro le unità austriache costringendole ad allontanarsi.. il 27 luglio 1916 il T.A. che operava sulla tratta Barletta – Monopoli in cooperazione con altro T.A. produce un intenso fuoco antiaereo che fa interrompere l’azione di bombardamento portata da idrovolanti austriaci su Bari e Molfetta. Il 3 aprile 1916 il T.A. dislocato ad Ancona come batteria fissa antiaerea, durante un pesante bombardamento aereo sulla città abbatte 3 dei 5 aeri attaccanti nonostante sia fatto lui stesso segno di bombardamento che provoca 5 feriti fra l’equipaggio. Il 27 luglio 1916. il T.A. che operava nella tratta Barletta – Bari , in concorso con altro T.A. contribuisce a far interrompere l’attacco aereo contro Bari e Molfetta, il 28 novembre 1917, entra in azione contro due idrovolanti nemici che attaccano Barletta, un velivolo viene abbattuto.
A partire dal 1917, con la costruzione di batterie costiere fisse, il numero dei treni armati inizio a diminuire, anche se alcuni di quelli armati con cannoni da 152 vennero utilizzati sul fronte terrestre.

Bibliografia:
Bollettino d’Archivio dell’ufficio storico Marina Militare numero Dicembre 2008 – Treni armati.
Supplemento alla Rivista Marittima novembre 2002.

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9 risposte a I treni armati

  1. Roberto Tento dice:

    Belle foto..Grazie Ezio Pancrazio Vinciguerra..

  2. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Grazie Carlo

  3. Marinaio Leccese dice:

    Grazie Virginio Trucco per questo interessantissimo ed esaustivo articolo della nostra storia.

  4. Salvatore Chiaramida dice:

    Interessante

  5. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Buongiorno carissimo e stimatissimo Virginio Trucco, grazie e complimenti.
    Un articolo interessantissimo e scritto così bene da appassionarmi a tal punto di immedesimarmi con quella generazione di Marinai per sempre.
    Un abbraccio grande come il mare e grande anche come il tuo cuore pio e misericordioso di Marinaio per sempre.

  6. Vincenzo Curulli dice:

    questi treni armati cerano anche a Ferruzzano rc . Mi raccontava mia nonna che il treno si nascondeva nella galleria all’uscita della stazione e usciva e sparava e poi rientrava questa era la galleria

  7. Virginio Trucco dice:

    Buongiorno carissimo Ezio Pancrazio Vinciguerra, lunedì massimo martedì ti invierò la seconda parte riguardante il secondo conflitto mondiale.

  8. Virginio Trucco dice:

    non vedo e cediamo l’ora di leggerlo 🙂

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