8.7.1943, affondamento regia motonave Valfiorita

di Sergio Cavacece

Motonave da 6200 tsl, lunga 144,47 metri, larga 18,65, velocità di 14-15 nodi.
Impostata nel 1939 nei cantieri Franco Tosi di Taranto, viene varata il 5 luglio 1942
 e completata il 25 agosto 1942 dalle Industrie Navali Società Anonima.
IL 
17 settembre 1942, la Valfiorita viene requisita dalla Regia Marina, per essere adibita al trasporto di rifornimenti in Africa Settentrionale.
In conseguenza a questo nuovo stato di fatto, la nave viene armata con un cannone da 120/45 e tre mitragliere contraeree Oerlikon da 20 mm. In funzione di difesa passiva, per ostacolare la localizzazione della Valfiorita da parte di unità nemiche, viene installato anche un impianto nebbiogeno a cloridrina.
Il 20 settembre 1942 la nave inizia a Taranto il carico di rifornimenti destinati alle forze italo-tedesche a Bengasi, prendono parte al viaggio in AS anche un centinaio di militari del Reggimento Cavalleggeri di Lodi.

Il 3 ottobre inizia il viaggio, ma nel corso della traversata viene attaccata da aerei della RAF, colpita da un siluro lanciato da un Wellington, la Valfiorita nonostante i gravi danni subiti, riesce a raggiungere Corfù il giorno successivo e a incagliarsi a pochi metri dalla costa.
Sbarcati uomini e mezzi, solamente il 25 novembre 1942, dopo avere effettuato alcuni lavori, viene messa in condizioni di riprendere il mare, e raggiunge Taranto per i lavori di riparazione.
Terminati i lavori in bacino, a fine giugno 1943 la Valfiorita, ultimò anche le prove in mare e tornò in servizio.
Il 27 giugno 1943 il Comandante civile della motonave, il Capitano di lungo corso Giovanni Salata, chiede l’invio del materiale che mancava, specie delle 55 bombole di anidride carbonica dell’impianto antincendio, che erano state sbarcate per essere ricaricate dopo il siluramento dell’ottobre 1942 e non erano più state restituite. Furono inviate dieci bombole, ma il 7 luglio 1943 il Tenente di Vascello Giuseppe Strafforello, nuovo Comandante militare della Valfiorita dovette lamentare allo Stato Maggiore che le dieci bombole mandate erano inadatte all’impianto della Valfiorita, e che, come già aveva comunicato il comandante Salata il 2 luglio 1943, non c’erano altri mezzi antincendio a bordo della nave.
Sempre in data 7 luglio 1943, la nave in tarda serata, parte da Taranto in direzione Messina, sprovvista di ogni mezzo per spegnere qualsiasi focolare d’incendio, carica di mezzi, tra cui camion Fiat 626, moto, autoblindo e altri veicoli. L’equipaggio civile era composto da 45 uomini, mentre quello militare era composto da italiani e tedeschi. Arrivata a Messina, intorno alle 20,50 dell’8 luglio 1943, lascia il porto messinese in direzione Palermo, alle 22,30 giunta nello specchio di mare tra Capo Rasocolmo e Mortelle, viene fatta oggetto di attacco nemico da parte del sommergibile della Royal Navy HMS Ultor (P53) agli ordini del Lt. George Edward Hunt DSC, RN. L’unità britannica lancia quattro siluri, due dei quali colpiscono mortalmente la motonave. Distrutto il carteggio di bordo, i due comandanti civile e militare, danno l’ordine di abbandono della nave. In soccorso dei naufraghi, oltre alla torpediniera di scorta “Ardimentoso”, accorsero da Messina le regie corvette Camoscio e Gabbiano.

Su 45 civili e 22 militari (18 italiani e 4 tedeschi) che componevano l’equipaggio della Valfiorita, 13 civili persero la vita (dodici – soprattutto del personale di macchina – risultarono dispersi ed il direttore di macchina Pegazzano morì in ospedale) e 11 militari (7 italiani e 4 tedeschi) rimasero feriti.
Il relitto del Valfiorita, spezzato in due tronconi, viene considerato a tutt’oggi uno dei più affascinanti relitti. Il troncone centrale-poppiero giace in assetto di navigazione, mentre quello prodiero giace piegato sul lato sinistro, entrambi ancora carichi di esplosivi, munizioni e vari mezzi, a circa 70 mt di profondità.

Al centro della foto George Edward Hunt (4 luglio 1916 – 16 Aug 2011) DSC, DSO, RN, Comandante del HMS Ultor (P53). Al momento dell’affondamento della Valfiorita, rivestiva il grado di Lt (Lieutnant-Tenente) decorato con DSC.

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8 risposte a 8.7.1943, affondamento regia motonave Valfiorita

  1. Sergio Cavacece dice:

    Grazie per avermelo ricordato….un abbraccio da Messina!

  2. Egidio Alberti dice:

    ONORI AI CADUTI DELLA MOTONAVE VALFIORITA. RR.II.PP.

  3. Rocco Ettore dice:

    Onori

  4. Raffaele Napolitana dice:

    ONORI A tutti loro RR.II.PP

  5. Roberto Tento dice:

    Onore alloro tutti

  6. Golia dice:

    Detta storia è scritta e ripresa dal testo “I percorsi dello Stretto” storie ed immagini di navi sommerse nello Stretto di Messina edito da Grafoeditor Edizioni di cui non vi è traccia didascalica. Ad ogni modo, lasciando da parte la paternità di questa pagina di storia, abbondantemente conosciuta e pubblicata, la questione delle bombole ad anidride carbonica – di cui francamente non riesco a capire il nesso con tale tragedia del mare – non regge con le cause dell’affidamento o con una possibile salvezza del bastimento. Infatti i due siluri, non solo hanno divento la nave, poi spezzatasi in due tronconi, ma hanno dato seguito ad esplosioni che un semplice impianto a Co2 poco poteva fare contro tali conseguenze. In più detti impianti possono avere effetti sugli incendi solo e soltanto in locali perfettamente chiusi stagni e senza vie d’aria, cosa improbabile dopo il siluramento. Onore ai caduti, a coloro che veramente hanno servito la Patria.

  7. Armando dice:

    ~Al momento dell’affondamento della Valfiorita, rivestiva il grado di Lt (Lieutnant-Tenente) decorato con DSC~.

    Il grado di Lt. corrisponde al nostro STV. In Marina il grado di tenente non esiste. Un ~marinaio~ che non conosce i gradi? Strano

  8. DCA dice:

    Ovviamente il Sig.Cavacece saprà indicarci le differenze tra i vari impianti anticendio fissi in ambito navale. D’altronde quale esperto in ambito navale saprà chiarire ogni nostro dubbio per noi profani in questa materia.

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