19 marzo, a mio padre Giorgio

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra
tratto da Emigrante di poppa (diritti riservati)

L’ultima partita di campionato mi riservò gioia e dolore. La gioia per aver segnato il primo gol della mia vita in un torneo ufficiale. I compagni mi sostennero, mi abbracciarono, gioivano per “Ricciolino” che finalmente aveva segnato un gol. In quella partita ricevetti un calcio al volto, piú esattamente nella guancia destra, dove ancora oggi porto una cicatrice che sembra avermi scolpito, quando rido, una fossetta. Ma non fu il vero dolore, per me che aspettavo la fine dell’incontro di calcio per rientrare a casa e dare la bella notizia ai miei familiari. Ma l’uscio era spalancato. La casa piena di vicini con aria mesta, triste e sconsolata. Le donne piangevano, percepivo le voci dei vicini che esclamavano:
– “Ecco è arrivato il figlio, povero bambino”.
Capii. Corsi verso la ringhiera del balcone per nascondere le lacrime, mi accartocciai su me stesso in posizione fetale per covare il dolore. Piangevo, singhiozzavo e mi soffiavo ripetutamente il naso. Se ne era andato troppo in fretta: non avevo fatto a comunicargli che suo figlio aveva fatto finalmente “goal”, che aveva vinto qualcosa di importante e che adesso l’avrebbe fatto felice anche studiando la musica.
Giorno triste, per quel bambino che si apprestava a diventare ragazzo. Senza un fratello, senza un confidente.
Nell’immediatezza non ebbi il coraggio di guardare mio padre sul letto di morte. Volevo ricordarlo da vivo, mi parve. Solo l’insistenza di parenti e conoscenti mi convinsero a vederlo prima che fosse chiuso nella sua povera bara di legno di ebano liscio lucidato. Giaceva fermo e rigido sul talamo nuziale al centro della stanza con due enormi candelabri ai piedi del letto, una coroncina del rosario fra le mani e l’immaginetta di San Giorgio, il suo santo protettore, adagiata su quell’esile corpo ridotto a pelle ed ossa.
La messa ed il funerale furono maggiormente strazianti. Il dolore di mia madre, la disperazione delle mie sorelle, specialmente di mia sorella Angela, ricordo; e l’interminabile omelia funebre del sacerdote che, pur esaltando i pregi in vita di mio padre, non esitò a dire che la vita, seppur nel dolore, continua. Continua un corno, pensavo io.
Il rientro a scuola fu ancora piú difficile per Ricciolino, anche se erano gli ultimi giorni di lezioni. Alla vista dei compagni scoppiai in lacrime. Avvertivo come un senso di vergogna. L’insegnante di matematica, la professoressa Sozzi, mi venne subito incontro, il suo alunno prediletto aveva perso il genitore: l’unico della classe con tale lutto. Lei non era sposata ma ci sapeva fare con i ragazzi. Aveva modi spiccioli, decisi e atteggiamenti quasi maschili. Mi disse di non piangere e di comportarmi da uomo. In effetti non aveva torto.
Il bambino che era in me, invece di diventare ragazzo, divenne uomo. Tra poco iniziavano le vacanze estive e si ritornava a Castelmola.
Ma di quell’estate non ricordo nulla!

Questo articolo è stato pubblicato in Attualità, Emigrante di poppa, Marinai, Racconti, Recensioni, Un mare di amici. Permalink.

22 risposte a 19 marzo, a mio padre Giorgio

  1. Raffaele Napolitana dice:

    Non voleva dirtelo, ma sapeva d’aver cresciuto un figlio giudizioso e responsabile. R.I.P.

  2. Francesco Paolo Disegni dice:

    Se grande è il figlio … grande deve essere stato il papà … Onore ad entrambi, e che da lassù vegli sempre sul figlio.

  3. Novello Pastorelli dice:

    Ciao Amico Ezio buon fine settimana

  4. Gabriele Basilici dice:

    Grazie Ezio! Quando vuoi vieni a Rieti! !!!

  5. Egidio Alberti dice:

    Grazie Ezio! Quando vuoi vieni a Rieti! !!!

  6. Lea Putignani dice:

    Grazie di cuore ricambio il tuo abbraccio

  7. Marco Vannini dice:

    Grazie amico mio

  8. Angela Falcone dice:

    grazie carissimo

  9. Francesco Fiore dice:

    Grazie Ezio sempre affettuoso un grande abbraccio

  10. Franco Vetturini dice:

    Grazie Ezio Pancrazio Vinciguerra,dal Marinaio della Mitica “Nave Alpino” F 580,

  11. Vincenzo Rinaldi dice:

    Grazie Ezio, un abbraccione!!

  12. Fernando Antonio Toma dice:

    grazie Ezio !!

  13. Piero Terlizzi dice:

    Tante grazie. Un abbraccio a tutti i lettori

  14. Italo Pisani dice:

    Ezio carissimo, GRAZIE INFINITE PER LE BELLE PAROLE

  15. Egidio Alberti dice:

    BRAVO EZIO HAI FATTO UN BEL RICORDO DI TUO PADRE. R.I.P

  16. Giuseppe Esposito dice:

    ….sara’ senz’altro contento di leggere le tue parole….bravo..

  17. Enzo Rago dice:

    non poteva fare di meglio per avere un figlio stupendo e intelligente, bravo Ezio, R.I.P.

  18. Giovanni Castellaro dice:

    Grazie di cuore per l’affetto: vento in poppa e in cula alla balena!

  19. Raffaele Passero dice:

    Carissimo Ezio ti ringrazio di cuore per quello che scrivi augurandoti buona strada che è un saluto scout in quanto sono impegnato anche nel sociale.Tuo collega Raffa è viva la bella famiglia della Marina.

  20. Francesco Vanni dice:

    Grazie Ezio, mi fa molto piacere

  21. Vittori Giuliano dice:

    Grazie amico sarà un abbraccio gradito ovunque e comunque

  22. Nuccio D'Urso dice:

    Grazie Ezio,avanti tutta!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *