9.9.1934, varo regio incrociatore Muzio Attendolo

di Sergio Cavacece

La regia nave Muzio Attendolo, incrociatore leggero della classe “Condottieri”, fu una moderna unità della nostra Marina da Guerra. Entrata in servizio nel 1935 venne impiegata in missioni di scorta ai convogli diretti in Libia ed Albania, partecipò alla battaglia di Punta Stilo (Reggio Calabria) del 9 luglio1940, alla battaglia della Sirte del 17 dicembre 1941 ed alla seconda battaglia di mezzo agosto combattuta tra il 10 ed il agosto 1942. Proprio nel corso del combattimento il 13 agosto venne silurata dal sommergibile Britannico “Unbroken” il quale asportò completamente la prua. L’Attendolo venne quindi rimorchiata all’interno della base navale di Messina sede del C.M.M.A. (Comando Militare Marittimo Autonomo) in Sicilia (MARISICILIA) dove sventolava la bandiera a due stelle dell’Ammiraglio di squadra Barone.

In seguito trasferita a Napoli per le dovute riparazioni, il giorno di S. Barbara e cioè il 4 dicembre del 1942, venne colpita da una o più bombe sganciate da aerei nemici. Domati gli incendi che ivi erano scoppiati in seguito al bombardamento, un falso allarme fece rimandare i lavori di completamento di messa in sicurezza. Questo imprevisto risultò fatale alla nave la quale prima s’inclino e successivamente affondò.
A termine del conflitto venne recuperata e demolita.

L’Attendolo entra nel porto di Messina. Le palazzine alle spalle sono all’interno di MARISICILIA Messina. Fino ad oggi il fabbricato bianco è la sede di Marigenimil, quello alla sua destra ex Maricommi ancora a destra palazzina ex Sommergibili.

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Una risposta a 9.9.1934, varo regio incrociatore Muzio Attendolo

  1. DCA dice:

    Ma il Marò d’Italia Cavacece, sa che la bandiera a due stelle di cui parla si riferisce ad un Ammiraglio di Divisione? Inoltre tale bandiera non è personale dell’Ammiraglio ma dipende dal suo grado, in questo caso Barone era Ammiraglio di Squadra, quindi 2 stelle con corona. Ed aggiungo che la dinamica dell’affondamento non è per niente chiara, spero che l’autore voglia spiegarci la sua tesi, visto la sua vasta conoscenza in materia navale. In conclusione, in questo articolo possiamo vedere l’ennesima gaffe di Cavacece e spero che la redazione controlli gli articoli prima di pubblicare fesserie. Tra l’altro non è la prima volta che accade in questo blog.

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