La battaglia dei convogli nel ricordo di quelli come noi

di Antonino Migliaccio (*)

Il 23 maggio per noi marinai, è un giorno importante, ricorre l’anniversario della Commemorazione della “Battaglia  dei convogli” della II Guerra Mondiale”.
Nel 1993, anniversario del cinquantenario, deponemmo nel porto di Napoli la Lapide che ci ricorda tutti i marinai militari e mercantili che, in unità d’intenti, combatterono la battaglia.  La lapide  è rivolta a quel mare che idealmente si fa abbracciare nel ricordo di quanti non tornarono e giacquero nelle sue profondità.
Ogni anno ci troviamo qui riuniti, Autorità Civili e  Militari, con l’orgoglio e anche con l’onore per la presenza che ci hanno dato l’Ammiraglio Pio Forlani, esperto di storia navale, il Contrammiraglio Antonio Politi Responsabile A.N.M.I. Campania, l’Istituto del Nastro azzurro con il Presidente Col. Pasquale Parente, le Associazioni d’Arma con A.N.M.I. di C. Stabia. Associazioni di categoria con i relativi Presidenti
Questa Lapide, eretta a monumento perenne, è anche un simbolo, e come tutti i simboli, con la sua forza di riferimento, ci trasmette quei fattori coesivi per la costruzione di una società civile che condivida valori e speranze.


Questo è il motivo trainante della memoria, il nostro dovere, dopo 70 anni dall’Evento, di trasmettere ai giovani un messaggio di verità.
La guerra fu preparata con mancanza di realismo supponendone una durata breve.
Le navi mercantili, che si trovavano fuori del Mediterraneo, peraltro le più moderne, non preavvertite in tempo, rimasero internate in più di 200 in porti stranieri. Nessuno aveva pianificato l’impiego del naviglio mercantile da destinare in guerra alle necessità dei trasporti militari. Invece da subito ne sorse la necessità per il rifornimento  delle forze militari impiegate in Africa settentrionale. Per meglio comprendere  la tragedia cui entrambe le marine andarono incontro, bisogna tener conto  anche della  scelta fatta dai Capi della Marina di allora, che condizionò l’andamento della guerra fino all’8 settembre del ‘43.
L’Ammiraglio Iachino, allora comandante della nostra flotta, nel suo libro “Il tramonto di una grande Marina” scrive:
“…non si era preveduto e forse non  era possibile prevedere che sarebbe stato necessario scortare grossi e frequenti convogli per il nord Africa e l’Albania. Ben presto si dovette far ricorso anche ai Cacciatorpedinieri destinati alla squadra. con il risultato di perderne qualcuno e di logorali tutti più o meno rapidamente.”
Ed ancora dal libro  “Convogli “  diario di guerra dell’Ammiraglio Aldo Cocchia, grande invalido di guerra e medaglia d’oro al valor militare, che scrive:
“…Il compito fu assolto dai nostri instancabili cacciatorpediniere, con l’abnegazione, la bravura, il valore e la tenacia che erano loro tradizionali. Nel corso della guerra i nostri caccia hanno fatto di tutto, dalla scorta alle navi da battaglia, quelle rare rarissime volte, che tali navi hanno preso il mare, alle ben più impegnative  scorte di convogli”.
Atrocità della guerra!
Riporto testualmente la motivazione della medaglia d’oro al valor militare alla memoria del Capitano di Corvetta  Ener Bettica , più volte citato dal l’Ammiraglio Cocchia per il suo coraggio e la sua tenacia:
“Capo squadriglia la notte del 2 dicembre del ‘42  ottenuto il comando di un cacciatorpediniere nel corso di un aspro combattimento notturno contro una formazione avversaria, composta di incrociatori e cacciatorpediniere, con impavido animo si lanciava  due volte all’attacco delle unità nemiche  e, incurante della violenta reazione,con freddo ardimento e serena abilità, riusciva a portare a segno i suoi siluri dalle distanze più serrate, con sicuro effetto distruttivo di una delle navi avversarie.Canale di Sicilia 2 dicembre 1942.”
Dall’intervento al convegno di Napoli il Dott. Giorgerini, uno dei più esperti di strategia navale  rileva:
“La battaglia dei convogli fu la vera guerra della marina. Fu combattuta ogni giorno su rotte di traffico che mai cambiavano, in quanto le destinazioni non potevano essere altro che quelle rotte su cui le nostre due marine, quella da guerra e quella mercantile, sacrificarono la maggior parte delle navi e sia onore a loro degli equipaggi . Ma le linee di comunicazione non furono mai interrotte e sin all’ultimo la maggior parte di mezzi, di rifornimenti,di approvvigionamenti ,di uomini partiti  giunsero alle destinazioni previste…. Omissis”.


