76° anniversario della battaglia di Capo Matapan

di Marino Miccoli

Buongiorno stimatissimo Ezio,
oggi  28 marzo ricorre il 76° anniversario di Capo Matapan.
Per commemorare i Caduti e i Dispersi di quella drammatica notte, così come ho fatto negli anni passati, anche quest’anno ho scritto un mio articolo per il tuo meritevole quanto seguitissimo sito ”La voce del Marinaio”. A corredo iconografico allego due vecchie quanto suggestive fotografie in bianco/nero che ho estratto appositamente dall’album di ricordi di mio padre. In tal modo, di buon grado, onoreremo i nostri Marinai ricordando l’eroico Capitano di Vascello Giorgio Giorgis, ultimo Comandante del Regio Incrociatore Fiume. Era quella la superba Unità su cui era imbarcato anche mio padre Antonio Miccoli, con il collega maresciallo capocannoniere Nazareno Bramante di Siracusa, Virgilio Barucca di Senigallia, Giuseppe Palazzolo di Torino di Sangro e tanti altri valorosi Marina italiani.
Per l’occasione, non senza commozione, ho composto una dedica al Comandante Giorgis (che fu una mente brillante, un valente scrittore in materia navale e tra gli ideatori dei temuti barchini esplosivi utilizzati poi dalla XMAS); si tratta di un condensato di quanto narrava mio padre (che fu uno dei pochi sopravvissuti all’affondamento dell’incrociatore Fiume) a proposito della figura del Comandante di una nave.

Nel ricordare il sacrificio del Capitano di Vascello Giorgio Giorgis e quello di numerosi Marinai italiani, voglio ribadire che non si trattò di una “battaglia” (come affermano ancora tante persone male informate) ma fu una vera e propria strage conseguente all’agguato notturno che fu teso dalla squadra navale inglese e al tiro a segno guidato dai radar che ne seguì sulle ignare Unità della nostra I Divisione Navale mentre stavano recandosi a soccorrere il Regio Incrociatore Pola in avaria.
Riflettiamo non solo sui Caduti e Dispersi di quella tragica notte ma anche sul dolore e sulla disperazione che colpirono le loro famiglie; queste non videro più tornare a casa i loro Cari e ancora oggi ne piangono la perdita. Per tutti, mi sovviene ora il nome della carissima signora Lucia Bramante di Siracusa, figlia di Nazareno, che nella sua bellissima città è riuscita a far intitolare una piazza ai Caduti di Capo Matapan.
In questo giorno rivolgiamo a tutti i nostri Marinai Caduti e Dispersi il nostro deferente pensiero.
E a te mio stimatissimo maresciallo Vinciguerra con un forte abbraccio giunge pure la mia sincera riconoscenza per la sensibilità che dimostri di avere nei confronti di tutti i nostri Marinai che non hanno più fatto ritorno alle basi.
Marino

Capo Matapan nel ricordo del comandante Giorgio Giorgis
di Marino Miccoli

AL COMANDANTE GIORGIO GIORGIS

In occasione del 76° anniversario di Capo Matapan ho scritto una mia dedica all’eroico e indimenticabile Capitano di Vascello Giorgio Giorgis ultimo Comandante del Regio Incrociatore Fiume. Questa breve raccolta di considerazioni sono estratte dalle narrazioni di mio padre Antonio Miccoli (all’epoca maresciallo capocannoniere stereotelemetrista). Egli fu uno dei pochi sopravvissuti all’affondamento dell’incrociatore pesante Fiume ed ebbe l’onore di conoscere personalmente la Medaglia d’Oro al Valor Militare Giorgio Giorgis.

“Il Comandante e la sua nave sono un tutt’uno; possiamo dire che Egli si identifica con l’Unità che comanda; per questo il “padrone” di una lancia che riconduce a bordo di una nave il suo Comandante, all’intimazione rivoltagli dalla scolta (sentinella) di turno in coperta “CHI VA LA’?” risponde con il nome stesso della nave: “NAVE FIUME!” e non con il grado dell’Ufficiale, come avviene invece negli altri casi. Tutti i componenti dell’Equipaggio ubbidiscono consapevolmente al loro Comandante e lo rispettano innanzitutto come Uomo e poi come primo degli Ufficiali di bordo. Infatti i Marinai sanno che in caso di estremo pericolo Egli si adopererà per la salvezza di tutti i suoi Uomini, dal serpante al suo comandante in seconda. Egli sarà l’ultimo a lasciare la sua nave e non di rado accade che scelga di rimanere a bordo per seguirne onorevolmente il destino”. (Antonio Miccoli)

