17.1.1943, Eugenio “Corradino” Amatruda

di Antonio Cimmino

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Nasce a Crotone il 2 luglio 1908. La sua storia è legata all’affondamento del regio cacciatorpediniere Bombardiere e alla cosiddetta “Battaglia dei Convogli”. Infatti il 17 gennaio 1943 la nave salpò da Biserta per scortare a Palermo, insieme al Legionario, la motonave Mario Roselli. Alle 17.30, a nord-ovest di Marettimo, fu colpito da un siluro lanciato dal sommergibile inglese United. La nave si spezzò in due inabissandosi dopo qualche minuto. Scomparvero in mare 174 uomini dell’equipaggio.

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Il Capitano del genio navale Eugenio Corradino Amatruda era tra le vittime.

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Fu decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare “alla memoria” con la seguente motivazione:
Direttore di macchina di cacciatorpediniere di scorta a convoglio proveniente dall’Africa settentrionale, si prodigava al massimo delle sue forze per la riuscita della manovra di disimpegno della nave fatta segno a lancio di siluri da parte di sommergibile nemico in agguato. Colpito irrimediabilmente il cacciatorpediniere da siluro che provocava lo scoppio delle caldaie, cooperava alla salvezza del superstite personale di macchina, malgrado avesse una gamba spezzata da scheggia. Raccolto sanguinante e privo di forze acconsentiva a lanciarsi in mare fra gli ultimi, dolente, più che per la grave ferita, – per non essere in grado di dare ancora la sua valida opera per la salvezza della nave prossima ad affondare – si spegneva serenamente durante la notte, stando aggrappato ad uno zatterino, dopo aver raccomandato ad altro Ufficiale naufrago la sorte dei suoi uomini. Fulgido esempio di sentimento del dovere e di spirito di sacrificio” (Canale di Sicilia, 17 gennaio 1943).

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Una risposta a 17.1.1943, Eugenio “Corradino” Amatruda

  1. Lucio Campana dice:

    Onore e gloria a tutti i marinai che diedero la loro vita alla Patria. Che possano riposare in pace nella loro naturale tomba. Il mare.

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