12.6.1972, recupero del regio sommergibile Nereide

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra e Claudio 53

“Nomen omen” recitava un detto latino (ripreso anche sulle unità della Marina Militare) che letteralmente significa “il nome è un presagio”. La storia del sommergibile Nereide potrebbe racchiudersi in questo triste presagio. Il 5 agosto del 1915 il regio sommergibile veniva colpito ed affondato dal lancio di siluro austriaco a Zadlo. Persero la vita tutti i 20 uomini dell’equipaggio.
…strappati al mare e mai più celebrati.
Le Nereidi erano considerate creature benevole e di natura immortale…
Quella notte, di quei venti uomini che hanno preferito morire piuttosto che abbandonare il sommergibile con i vessilli italiani, dura 20.766 giorni. Finisce la guerra, ce ne sarà una seconda e poi il rischio del conflitto nucleare. E loro sempre lì sotto, tutti insieme, indissolubile legame tra la follia della guerra, l’eroismo e il sentimento della patria.
Ma qualcuno, 58 anni dopo decide di interrompere quella missione. Il governo italiano insiste e convince quello Jugoslavo che è ora di riportare in superficie il Nereide. Una bella idea, celebrare quei ragazzi, tornare a celebrare certi valori ormai dimenticati, magari sperare di restituire quei ragazzi ai nipoti che ne hanno solo sentito parlare come qualcosa di empirico. Gli eroi della Nereide.
Le operazioni di recupero, con tanto di troupe Rai al seguito, si conclusero il 12 giugno 1972: i sommozzatori, a 37 metri di profondità, riaccendono i fari nel sommergibile e penetrano nel silenzio di quelle stanze immerse nell’acqua. Tutto è come un tempo. In alcuni locali c’è ancora persino l’ossigeno. Vengono recuperati dieci corpi scheletriti (gli altri sono fuoriusciti dalla falla), il diario di bordo, un binocolo, alcuni portamonete di cuoio con qualche spicciolo, piastrine di riconoscimento. Il Nereide viene portato in superficie, trainato al largo e distrutto per sempre con due siluri. Torna sul fondo, stavolta senza i suoi uomini. E per sempre.
Le dieci piccole bare di zinco, avvolte nel tricolore, sono imbarcate sul dragamine italiano “Mogano” sul quale ricevono tutti gli onori militari. Per i ragazzi del Nereide viene scelta come ultima destinazione il cimitero di Brindisi, il cui porto era stato base del sommergibile quasi 60 anni prima. Strappati dal silenzio e dalla pace di quel comune destino, perché un sommergibilista che muore in mare, lì sotto vuole restare, siamo andati a vedere dove sono finiti i giovani eroi.
Non ci sono lapidi, né bandiere, né medaglie. Dietro una pietra che non racconta l’enfasi di quel sacrificio né ricorda il valore di quella prima medaglia d’oro.
“Membri equipaggio smg Nereide affondato in Adriatico”, recita quasi in codice Morse la scritta, più fredda del marmo che la raccoglie in un angolo del nostro cimitero comunale.
Tutti e dieci in un loculo. Nessun accenno ai nomi, né alla provenienza di quei ragazzi, né al fatto che sacrificarono coscientemente la loro vita in nome di quella patria che oggi ci affanniamo pomposamente a celebrare. Strappati alla loro ultima casa sottomarina per richiuderli dietro una lapide terrena, senza memoria e senza mare. Dice l’inno del sommergibilista:
“Andar pel vaso mar, ridendo in faccia a Monna Morte e al destino. E’ così che vive il marinar, nel profondo cuor del sonante mar”.


