9.7.1942, il regio sommergibile Perla viene bombardato

di Antonio Cimmino

PER GRAZIA RICEVUTA

Il regio sommergibile Perla il 9 luglio 1942 subì un intenso bombardamento, con cariche di profondità, dalla corvetta britannica HMS Hyacinth al largo di Cipro che costrinse il battello a riemergere.
Fallito il tentativo di auto affondamento, il sommergibile fu catturato e incorporato nella Royal Navy (P 712) e successivamente nella Marina Greca (Matrozos).

Tutto l’equipaggio fu recuperato e preso prigioniero dagli inglesi, tranne il sergente Antonio De Maria deceduto nello scontro.
Nel combattimento del 27 giugno 1940 aveva già perso 13 uomini dell’equipaggio.

Questa testimonianza è stata resa dal Marinaio Alfonso Esposito, nato a Castellammare di Stabia il 30 agosto 1914 e morto a Milano il 2 maggio 1990.
Alfonso nel corso della sua vita ricordava spesso questo episodio e il combattimento del 27 giugno 1940 dove, con il regio sommergibile Perla, aveva perso 13 marinai suoi amici.

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Questo libro racconta la vicenda bellica di un mio zio acquisito, ufficiale di rotta sul regio sommergibilecostiero Perla che, alla caduta dell’Africa Orientale, per sfuggire agli inglesi, fece il periplo dell’Africa ed arrivò a Bordeaux (BETASOM).

Successivamente, entrato in Mediterraneo, il “Perla” fu catturato dagli inglesi al largo di Beirut. Mio zio fu fatto prigioniero e trasportato nel campo di Dera Duhn, ai piedi dell’Himalaya.
Prigioniero NON cooperatore e fortemente incavolato col re e Badoglio a causa dell’infame armistizio, fu ospite di sua maestà britannica fino al luglio del ’46, quando fuggì con un compagno di prigionia e raggiunse Napoli imbarcandosi clandestinamente su una nave mercantile.
Biagio, classe 1918, nato a Torre Annunziata, diplomato nautico, nell’ottobre del ’38 fu ammesso alla frequenza del 34° corso allievi ufficiali di complemento presso l’accademia navale di Livorno.
Nel giugno del 1939, nominato aspirante guardiamarina di complemento imbarca sul regio sommergibile Tazzoli, e nel gennaio 1940, come ufficiale di rotta, è destinato sul regio sommergibile Perla che, poco dopo, viene inviato a Massaua, in Eritrea.
Nel febbraio 1941, allo scadere della ferma di leva, è trattenuto in servizio per esigenze di carattere eccezionale (l’Italia è in guerra).
Biagio segue la sorte del “Perla”; partecipa al periplo dell’Africa ed alle missioni del sommergibile, fino alla cattura, davanti a Beirut, nel luglio 1942.

Inizia così il lungo periodo di prigionia in India, durato ben quattro anni, prima del rientro in Patria, ad agosto del 1946.

“Facemmo il nostro dovere perché le circostanze lo richiedevano, vedemmo cadere o scoparire in mare tanti amici con i quali avevamo diviso gioie e ansie della giovinezza. Agimmo senza esaltazioni, e anche senza recriminazioni. Quelli che, dopo di noi, fossero chiamati a prove analoghe, cosa che certo non mi augurom si comporterebbero esattamente come noi, come noi ci siamo comportati come quelli che ci hanno preceduto.
E’ una certezza , non una speranza. Biagio”.

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