I regi cacciatorpediniere Uragano e Saetta

di Antonio Cimmino


Alle 05.30 del 3 febbraio 1943 il regio cacciatorpediniere Uragano, al comando del Capitano di corvetta Luigi Zamboni, lascio Biserta per Napoli, per scortare, insieme al cacciatorpediniere Saetta ed alle torpediniere Sirio; Monsone e Clio, la grande nave Cisterna Thorsheimer.
La navigazione era ostacolata da foschia e mare mosso che provocavano rollio e scarrocciamento e rendevano difficoltoso il calcolo della posizione e l’uso di scandaglio ed ecogoniometro.
Alle 09.38 dello stesso giorno, l’Uragano urtò una mina (posizionata dal posamine britannico Abdiel), che le asportò la poppa e rimase immobilizzata.
Alle 09.40 le navi Clio e Saetta si avvicinarono per fornire soccorso, ma otto minuti più tardi quest’ultimo urtò una mina ed affondo spezzato in due, in meno di un minuto, trascinando nella sua fine 170 uomini.
Anche il tentativo di soccorso del Clio a mezzo imbarcazioni di bordo, risultò infruttuoso, e alle 10.00 il resto del convoglio ricevette l’ordine di proseguire.
Le rimanenti navi raggiunsero il porto di Napoli alle 12.50.

L’ultimo messaggio dell’Uragano fu ricevuto alle 13.33, poi la nave, irrimediabilmente danneggiata si inabissò nel punto 37°35’ N e 10°37’ E, portando con sé il comandante Zamboni e quasi tutti gli ufficiali che avevano deciso di restare a bordo.

Solo nella serata del 4 febbraio alcune unità partite da Biserta poterono soccorrere i naufraghi del regio cacciatorpediniere Uragano. Dell’equipaggio si erano salvati solo 15 uomini, a bordo di tre zattere. Risultarono morti o dispersi in mare 114 membri dell’equipaggio dell’unità, in gran parte scomparsi in mare prima dell’arrivo dei soccorsi.

Tra questi il Sottocapo cannoniere Ottavio Minieri di anni 20 nato a Pignataro (Caserta) e disperso in mare il 3.2.1943.

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