Il regio sommergibile Nereide

di Claudio53
Sommergibile di piccola crociera della III Squadriglia Sommergibili della Classe Nautilus, fu costruito nel regio arsenale di Venezia ed entrato in servizio alla fine del 1913 con base operativa Brindisi.
Affondato alle ore 05.30 del 5 agosto 1915. Non ci fu nessun superstite e morirono i 19 componenti dell’equipaggio ed 1 operaio dell’arsenale di Venezia
Il Comandante del Nereide era il tenente di Vascello Carlo Del Greco (poi promosso Capitano di Corvetta), nato il 4 agosto 1873 a Firenze ed a cui fu conferita, alla memoria, la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare della Regia Marina della prima Guerra Mondiale.
I restanti componenti dell’equipaggio erano:
 Tenente di Vascello Boggio Corrado nato a Strona il 15 maggio 1880 – Medaglia d’Argento al Valor Militare
 Primo Macchinista Roggero Giuseppe nato a Carbonara Scrivia il 4 febbraio 1884 – Medaglia di Bronzo al Valor Militare
 Capo Meccanico di 2° classe Lollo Antonio nato a Gaeta il 6 marzo 1883- Medaglia di Bronzo al Valor Militare;
 Capo Torpediniere di Seconda Classe De Somma Innocenzo nato a San Giorgio a Cremano 14 aprile 1879 – Medaglia di Bronzo al Valor Militare;
 Secondo Capo Radiotelegrafista Lodi Eutimio nato a Mirandola l’8 febbraio 1892 – Medaglia di Bronzo al Valor Militare;
 Sottocapo Torpediniere Armenio Giovanni nato a Boscotrecase il 28 marzo 1894 – Medaglia di Bronzo al Valor Militare;
 Sottocapo Torpediniere Bortolani Emilio nato a Zocca il 12 maggio 1891 – Medaglia di Bronzo al Valor Militare;
 Marinaio Scelto Accardi Francesco nato a Monte Argentario il 5 gennaio 1891 – Medaglia di Bronzo al Valor Militare;
 Torpediniere scelto Ciaschi Giuseppe nato a Napoli il 25 luglio 1895 – Medaglia di Bronzo al Valor Militare;
 Sottonocchiere Franchini Giovanni nato a Fano 23 febbraio 1893 – Medaglia di Bronzo al Valor Militare;
 Fuochista Bezzi Andrea nato a Genova il 27 settembre 1893 – Medaglia di Bronzo al Valor Militare;
 Fuochista Martino Gennaro nato a Castellammare di Stabia il 18 ottobre 1892 – Medaglia di Bronzo al Valor Militare;
 Torpediniere Elettricista Boni Luigi nato a Piacenza il 10 ottobre 1893 – Medaglia di Bronzo al Valor Militare;
 Torpediniere Erpete Umberto nato a Spezia il 5 febbraio 1895 – Medaglia di Bronzo al Valor Militare;
 Torpediniere Elettricista Piana Giacinto nato a Refrancore il 30 ottobre 1986 – Medaglia di Bronzo al Valor Militare;
 Marinaio Cravetto Giacomo nato a Alice Superiore il 3 agosto 1895 – Medaglia di Bronzo al Valor Militare;
 Marinaio scelto Farnocchia Guido nato a Viareggio il 24 settembre 1893 – Medaglia di Bronzo al Valor Militare;
 Marinaio scelto Tabò Pietro nato a Calizzano il 31 ottobre 1893 – Medaglia di Bronzo al Valor Militare;
 Operaio motorista Benzoni Guido nato a Venezia il 12 marzo 1888 – Medaglia di Bronzo al Valor Militare;

Nel 1972 si procedette al recupero del sommergibile (su sollecitazione anche della Jugoslavia) e vennero ritrovati dieci teschi e varie ossa che furono ricomposti in 10 piccole urne. Poiché non era possibile riconoscere a chi appartenessero i resti, furono tumulati tutti insieme nel Cimitero Comunale di Brindisi.

Motivazione della Medaglia d’Oro concessa al Capitano di Corvetta Carlo Del Greco
“All’alba del 5 agosto 1915 in vicinanza della spiaggia di Pelagosa, di fronte all’improvviso apparire di un sommergibile austriaco a breve distanza che rappresentava sicura morte, tentava con eroica abnegazione di offendere col lancio di un siluro il nemico, ordinando l’immediata immersione del sommergibile Nereide di cui aveva il comando e compiendo tutto quello che il dovere e le circostanze imponevano e consentivano”.

Ulteriori notizie sul regio sommergibile Nereide possono trovarsi ai seguenti link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Nereide_%28sommergibile_1913%29
http://www.scubaportal.it/il-sommergibile-nereide.html

Egregio sig. Ezio,
per completare la storia del Nereide le inoltro, in allegato, la foto del Famedio Militare del cimitero comunale di Brindisi in cui si può notare il loculo dell’equipaggio, in cui furono tumulate le 10 piccole bare il 12 giugno 1972. Come si può notare dalla foto, il loculo è posto sotto quello che contiene i resti del Comandante della 3a Divisione Navale della 2a Squadra Contrammiraglio (barone) Ernesto Rubin de Cervin che perì il 27 settembre 1915 nel porto di Brindisi nell’affondamento per esplosione della nave da Battaglia Benedetto Brin, insieme al Comandante della nave Capitano di Vascello Gino Fara Forni di Pettenasco e 454 tra Ufficiali, Sottufficiali, Sottocapi e Comuni.
Distinti saluti
Claudio53

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2 risposte a 12.6.1972, recupero del regio sommergibile Nereide

  1. Giovanni Crovella dice:

    Non ci ricordiamo di chi ha dato la propria vita per la PATRIA ma celebriamo continuamente chi sta distruggendo ciò che loro hanno difeso con la propria vita. ONORE AI CADUTI di tutte le follie degli uomini.

  2. Francesco Dalla Lega dice:

    Caro Ezio come sai a bordo del smg Nereide c’era anche un fanese e precisamente il sottonocchiere Giovanni Franchini classe 1893

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