Ecco cosa si prova ricordando l’8 settembre 1943


di Raffaele Bonfili

Caro Ezio,
non si costruisce nulla con chi pensa solo a cose futili, o con coloro che lamentano dubbi e perplessità, sempre e ovunque. Bisogna valorizzare l’impegno, la tenacia a chi crede alla riuscita dell’evento. Se anche estranei sostengono il valore di questo progetto che ben venga (non è detto chi si posta in un network con un vero nome, sia un marchio di qualità o di garanzia di chi usa invece un nick).
Ecco cosa rispose la medaglia d’oro Emilio Legnani alla domanda:
– “Comandante, cosa provò l’otto settembre ’43?”.
– “Piansi! Un pianto irrefrenabile. Quel giorno la Patria morì con il suo onore, ed il sacrificio di Fecia di Cossato testimoniò il sentimento di tutti noi.
Stanco delle puerili e sterili polemiche emerse sin dall’inizio alla presentazione dell’evento che si aggirano intorno al nome Caio Duilio, mi fermo qui, in attesa che altri tentino.
Forse i veri sentimenti sono morti l’8 settembre?

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