E’ la notte del 28 marzo 1941, il destino del Regio Incrociatore Fiume e della gran parte del suo Equipaggio decise di seguire con grande onore il suo valoroso Comandante, il Capitano di Vascello Giorgio Giorgis. Infatti, poco prima dell’affondamento, nonostante fosse ferito alla testa e sanguinante, volle scendere tra i suoi Marinai per rincuorarli; li riunì e ordinò il saluto al Re. Poi diede l’ordine di abbandonare la nave. I Marinai sulle zattere e quelli già in mare, aggrappati a relitti e a galleggianti di fortuna (tra questi vi era anche mio padre) videro tra i bagliori delle fiamme dei numerosi incendi che divampavano a bordo, il loro fiero Comandante che, dopo essere salito a prora, scomparì tra le onde insieme a gran parte del suo valoroso Equipaggio e alla nave che aveva tanto amato.
Oggi, attraverso la meritevole “banca della memoria” creata e sostenuta da Ezio Vinciguerra, io che sono il figlio di uno dei pochi sopravvissuti, ho voluto rievocare a tutti gli stimati visitatori di questo lodevole sito web il sacrificio dei tanti Marinai Italiani Caduti e Dispersi la tragica notte di 75 anni fa a largo di Capo Matapan attraverso il ricordo del valoroso comandante del Regio Incrociatore Fiume M.O.V.M. GIORGIO GIORGIS.
Dinanzi al loro sacrificio chiniamo il nostro capo, rivolgiamo Loro il nostro riverente pensiero e in rispettoso silenzio onoriamone la memoria.

PER SAPERNE DI PIU’ DIGITA SUL MOTORE DI RICERCA DEL BLOG “CAPO MATAPAN” OPPURE “NOMI” E “NAVI CITATE” NEL COMMOVENTE RICORDO.

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17 risposte a 76° anniversario della battaglia di Capo Matapan

  1. Andrea Gattuso dice:

    condiviso

  2. Sandro Saccheri dice:

    condiviso

  3. Ennio Boragine dice:

    Oggi cade l’anniversario della Batatglia di Capo Matapan il 76° anno dove furono abbattute tre Incrociatori e due caccia e perirono parte degli equipaggi..ognuna ne aveva circa 890 …ONORI AI CADUTI !!!

  4. Carlo Luigi Crea dice:

    Buongiorno Ezio

  5. Francesco Ortega dice:

    riposate in pace onori ai caduti

  6. Michele Salatino dice:

    Onori

  7. Manrico Mascia dice:

    condiviso

  8. Gianfranco Iannetta dice:

    Per non dimenticare

  9. Egidio Alberti dice:

    ONORI A TUTTI I NOSTRI MARINAI CADUTI E DISPERSI NEL TRAGICO SCONTRO NAVALE DI CAPO MATAPAN RR.II.PP.

  10. Luigi D'elia dice:

    Condivido la tua lodevole iniziativa .buona serata

  11. Hector Ghelfi dice:

    Onore a tutti i caduti

  12. Fabio De Chiara dice:

    R.I.P.

  13. Peppino Cartosciello dice:

    ONORI.

  14. Ubaldo Massei dice:

    Ho letto con interesse il testo del nostro amico Miccoli, le sue parole riportano alla memoria valori e principi di uomini e di un paese che non riconosciamo più. Settantasei anni fa l’Italia era ben diversa, gli italiani erano sudditi, oggi sono o dovrebbero essere cittadini, invece, cosa siamo diventati?Poiché chi aderisce a questo sito condivide o ha condiviso il ruolo di marinaio di ieri o di oggi, di ieri fedeli al Re, di oggi come il sottoscritto fedeli alla Costituzione, tutti accomunati dal senso del dovere e abituati ad obbedire, senza discutere, così era allora, a prescindere dai motivi del conflitto bellico, così è oggi, quando con grande spirito di sacrificio, i nostri, si prodigano per soccorrere i migranti. Non importa ciò che pensano, hanno il dovere di portare a compimento la missione assegnata. Ma oggi come allora, in quei tragici giorni, sappiamo che potremmo essere traditi ancora una volta da una politica mediocre di quattro mascalzoni. Ma non sta agli uomini e alle donne della Marina giudicare, a loro è dato solo di eseguire gli ordini, con professionalità e disciplina. Questo è il modo migliore di onorare la memoria di quei caduti, di cui il mare è l’eterno custode.

  15. Peppino Cartosciello dice:

    Concordo.

  16. Luigi D'elia dice:

    Complimenti da un vecchio marinaio

  17. Marino Miccoli dice:

    Ringrazio i lettori per gli apprezzamenti riservati al mio modesto articolo scritto sulla base dei ricordi del mio compianto padre che visse direttamente e sopravvisse al macello notturno di Capo Matapan. In particolare ringrazio sentitamente il gentile signor Ubaldo Massei del quale condivido le riflessioni e le affermazioni contenute nel suo attento e pregevole commento. A lui i sensi della mia stima.

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