Su 4.199.370  di merci imbarcate solo 449.225 non giunsero a destinazione cioè il 10,5 % . I soldati imbarcati furono1.266.172 ne scomparvero in mare 23.443  cioè il 2 % molti ma numericamente pochi rispetto al totale. Insieme alla  Marina Militare che subì la perdita di circa 30.000 uomini in tutti i mari; la Marina Mercantile subì anch’essa un enorme sacrificio come detto innanzi. Tra il 10 giugno del ‘40 ed il maggio del 45, furono affondate o auto-affondate più di 800 navi. Distrutta per 9/10 del suo tonnellaggio ,oltre 7.000 morti di cui 500 nei campi di concentramento  e migliaia di feriti, gli valsero due medaglie d’oro al valor militare  e con la terza medaglia d’oro al valor militare alla bandiera, ad onore nostro della categoria, il riconoscimento dello status di combattenti, come recita la frase in unità d’intenti  combatterono”. In più le centinaia di decorazioni provano il contributo di  sacrificio e di sangue che gli equipaggi della mercantile hanno pagato durante l’ultimo conflitto.   Mi è doveroso esaltare l’amalgama di valori, di attaccamento al Paese e di eroismi, che  identificano la nostra marineria. Esempio eclatante  la “ Casina dei Capitani di Meta” con le sue 4 medaglie d’argento  della 2° Guerra Mondiale. Una per tutti la medaglia d’argento concessa al Tenente di Vascello nato a Meta di Sorrento il 18-12-1907  Giovanni Granata  Diplomato CLC nell’anno 1926 al “Nino Bixio di Piano di Sorrento”, alla memoria sul Campo:
“Imbarcato su un sommergibile, partecipava con completa dedizione all’attività offensiva della propria Unità, apportando il contributo del suo sacrificio, del suo animo elevato, della sua opera infaticabile  e della sua perizia. Nel corso di un ardimentoso attacco di un convoglio nemico scortato, immolava la propria vita al servizio della Patria.” Mediterraneo Occidentale  Giugno 1940” – Sommergibile Provana. R.D.Novembre 1941.
Queste motivazioni mostrano i valori e l’alto senso del dovere di tutta la gente della nostra Marineria, comportamenti  che derivano da sentimenti di amor di patria e come afferma Giorgerini “la battaglia dei convogli è un valido contributo alla costruzione di una tradizione Nazionale come lo è già nei suoi episodi e nei suoi esiti quantitativi nell’ancor giovane tradizione della Marina, consolidatasi con la seconda Guerra Mondiale proprio grazie alle vicende degli uomini dei convogli, a quelle dei sommergibilisti e degli assaltatori”.
La storia non é una funzione statica ma essa é in continua evoluzione, man mano che si acquisiscono verità e nuovi riscontri.
Onore ai caduti della Marina Militare – Onore ai caduti della Marina Mercantile.

(*) Segretario Unione Medaglia Onore Lunga Navigazione Compartimento di Castellammare di Stabia.

Dello stesso argomento sul blog:
http://www.lavocedelmarinaio.com/2014/09/nave-andrea-gritti-e-la-battaglia-dei-convogli/
http://www.lavocedelmarinaio.com/2015/05/23-5-2015-a-napoli-commemorazione-battaglia-dei-convogli/
http://www.lavocedelmarinaio.com/2015/05/il-regio-cacciatorpediniere-da-recco-lunico-rimasto-a-galla-omaggio-al-comandante-aldo-cocchia/
http://www.lavocedelmarinaio.com/2014/12/2-12-1942-francesco-santoro-marinaio-segnalatore-e-laffondamento-della-regia-nave-folgore/

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5 risposte a La battaglia dei convogli nel ricordo di quelli come noi

  1. Raffaele Napolitana dice:

    Onori e Gloria a tutti loro. Ovunque voi siate RR.II.PP. L’ITALIA intera s’ inchina al vostro sacrificio

  2. Gino Lanzara dice:

    condivido

  3. Ciro Laccetto dice:

    “Queste motivazioni mostrano i valori e l’alto senso del dovere di tutta la gente della nostra Marineria, comportamenti che derivano da sentimenti di amor di patria e come afferma Giorgerini “la battaglia dei convogli è un valido contributo alla costruzione di una tradizione Nazionale come lo è già nei suoi episodi e nei suoi esiti quantitativi nell’ancor giovane tradizione della Marina, consolidatasi con la seconda Guerra Mondiale proprio grazie alle vicende degli uomini dei convogli, a quelle dei sommergibilisti e degli assaltatori”.
    La storia non é una funzione statica ma essa é in continua evoluzione, man mano che si acquisiscono verità e nuovi riscontri.
    Onore ai caduti della Marina Militare – Onore ai caduti della Marina Mercantile.”

  4. comdivido.Penso anche a quelle piccole unita mercantili come i motovelieri adibiti al servizio di vedetta per lo piu con rudimentali aerofoni , per individiare formazioni aeree nemiche e dare un margine di preavviso ai servizi di ascolto costieri. Rodi, Bengasj, Derna ,Tripoli.Il cosidetto naviglio mercandile militarizzato, ha dato il suo contributo .Onore, rispetto,ricordo al valoroso contributo di tanti anonimi eroi.

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